Nato a Missoula (Montana) il 20 gennaio 1946, David Lynch studia pittura alla Corcoran School of Art di Washington e frequenta la Museum School di Boston. Sul finire degli anni Sessanta segue i corsi della Pennsylvania Academy of Fine Arts e poi inizia a realizzare alcuni cortometraggi, tra cui Alphabet (1970), un corto di animazione misto a riprese dal vero e The grandmother (1970). Il suo esordio nel lungometraggio avviene con Eraserhead – La mente che cancella (1977), pellicola girata in un bianco e nero strepitoso che lo fa conoscere ai cinefili di tutto il mondo. Il grande successo arriva però con The Elephant Man (1980), straordinaria ricostruzione della Londra di fine Ottocento, storia dell’uomo-elefante (un bravissimo John Hurt), nomination all’Oscar per la sceneggiatura e la regia. Grazie a questo film Lynch può dedicarsi alla megaproduzione di Dino De Laurentiis, Dune (1984), adattamento della saga fantascientifica di Frank Herbert, dopo i tentativi non andati in porto di Ridley Scott e di Alejandro Jodorowshy. L’opera, pur dimostrando le doti visive del cinema visionario di Lynch, non piace al pubblico e in parte anche alla critica. |
Con Velluto blu (1986), interpretato da Isabella Rossellini, il regista torna agli ambienti torbidi e suburbani a lui congeniali (altra nomination all’Oscar per la regia); un viaggio all’interno degli orrori della middle-class americana. Nel 1989 firma la fortunata serie di Twin Peaks, diventato un fenomeno culturale dall’enorme impatto mediatico e negli anni Novanta realizza film di grandissimo successo quali Fuoco cammina con me! (1992) e Strade perdute (1996). Nel 1999 è la volta di Una storia vera (1999), un delicato road movie lontano dalle atmosfere cupe dei suoi precedenti film. Negli anni 2000 gira due soli film, il misterioso Mulholland Drive (2001, nomination agli Oscar e miglior regia al Festival di Cannes) e il meno fortunato Inland Empire – L’impero della mente del 2006, anno in cui gli viene assegnato il Leone d’Oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia.
Nel 2011 gira il documentario Duran Duran: Unstaget e nel 2017 realizza la nuova stagione di Twin Peaks. Ancora nel 2022 appare nel cast di The Fabelmans di Steven Spielberg. Con il road movie Cuore selvaggio (1990) vince la Palma d’oro al Festival di Cannes.
Gli otto lungometraggi della rassegna sono Eraserhead – La mente che cancella (1977), Elephant Man (1980), Dune (1984), Velluto blu (1986), Strade perdute (1996), Una storia vera (1999), Mulholland Drive (2001) e Inland Empire (2006).







































