Fabio Poli, “L’apparenza delle cose” è il nuovo singolo: guarda il videoclip

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fabio poli - l'apparenza delle cose

L’apparenza delle cose, il nuovo singolo del cantautore veneziano Fabio Poli, disponibile da oggi, venerdì 31 gennaio, è un invito a guardare oltre ciò che si vede.
La canzone parla della superficialità delle apparenze e di come le cose più importanti, come emozioni e sentimenti, siano invisibili.
Affronta il tema della fugacità del tempo, della ricerca di senso nella vita, dell’amore vissuto intensamente senza difese, con la speranza di trovare momenti di verità e connessione, lasciando un messaggio in prospettiva: anche se le cose finiscono, ci si può rincontrare, magari in una simbolica via della fortuna, senza avere tutte le risposte o un manuale per vivere.

L’intervista

Com’è nata L’apparenza delle cose?

Ho passato un lungo periodo senza scrivere canzoni, mi ero come anestetizzato. Non capivo più che ruolo potessi avere in un mondo musicale che ha, di fatto, perso la memoria. Ai tempi di Voglio fare il papaboy stampavamo mille CD che vendevamo direttamente ai concerti senza passare per una distribuzione ufficiale, io non sapevo nemmeno cosa fosse un ufficio stampa, ma finivo sui giornali o in TV con quei brani, perché erano interpreti, a loro modo e nel loro piccolo, di quel momento.
Ad un certo punto, pur continuando a fare sempre tanti concerti, non ho più capito chi fosse il mio pubblico. Non certo i ragazzini della trap, che mi stanno pure simpatici perché almeno loro sono stati intelligenti da supportarsi a vicenda, anziché farsi quelle guerre ridicole dei poppettari coi numeri inventati.

Una sera, con una chitarra sul divano, a casa da solo, mi sono messo a raccontare i fatti miei, ed è nata L’apparenza delle cose, così densa che ogni verso è un titolo.
A 47 anni il successo non si misura col numero di streaming ma con quanto ti rappresenta quello che scrivi.

Quali sono i riferimenti del brano?

L’apparenza delle cose è un concetto antico che nasce sui banchi del liceo, un po’ kantiano, tra ciò che è vero e ciò che appare, e un po’ battistiano, con riferimento agli album bianchi post-Mogol.
Ho cercato di intraprendere quel viaggio a ritroso perché mi piacerebbe oggi andare dal me stesso giovane e dirgli: “stà tranquillo, vedrai che andrà tutto bene”.

Caffeina e Malamore che è l’incipit del secondo verso, era il titolo che avevo dato al provino. La caffeina, se fossi stato un trapper poteva diventare codeina, se fossi stato una rockstar degli anni ottanta cocaina, insomma qualcosa che ti faccia stare su, mentre “Malamore” è una citazione del capolavoro del compianto Enzo Carella, cantautore non troppo conosciuto che avrebbe meritato di più.

I musicisti e il videoclip

Musicalmente è un brano di pop elettronico, dove l’intreccio tra chitarre (suonate dallo stesso Poli e Paolo Zambon) e tastiere (firmate da Salvatore Bazzarelli) rieccheggia spazi immensi di matrice onirica.

Sulla stessa linea il videoclip, che vede la regia di Sara Banzato, ambientato in un futuro distopico, dove l’artista si confronta in un’ideale partita a scacchi con una figura femminile, interpretata da Irene Causin, in una sorta di gioco che sfocia nel bilancio di una vita, tra occasioni perse, rimpianti e decisioni da prendere.

Le parole di Fabio Poli sul video de L’apparenza delle cose: «Nel video abbiamo cercato di simboleggiare proprio questa sorta di resa dei conti, in una onirica partita a scacchi tra quel tipo perennemente fuori luogo che sono io e una serafica principessa, che potrebbe proprio rappresentare la vita stessa. Miss Vita. L’hai vissuta intensamente?! L’hai capita?! Mi piace pensare che, in quella sorta di messaggio telepatico che trasmette prima di togliersi la corona, mi dica: “Hai giocato bene. Vedi che non era il caso di preoccuparsi?!”»

Qui sotto il videoclip, che trova anche nel canale YouTube ufficiale di Fabio Poli.

Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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