La manifestazione nasce con l’intento di aprire un dialogo e costruire un punto d’incontro tra la cultura cinese e quella italiana
Il FánHuā Chinese Film Festival come sempre vuole aprire una finestra sulla ricca produzione cinematografica cinese contemporanea perché il cinema è il linguaggio che meglio permette di comunicare attraverso le differenze e le lontananze geografiche, linguistiche, culturali e sociali. Nonostante i molti riconoscimenti nel circuito festivaliero e il successo al botteghino nazionale, la variegata produzione cinese rimane di difficile accesso per il pubblico italiano. Il FánHuā Chinese Film Festival è dunque una preziosa opportunità di scoperta che si pone anche come opportunità di incontro per la platea italiana e la comunità cinese in Italia. Un incontro che si spera possa allargare le prospettive di mutua comprensione e comunanza al di là del cinema, verso anche altri ambiti culturali, sociali ed economici. La rassegna che si intitola Varietà di fiori che sbocciano, nasce a Firenze nel 2021 e porta a Milano i maggiori successi dell’edizione toscana, con le sue immagini poetiche e la florida produzione di opere cinematografiche che si sta sviluppando in Cina, per un pubblico ampio di appassionati e famiglie. L’iniziativa, promossa dall’Associazione FánHuā e dalla Zhong Art International – è realizzata in collaborazione con la Cineteca di Milano, in partnership con l’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, con il Patrocinio della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, di Regione Lombardia, Comune di Milano, Consolato della Repubblica Popolare Cinese in Milano, Istituto Italo Cinese e Camera di Commercio Cinese in Italia. Tutti i film sono proiettati in versione originale con sottotitoli in italiano e inglese. Si inizia mercoledì 5 febbraio, ore 20.00 con il film Snow Leopard di Pema Tseden, l’ultimo capolavoro del Maestro del cinema tibetano, scomparso lo scorso anno; un racconto ecologista sul mistero del leopardo delle nevi. Segue giovedì 6 febbraio, ore 19.00, la proiezione di Growing Apart di Long Lingyun, un toccante dramma familiare. Venerdì 7 febbraio tocca a To kill a mongolian horse di Jiang Xiaoxuan, un film che racconta lo scontro tra tradizione e modernità, mentre sabato 8 febbraio, ore 20.00, si vedrà Hua Hun- A soul haunted by painting di Shugin Huang, storia della pittrice Pan Yuliang (1895-1977), interpretata da Gong Li, sfuggita alla vita in un bordello, per poi raggiungere a Parigi la celebrità come artista. Infine domenica 9 febbraio, ore 15.00, il programma propone Into the mortal world di Ding Zhong, nuovo acclamato trionfo dell’animazione cinese, realizzato tra ironia e sentimento. Una produzione incentrata su vicende e personaggi tratti dal repertorio favolistico/mitologico tradizionale. Gli organizzatori della manifestazione, oltre all’Associazione Fán Huā, sono Xiuzhong Zhang, accademico d’onore dell’Accademia delle Arti del Disegno e ricercatore presso la China National Academy of Painting, e Paolo Bertolin, programmatore, critico e produttore cinematografico.







































