The Brutalist
di Brady Corbet
con Adrien Brody, Felicity Jones, Guy Pearce, Joe Alwyn, Raffey Cassidy
Vita (immaginaria) dell’architetto brutalista Laszlo Toth (Adrien Brody). Ebreo ungherese, formazione Bauhaus, scampato ai campi di sterminio raggiunge New York, passa in Pennsylvania, definito lo stato più in crescita (e lì il film assume i colori e i formati del documentario d’epoca), sconvolge il capitalista Van Buren, di cui ristruttura la biblioteca, viene da lui scacciato, richiamato, adulato, amato, forse persino violentato e non per metafora: gli viene affidato l’incarico di un monumentale palazzo, centro, cappella, sacrario su una collina, incarico che deve difendere con le unghie e con i denti da concorrenti e parassiti (un po’ come Gary Cooper architetto in La fonte meravigliosa) per riuscire a portarlo a termine come vuole lui: con le forme pure del cemento nudo e bruto, mentre aspetta che lo raggiungano dall’Europa la moglie malata e una nipote. Il nuovo mondo non ama gli estranei e i diversi. Brady Corbet come già in Infanzia di un capo, parte da frammenti storici per poi allungarsi in narrazioni private, a volta interminabili. The Brutalist è in effetti un film lungo una vita, quasi quattro ore divise in prologo, prima parte, intervallo, seconda parte ed epilogo, ma è giusto così, crudo e senza orpelli, con titoli di testa di design e dedicato alla memoria di Scott Walker, dei Walker Brothers, che faceva musica con contaminazioni di carne e cemento anche per gli altri film di Corbet: quindi attenti alla colonna sonora “materica” di Daniel Blumberg. Il tema è quello del conflitto infinito tra i produttori di denaro e i produttori d’arte: l’invidia del capitalista nei confronti del creativo sconfina nella violenza del possesso. Ma il vero brutalista è il regista, che ha cementificato il film un po’ come dice l’architetto protagonista: un cubo non si spiega a parole ma facendolo. Già Leone d’argento a Venezia 81, candidato agli Oscar per miglior film, regista, attore, attore non protagonista, attrice non protagonista, colonna sonora, sceneggiatura, scenografia, fotografia, montaggio.






































