Sono stato fortunato.
Ho avuto possibilità, dopo aver ascoltato ed ammirato i grandi dischi coi Dream Syndicate, aver ascoltato con attenzione alcuni lavori solisti, qualche anno fa ho potuto suonare come bassista live con Steve Wynn, in un omaggio a Bob Dylan registrato live all’Hana Bi di Marina Di Ravenna.

Le prove e tutto il percorso di avvicinamento al concerto hanno rappresentato un piacere assoluto, il gruppo era perfettamente creato, con alla batteria Linda Pitmon, e Don Antonio alla chitarra elettrica, nonché con un gustoso cameo di Robin Hitchcock su “Knocking On Heavens’ Door”.

Il tutto per dirci che ho letto con grande godimento questo nuovo libro che rappresenta un memoir di un grande appassionato di musica, grande musicista ed intellettuale, nonché curo pulsante di una scena americana indie della quale si sente oggettivamente una grande mancanza.
Steve Wynn è attivissimo e spesso in giro per l’Europa a suonare, il suo libro, come sempre ottimamente tradotto da Gianluca Testani e pubblicato da Jimenez Edizioni che ha ormai creato un catalogo impressionante di grandi uscite, si legge con gradevolezza e facilità, grazie all’accurata e bella traduzione, fattore che spesso, nel nostro paese, viene maltrattato.
Le storie di Steve fanno venire voglia di riascoltare i suoi dischi ma non solo, fanno anche venire voglia di andarsi a riascoltare tutti i dischi che cita: quando questo succede, significa che il libro riesce nel suo intento.

Non lo direi se non fosse vero è il racconto di come scrivere canzoni e suonare in gruppi musicali sia il tramite per un mondo che il suo autore avrebbe potuto a stento immaginare: un mondo di grandi etichette, tour bus di lusso e teatri esauriti, ma anche di alcol, droghe e tutta la Babilonia del rock’n’roll. Partendo dall’infanzia in California negli anni Sessanta e Settanta, Steve Wynn arriva a un punto di svolta con la formazione dei Dream Syndicate nel 1981, come antidoto alla musica pop preconfezionata dell’epoca. Il libro ripercorre gli alti e bassi dei primi anni della band, protagonista del Paisley Underground insieme a Green on Red, Rain Parade e Bangles; l’impatto sismico del loro album di debutto; il caos delle sessioni per il seguito, MEDICINE SHOW; lo scioglimento della line-up originale e il lancio di una seconda fase dei Dream Syndicate con OUT OF THE GREY e GHOST STORIES, culminando con la pubblicazione dello storico album LIVE AT RAJI’S. Questa è la storia di Wynn, ma vi si trovano anche alcuni dei più grandi e colorati personaggi dell’epoca, offrendo una dettagliata guida al business musicale che glorifica e demistifica in egual misura. E, infine, è una storia di redenzione, con la musica come veicolo di trasformazione e trascendenza artistica e personale.
E’ bellissimo leggere l’avventura umana ed artistica di Steve, i suoi lavori fatti in un percorso di avvicinamento che me lo rende molto vicino, dacché anche io ho fatto con gran gusto il commesso in vari negozi di dischi della zona e lo considero un mestiere nobilissimo e appassionante proprio perché ti fa sentire parte di una compagnia di persone accomunate dallo stesso sentire.
La cosa mi fa venire nostalgia delle ore passate a lavorare immerso nelle creazioni discografiche degli anni della mia formazione, donandomi sensazioni bellissime.
Il racconto dell’evoluzione dei Dream Syndicate, così fulminea, è come una fiaba, anche se i risvolti non sono tutti sempre positivi e ‘è onestà per ammettere, da parte dell’autore, alcune sue limitazioni personali.
Ne esce a testa alta Steve, con una onestà che gli fa onore e a noi lettori dona la consapevolezza di aver fatto bene a mettere energie e soldi nella ricerca di quella edizione di quel particolare disco, perché la Musica, quella vera, ti salva la vita cambiandotela.
L’amore per la musica si porta dietro una sensibilità verso tutte le forme d’arte e comunicazione e mai come ora, questo mondo fratturato e doloroso, ricco di conflitti, povertà e paura, ha bisogno di musica vera per risollevarsi.
Un consiglio spassionato: fate vostro questo libro.
Steve Wynn é uno dei membri fondatori dei Dream Syndicate, il cui album di debutto, THE DAYS OF WINE AND ROSES, è considerato una pietra miliare della scena indie/alternative rock degli anni Ottanta. Ha anche avuto una prolifica carriera da solista, facendo regolarmente tournée in tutto il mondo e suonando e registrando in gruppi come Danny & Dusty, Gutterball e The Baseball Project (con la partecipazione dei fondatori dei R.E.M. Mike Mills e Peter Buck). Nato e cresciuto a Los Angeles, oggi vive a New York.







































