September 5 – La diretta che cambiò la storia

Come cambiò il modo di fare televisione durante il sequestro alle olimpiadi del 1972

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September 5 – La diretta
che cambiò la storia
di Tim Fehlbaum
con Peter Sarsgaard, John Magaro,
Ben Chaplin, Leonie Benesch,
Zinedine Soualem

Quanto erano pesanti le telecamere negli anni Settanta del secolo scorso? E quanto era complicato andare in onda?  Quanto era lontana Internet? Il 5 settembre 1972, durante le olimpiadi di Monaco, un commando palestinese sequestra 11 persone della compagine israeliana, ne uccide 2 e inizia una trattativa estenuante. È storia. Sappiamo tutti com’è finita (molto male). Questo film invece di raccontare l’azione di commando o gli errori delle autorità tedesche nella gestione del sequestro, racconta un momento dell’evoluzione  del fare tv. È incentrato sulla redazione sportiva a Monaco della tv americana ABC, l’unica a seguire in diretta tutta l’olimpiade e casualmente, a dover affrontare il peso politico dell’atto terrorista.  Per fare quello che oggi forse potrebbe fare un cellulare, c’è un’intera squadra di operatori, tecnici,  intervistatori,  grafici che ritagliano e sovrappongono i titoli,  galoppini che devono portare avanti e indietro pellicole (sic ) e nastri, l’elettronica è “primitiva”, non esiste la mail,  i telefoni non stanno in tasca e vanno raggiunti con spostamenti, la reperibilità delle informazioni è legata alla presenza fisica e non ultimo ostacolo, una redazione sportiva, sia pure alle olimpiadi, è considerata dalla redazione centrale  meno importante e quindi meno degna di seguire un atto di terrorismo di una redazione politica. In tutto questo una sola persona, una collaboratrice, parla  sia tedesco che inglese. Senza contare che tra le tv americane presenti c’è una graduatoria di importanza che determina i turni di utilizzo del segnale satellitare (raro e costoso). Insomma i fratellini minori (si fa per dire) della televisione americana devono inventarsi qualcosa che non è mai stato fatto prima e crescere  in una notte e soprattutto spostarsi dal racconto del gesto sportivo alla gestione della violenza e della morte. Cosa si può, cosa è bene, cosa e giusto o ingiusto mostrare? Cosa è etico? In quella notte cambiano  le regole  e si fanno anche terribili scoperte: quando tutto sta per diventare informazione  aumenta in maniera esponenziale  il rischio di sbagliare informazione. Il film quindi è senza vincitori e vinti e chissà perché anche a Venezia 2024 è quasi passato in sordina. Candidato ai Golden Globe va all’Oscar per la miglior sceneggiatura

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