Strange Darling
di JT Mollner
con Willa Fitzgerald, Kyle Gallner,
Madisen Beaty, Steven Michael Quezada, Ed Begley Jr. Barbara Hershey
La Ragazza scappa sporca di sangue con un vestito rosso su una macchina rossa, il Demonio l’insegue con un fucilone e una camicia a quadri rossi e neri su un pick-up nero. Molta angoscia ma anche forte senso estetico, uno strano incontro nel bosco, belle musiche e canzoni dolci ma inquietanti sull’amore che fa (fisicamente…) male e poi, dietro front: è quel genere di film a sceneggiatura post -Tarantino in cui per sapere cosa succede dopo devi andare a prima, strutturato a episodi in cui per passare dall’inizio alla fine si parte dalla metà, e poi… poi tutto torna. O meglio, sorprende. Lei stava per fare sesso con lui, si danno anche le istruzioni per fare sadomaso senza farsi troppo male, poi tutto scappa di mano, lei vuole sapere se lui è un serial killer, lui sorride, inquietante, il prologo parla di un’epidemia di delitti, si fanno tanto male, ma tutte le illazioni o i sospetti sono destinati a confermarsi ma anche a ribaltarsi, dire di più è un peccato, se non che, a sorpresa, Giovanni Ribisi, l’attore, è lì come produttore e come direttore della fotografia. Molto ambizioso. Anche il regista, che ha già spaventato i grandi capi ma ha tenuto duro e promette altre angosce. Attori inquietanti e riemersa dal passato, sempre inquietante anche come ex hippie, Barbara Hershey…







































