L’erede
di Xavier Legrand
con Marc-André Grondin, Yves Jacques, Laetitia Isambert-Denis, Anne-Élisabeth Bossé
Elias Barnès (Grondin) è due volte erede (o in originale successeur, successore): all’inizio vediamo una sfilata di moda (dall’alto, con il pubblico disposto a spirale) e scopriamo che Elias è l’erede (di grande successo) dello stilista Orsini. Poi arriva la notizia che suo padre è morto in Canada: e in quanto erede Elias (che un tempo si chiamava Sebastian) deve volare là per espletare le procedure di rito, definire i funerali e vuotare la casa ereditata. Dove scopre una porta nascosta che conduce sottoterra dove… Dove il passato che forse gli fece cambiare il nome da Sebastian a Elias spiega le crisi di panico del presente? Perché è destino che uno la cui madre ha sposato il fratello del padre finisca pazzo come Amleto? Elias e lo spettatore vengono gettati nella classica situazione d’angoscia costruita in cui tutti si chiedono perché mai il protagonista faccia certe cose invece di farne altre… Perché il Male può passare di padre in figlio? Perché le crisi di panico ti attendono sul più bello? Perché quando raggiungi il vertice del successo comincia anche il processo di distruzione del successo? Allo spettatore la risposta, tenendo presente che Legrand è il regista di L’affido, dove un padre violento otteneva l’affido di un figlio terrorizzato…






































