Noi e loro
di Delphine Coulin,
Muriel Coulin
con Vincent Lindon, Sophie Guillemin, Benjamin Voisin, Denis Simonetta, Hugo Bariller
Con il titolo originale più inquietante (Jouer avec le feu , Scherzare col fuoco) è passato a Venezia 81. Pierre, il padre (Vincent Lindon) è operaio specializzato nella riparazione dei cavi sospesi delle ferrovie. Vedovo. Di sinistra. Due figli maschi: il maggiore Fus (come “fussball”, football in tedesco, siamo sul confine della Lorena) bravo calciatore, il minore Louis che andrà alla Sorbona. Il maggiore che forse, nonostante l’amore, invidia il minore. Anzi, il maggiore che frequenta di nascosto gruppi neonazi delle curve calcistiche. Fus commette due errori: il primo è di credere che la destra sia un’alternativa al sistema in cui incanalare gli ormoni e i rancori e l’altro, da cui non si torna indietro, è che dopo uno scontro in cui ha avuto la peggio medita una vendetta. La prima parte del film è sui dubbi e i dispiaceri in famiglia, la seconda è in tribunale, perché Fus ha ucciso un avversario politico. E al povero Lindon, ormai abbonato ai film sul lavoro, adesso tocca di passare ai film sui rimorsi. È lui il vero colpevole della metamorfosi di Fus? Le sorelle Coulin hanno un bel curriculum di collaborazioni, cinque corti premiati e un esordio, 17 ragazze, piaciuto a Cannes 2011. E però questo Noi e loro sembra nascere con intenti nobili ma già vecchio.







































