Jane Fonda, a tutt’oggi icona di bellezza, ha anticipato l’essenza della donna moderna, energica e risoluta. Il suo segreto? Forse lo svelò Roger Vadim: «Il mistero di Jane sta nei suoi mutevoli stati d’animo. Sa essere dolce e sensuale, aggressiva e vulnerabile, forte e fragile… tutto nello stesso tempo».
Lo scorso 23 febbraio, a Los Angeles, Jane Fonda è stata premiata con il SAG-AFTRA Life Achievement Award (ossia il premio alla carriera) durante la cerimonia dei SAG Awards 2025; una carriera costellata di successi e ruoli memorabili.
Dal padre, Henry Fonda, Jane ha ereditato lo straordinario talento (premiato con due Premi Oscar, sei Golden Globe ed un Emmy Award), insieme ad un volto, un fisico e un carattere scolpiti nel marmo; d’indole ribelle, segue la strada di papà solo perché il prestigioso insegnante di recitazione Lee Strasberg la convince a frequentare l’Actors Studio. E fa bene.
«È naturalmente dotata ed ha una presenza indiscutibile», disse di lei il padre Henry vedendola al suo debutto sul palcoscenico. Da In punta di piedi, ad Anime sporche, passando per La caccia e A piedi nudi nel parco, Jane colpisce per la sua spontaneità e bellezza, qualità che non lasciano indifferenti né il pubblico né Roger Vadim che la arruola nel cast de Il piacere e l’amore. Mai titolo fu più profetico: alla pellicola segue il loro matrimonio. Diviene la sua musa, la ‘sua’ Barbarella e un sex symbol mondiale, etichetta che però le calza stretta.
Et voilà, questa splendida donna senza età (anche se per l’anagrafe ha 87 anni) si racconta con estrema sincerità: «Invecchiare non è qualcosa da temere ma qualcosa da celebrare! Io oggi vivo una vita meravigliosa, forse la più bella che abbia mai vissuto, perché devi sapere che la vita migliora con l’età!».
L’intervista
Cosa cambia con il passare del tempo?
Cambia il modo di pensare, cambiano le priorità, o meglio, cambia l’ordine delle tue priorità… perché sai dare valore a ciò che conta davvero.
Come trascorre il tempo quando non è impegnata sul set?
Lo passo insieme ai miei tre nipoti! Adoro anche passeggiare e fare escursioni. In più sono da sempre impegnata come attivista. Amo questo pianeta e voglio fare tutto il possibile per proteggerlo. Il clima sta cambiando, occorre l’impegno di tutti, perché se continua così, potremmo davvero arrivare a dei risvolti catastrofici. L’impegno ambientale è la mia missione.
Lei ha vinto due Premi Oscar come miglior attrice protagonista; uno nel 1972 per Una squillo per l’ispettore Klute, e l’altro nel 1979 per Tornando a casa. Le hanno cambiato la vita?
Se dicessi di no mentirei! Vincere un Oscar è un riconoscimento incredibile per un attore! Mi ha gratificata, mi ha resa fiera di me e del mio lavoro e soprattutto ha dato un’impennata alla mia carriera.
Book Club – Il capitolo successivo, uno dei suoi film più recenti, è stato in parte girato in Italia, a Roma. Cosa le è rimasto più impresso del nostro paese?
Tutto! I luoghi, le persone, l’arte, ed ovviamente Roma, che ho girato in lungo e in largo…Quando avevo delle giornate libere, uscivo presto al mattino, intorno alle sei, per esplorare la città, da sola, in cerca di nuovi ristoranti e gelaterie! Credo di conoscerle quasi tutte! È stata un’esperienza fantastica. In più, ero in compagnia di tre splendide amiche, ossia le attrici con cui stavo girando il film: Candice Bergen, Mary Steenburgen e Diane Keaton. Siamo state molto bene sia sul set, sia fuori dal set, perciò è stato come essere in vacanza!






































