Marlene Dietrich e il suo Pigmalione Joseph von Sternberg- retrospettiva

Dal 6 al 31 marzo 2025 al Cinema Massimo di Torino, la rassegna organizzata dal Museo Nazionale del Cinema che propone i sette film realizzati dalla coppia artistica tra le più celebri della storia del cinema

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Shanghai Express

Von Sternberg, il regista viennese che ha creato il fascino indimenticabile della gelida sensualità di Angelo azzurro

Nata il 27 dicembre 1901 a Schöneberg, sobborgo di Berlino, Marie Magdalene allevata da un ufficiale prussiano di nome von Losch (diventerà Marlene Dietrich utilizzando il cognome del vero padre morto nel 1907), dopo aver vissuto diversi anni in un collegio a Weimar, è avviata alla carriera di violinista studiando presso la Scuola superiore di musica della capitale tedesca, ma in seguito a una tendinite è costretta a mettere da parte il violino per dedicarsi alla recitazione. Entra come allieva nel prestigioso Deutschen Theater diretto da Max Reinhardt e nel maggio 1923 sposa l’ aiuto regista Rudolf Sieber e mette al mondo la figlia Maria. Dopo 17 film, una ventina di spettacoli teatrali, grassottella, goffa e priva di fascino, la ventinovenne Magdalena von Losch è scelta dal regista Josef von Sternberg come interprete di L’angelo azzurro. Come sempre accade nella vita il destino gioca le sue carte. “Abbiamo una bella scelta di sederi, ma non abbiamo una faccia giusta” commenta l’operatore alla macchina da presa Gunther Rittau durante il casting sfogliando le foto di tante aspiranti attrici. “E’ vero – risponde Sternbergper ora la faccia non c’è, ma le gambe di questa ragazza parlano” indicando la Dietrich cui va la parte.

La sera del 1° aprile 1930 al cinema berlinese Gloria- Palast, il film viene proiettato per la prima volta. La pellicola è stata realizzata in realtà per dare lustro a Emil Jannings, attore tedesco numero uno che invece viene cancellato dal magnetismo erotico di Lola, il personaggio impersonato dalla Dietrich, una splendida chantosa dalle gambe bellissime ricoperte di seta scura con mutandine di pizzo e cilindro bianco che canta con voce roca e suadente in un fumoso cabaret. Quella sera nasce uno dei Miti indimenticabili della storia del cinema. Il delirio che si impadronisce del pubblico soprattutto maschile è immenso.

L’attrice, impostasi come una moderna femme fatale, è chiamata a Hollywood alla Paramount Pictures per contrastare la fama di Greta Garbo, altra esule europea e cavallo di razza della concorrente Metro. Fino al 1935 la nuova diva gira sette film diretti dal suo pigmalione Sternberg, i celebri Marocco (1930), Disonorata (1931), Shanghai Express (1932), Venere bionda (1932), L’imperatrice Caterina (1934), Capriccio spagnolo (1935). Nei film di Sternberg gli uomini appaiono quasi sempre ridicoli, mentre le donne sono mostrate spesso sotto una luce migliore. “Nella vita di ogni donna- afferma Marlenec’è l’uomo del destino. Per quanto mi riguarda è stato Joseph von Sternberg. Se non ci fossimo incontrati, probabilmente non sarei diventata un mito…Per me era un critico, un maestro, l’uomo che sapeva adattarsi a ogni mia necessità. Un consigliere, un uomo d’affari, un impresario, colui che dava pace alla mia persona e al mio focolare. Il mio padrone assoluto, che si trattasse di assumere un autista o di comperare un oggetto. Da lui ho imparato il mestiere di attrice e anche molto della vita. Non credo di avergli mai detto grazie, ma non gli piacevano i gesti di riconoscenza” (Marlene Dietrich- CIAKINTASCA-supplemento di Ciak- n.8-‘91).

Il ciclo propone tutti e sette i film di Dietrich/Sternberg in versione originale con sottotitoli italiani: L’angelo azzurro (6/12/19/21/26/28/30/31 marzo); Marocco (15/19 marzo); Disonorata (15/19 marzo); Shanghai Express (15/17 marzo); Venere bionda (16/21 marzo); L’imperatrice Caterina (16/21 marzo); Capriccio spagnolo (16/18 marzo).

 

 

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

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