Un’idea, un progetto, un locale. L’Albergo Intergalattico Spaziale nasce nella seconda metà degli anni Settanta con un album che venne stampato in poche copie ma che ottenne un favorevole riscontro da stampa e pubblico. Oggi quella sigla viene riproposta con un album vero e proprio, anzi un doppio album dal titolo “Navicomete” edito dalla coraggiosa Psych Out che negli anni scorsi aveva pubblicato un paio di album di Claudio Rocchi (“Concerti” e “Mirage”). La particolare cura nella realizzazione dei vinili fa di Psych Out una delle etichette più interessanti per un certo tipo di musica, come quella dell’Albergo Intergalattico Spaziale.
Formazione composta da Mino Di Martino e Terra Di Benedetto che nel 1975 fecero parte del Telaio Magnetico, supergruppo guidato da Franco Battiato e dove suonavano anche Juri Camisasca, Lino “Capra” Vaccina e Roberto Mazza. Facile che questa appartenenza possa aver fatto scattare la scintilla per la realizzazione del primo album de l’Albergo. Quella leggendaria esperienza, ripresa con un intero capitolo nel libro “Incontri” (Officina di Hank”), è stata descritta dagli stessi Mino e Terra. Mino, che è stato il principale ideatore delle canzoni dei Giganti, ha conosciuto Battiato nei primi anni Settanta ed è rimasto in contatto fino alla scomparsa dell’artista, lo stesso Terra, che è stata prodotta da Battiato per il disco “Angeli e dinosauri”.
Progetto corale con tanti musicisti
Negli anni i due artsti, Terra e Mino, separatamente, hanno vissuto varie esperienze artistiche, fino a confluire in questa nuova avventura mossa principalmente da Terra Di Benedetto che ha coinvolto tanti musicisti, mentre alla voce ci sono Giulio Bruno (“La divina commedia”), Mino Di Martino (“Marciate soldati”), la stessa Terra (“Nostalgia del paradiso”). La copertina è realizzata da Ra Di Martino, sfondo nero con immagini tendenti al viola, con galassie e animali marini.
E la musica? Quella che aspettavamo. Terra Di Benedetto ce ne ha messo di tempo per portarla a termine. La pigrizia ha la sua parte, ma non c’era fretta, anche perchè l’obiettivo era imponente. All’album partecipano numerosi musicisti, a parte Mino Di Martino, troviamo tra gli altri Alli Papes alla batteria, figlio di Enrico Maria, Fabio Ferri percussioni e suoni vari, Walter Maioli, proprio lui, ai vari strumenti etnici a fiato, ma anche la figlia Luce Maioli, quindi Gutto Oliveira, Ivan Ghibellini, Mauro Remiddi, Luca Dai, ma non è finita: Vincenzo Zitello al violoncello, Arturo Stalteri al pianoforte, Nicola Alesini al sax, Fulvio Renzi al violino. Tutti a contribuire nel rendere affascinante ogni facciata dell’album. Suoni ancestrali misti a testi a volte appena accennati, sussurrati o recitati. Poche canzoni, come è sempre stato nello spirito di questo anomalo e suggestivo progetto di musica cosmica alternativa italiana. Uno stile che certamente potrà ottenere interesse anche da un attento pubblico straniero. Quello più proipriamente collegato al progressive italiano, anche perchè il primo album dell’A.I.S. venne ben rappresentato con un’intera scheda sull’Enciclopedia del Rock Italiano (Arcana). È un viaggio quello che propone l’Albergo, se ci entri non esci facilmente. Ti cattura, ti offre spazi bianchi dove immergere le tue impressioni, ti lascia libero di pensare, prendere qualsiasi direzione, e magari assumere anche il comando dell’astronave. Quattro facciate da ripercorrere e ricevere ulteriori stimoli, per accorgersi che tanto lavoro è stato fatto e che tutti i musicisti coinvolti hanno colto lo spirito giusto per nel seguire la regia di Terra Di Benedetto e Mino Di Martino, che ha partecipato all’idea di questo ritorno fin dall’inizio.
Non avendo un servizio fotografico recente, abbiamo catturato un frammento di un video che circola in rete, una delle straordinarie reunion che Franco Battiato riusciva a organizzare. In pratica, per un brano in playback di Giusto Pio aveva convocato negli studi televisivi la stessa Terra Di Benedetto che doveva presentare, Mino Di Martino addirittura al sax, quindi Alberto Radius alla chitarra e Alfio Cantarella dell’Equipe 84 alla batteria.








































