Mickey17

Morto? Si ristampi...

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Mickey17
di Bong Joon-ho
con Robert Pattinson, Naomi Ackie, Steven Yeun, Toni Collette, Mark Ruffalo

Si chiama Mickey17 perché prima ce ne sono stati 16, e sono tutti  morti. Sacrificati in vari esperimenti demenziali. Perché Mickey, per questioni di debiti, ha scelto di scappare dalla Terra (pianeta “marcio” che somiglia alla Corea indebitata di certi autori coreani) e andare nello spazio come sacrificabile. Cioè, registrano i suoi dati biologici, lo usano in missioni mortali, lo sacrificano, lo ristampano  (con una stampante tridimensionale). Mickey è una specie di Forrest Gump clonabile al bisogno su un’astronave che guidata da un politico fallito va a conquistare pianeti vergini. E fino a qui è un bel grottesco fantasociologico reminiscente del cyberpunk. Pattinson ha sempre quell’aria da cadavere eccellente che gli rimane da Twilight e ha quasi occhi orientali. Arrivati su un pianeta (Niflheim, come il mondo dei morti della mitologia nordica) abitato da giganteschi parassiti da sterminare (poteva titolarlo Parasites al plurale…) sia apre un dilemma etico perché i parassiti sono creature senzienti e perché, dando per perduto Mickey17, hanno stampato un Mickey18. Un multiplo. Il che è severamente vietato. E anche le ristampe, sulla Terra, non sarebbero tollerate, ma per le conquiste spaziali…  Il film a questo punto suona diverso (in effetti sembra un multiplo…)  e Bong Joon-ho sembra un po’ Terry Gilliam e si avanza per esagerazioni.  Vale comunque la pena per gli estimatori di Snowpiercer e Okja più che per quelli di Memories of Murder e Parasite.

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