Buon settantesimo Ornella

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Ornella-Muti

Erroneamente quando pensiamo a Ornella Muti in automatico vediamo subito la sua bellezza e la ricordiamo in film dove il suo fascino cambiava la vita ai vari partner protagonisti sul grande schermo.

In realtà è proprio dal suo primo film, dal titolo ingannevole La moglie più bella, che si capisce quanto invece al cinema abbia rappresentato donne che andavano al di là del semplice aspetto fisico. Proprio in questo primo film diretto da Damiano Damiani impersona la prima donna che in Sicilia si ribellò a un fidanzato mafioso, rifiutando un matrimonio riparatore dopo aver subito una violenza.

La moglie più bella è stato girato nel 1969 e Ornella Muti aveva quattordici anni. Una carriera iniziata nel migliore dei modi e proseguita con ulteriori successi che l’hanno vista diretta da registi importantissimi del panorama italiano e internazionale.

Un grande passo in avanti e un grande successo commerciale arriva con Romanzo popolare (1974) di Mario Monicelli e a fianco di Ugo Tognazzi e Michele Placido. Una storia che tra sorrisi e drammi racconta uno spaccato dell’Italia di quel periodo, aggiudicandosi un David di Donatello per la sceneggiatura e portandosi a casa più di un miliardo di lire, cifra assolutamente notevole a quei tempi.

Ornella Muti

Nel 1976 arriva il primo lavoro con il regista Marco Ferreri, L’ultima donna. Un’altra svolta importante della sua carriera che verrà ricordata anche per le famose scene di nudo con Gerard Depardieu. Con Ferreri reciterà anche in altri due film: Storie di ordinaria follia (1981) e Il futuro è donna (1984).

Sono però diversi i maestri del cinema italiano che hanno lavorato con Ornella Muti. Ci sono ben tre film con Dino Risi, e in particolare primo Primo amore (1978) sempre con Ugo Tognazzi, e tre film con Pasquale Festa Campanile. E poi Ettore Scola, Luigi Magni, Francesco Rosi e Francesca Archibugi.

In ambito internazionale sono state fondamentali le collaborazioni con dei grandi nomi come Volker Schlöndorff in Un amore di Swann (1984), John Landis in Oscar – Un fidanzato per due figlie, a fianco di Sylvester Stallone, Mike Figgis, che l’ha diretta in Hotel (2002), Peter Greenway, che l’ha voluta per Le valige di Tulse Luper – La storia di Moab (2003), e Woody Allen in To Rome with Love (2012).

Particolarissima la sua partecipazione al colossal, prodotto da Dino De Laurentis, Flash Gordon (1980). Un fiasco epocale che l’ha vista a fianco di attori come Timothy Dalton, Max von Sydow e Mariangela Melato. Flash Gordon, che tra le altre cose aveva la colonna sonora dei Queen, negli anni è stato poi completamente rivalutato e oggi viene considerato un cult.

Ornella Muti

Ornella Muti però è stata sicuramente la regina indiscussa della commedia anni ‘80 grazie ai due film con Adriano Celentano, Il bisbetico domato (1980) e Innamorato pazzo (1981), accompagnati da voci su una loro relazione in seguito poi confermata da entrambi, e i due successi diretti e interpretati da Francesco Nuti, Tutta colpa del paradiso (1985) e Stregati (1986).

Riuscitissima anche la collaborazione con Carlo Verdone in Io e mia Sorella (1987), uno dei film più belli dell’attore/regista, e Stasera a casa di Alice (1990).

Ornella Muti

Negli anni Ornella Muti è stata protagonista delle cronache con i suoi matrimoni, possibili flirt e una condanna per tentata truffa ai danni del Teatro Verdi di Pordenone per non aver partecipato allo spettacolo L’Ebreo di Giovanni Clementi, presentando un certificato medico ritenuto dai giudici non veritiero in quanto, proprio nei giorni della presunta indisposizione, presenziava a una serata di beneficenza a San Pietroburgo.

Francesca Romana Rivelli, vero nome di Ornella Muti, rimane sicuramente uno dei personaggi femminili più importanti del grande cinema italiano anni 70/80, quello dei registi, produttori e attori che hanno fatto la storia del cinema mondiale.

Massimo Santimone
Nato a Genova nel 1967 e vissuto felicemente con un cinema a due metri dal portone di casa. Con un diploma in sceneggiatura preso presso la Scuola d’Arte Cinematografica di Genova ho realizzato diversi spot e cortometraggi, di cui uno fighissimo dal titolo “Il Caso Ordero”. Una cosa tira l’altra e sono arrivato a fare inserti di cinema e poi programmi in diverse radio: Radio Genova Sound, Radio Nostalgia, Radio City e ora Radio Aldebaran. Dal 2017 sono il direttore dei programmi del Riviera International Film Festival.

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