Bergamo Jazz apre la stagione dei grandi festival

Dal 20 al 23 marzo la 46esima rassegna orobica allineerà 16 eventi con oltre 80 artisti, molti dei quali di caratura mondiale, passando da musicisti “storici” e da innovativi talenti, fino ai giovani emergenti di casa nostra.

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Sarà ancora il grande tenorsassofonista americano Joe Lovano, che ha fatto scuola specialmente negli anni 80, portando avanti un suo personale post-bop dal suono morbido eppure profondo, che riesce a essere sempre molto elegante, a farsi carico della direzione artistica del 46esimo Bergamo Jazz Festival. La sua musica è una perfetta fotografia del mainstream americano, creativo pur all’interno di premesse stilistiche abbondantemente note, godibile in ogni suo momento, dai più lenti ai più aggressivi, aperto a diversi esperimenti e incontri. E così si prospetta anche questa nuova edizione della prima grande rassegna annuale dedicata alla musica afroamericana, che Lovano ha voluto intitolare Sounds Of Joy.

«Sounds Of Joy significa la celebrazione di una comunità musicale nata in mezzo alla gente per la gente. È la festa del jazz dalle sue origini sino a oggi: la danza della vita, dell’amore e dello spirito ci unisce come un tutt’uno», specifica Lovano. «L’idea dell’improvvisazione jazzistica ha preso molte strade nel corso degli anni e si è tradotta in una bellissima forma d’arte con infinite direzioni e influenze. Questa idea ha ispirato i musicisti più innovativi e influenti su scala globale: i suoni multigenerazionali e multiculturali che animano la gioia nel sentire la musica arriveranno a noi attraverso la passione e l’espressività di tutti gli artisti che abbiamo invitato.»

Dianne Reeves

Dal prossimo giovedì 20 marzo a domenica 23 (con anticipi e seguiti che faranno da corollario ai grandi concerti) si terranno i 16 eventi, quattro dei quali con doppia esibizione, nei teatri, nei musei e nei locali di Bergamo, con la partecipazione di oltre 80 artisti. Nella sede principale del prestigioso settecentesco Teatro Donizetti sempre con inizio alle ore 20.30 si esibiranno il 21 marzo il “visionario” Lux Quartet della pianista Myra Melford e dalla batterista Allison Miller e il Legacy of Wayne Shorter, un quartetto di superstar delmainstream jazz USA: il pianista Danilo Pérez, il contrabbassista John Patitucci, il batterista Brian Blade e il sassofonista Ravi Coltrane. Il 22 sarà la volta dei Fearless Five, l’ultimo gruppo del grande Enrico Rava, e dei sette veterani The Cookers, tutti famosissimi a cominciare dal trombettista Eddie Henderson, dal sassofonista Donald Harrison e dal trio ritmico George Cables, piano, Cecil McBee, contrabbasso, e Billy Hart, batteria. Infine il 23 gran finale con il quartetto Hurry Red Telephone del chitarrista Marc Ribot, tra sperimentazione e tradizione, e con la carismatica voce di Dianne Reeves e la sua rodata band, che schiera, tra gli altri, il chitarrista brasiliano Romero Lubambo.

Al più contenuto Teatro Sociale nella magnifica Città Alta si esibiranno la sera di giovedì 20 (sempre alle 20.30) il trio Tributes del pianista Antonio Faraò, con una formidabile coppia ritmica – il contrabbassista Ameen Saleem e il batterista Jeff Ballard – già a fianco di giganti come Chick Corea e Brad Mehldau, e, in esclusiva italiana, la cantante Lizz Wright, che si muove con intensità tra jazz, blues, gospel e songwriting. Seguirà domenica 23 alle ore 17 il trio di sperimentatori tra rock e jazz Stick Men del bassista Tony Levin (già con Peter Gabriel e i King Crimson).

Marc Ribot – foto di Ebru Yildiz

Altri concerti si terranno in giro per Bergamo. Al Teatro Sant’Andrea: il 20 alle 17 si esibirà il pianista cubano Aruán Ortiz e il 23 alle 11 il contrabbassista inglese Barry Guy e la pianista catalana Jordina Millà. All’Auditorium di Piazza della Libertà toccherà al quartetto anglo italiano La Via del Ferro (il 21 alle 17) e al Dialect Quintet del pianista Alexander Hawkins (il 22 alle 17). All’Accademia Carrara il 22 alle 11 è in scaletta il duo della fisarmonicista Sara Calvanellie della violinista Virginia Sutera e, interessantissimo, il 23 alle 15 in Sala Piatti il duo pianistico della greca Tania Giannouli e dell’elvetico Nik Bärtsch.

Inoltre la rassegna Scintille di Jazz porterà nei locali cinque giovani talenti del jazz italiano: giovedì 20 al Circolino doppio set (ore 18 e 19.15) del Kairos Trio del sassofonista Gianluca Zanello; venerdì 21 (ore 18.30) al ristorante Legami Sushi&More si esibirà il duo del sassofonista Lorenzo Simoni e del trombettista Iacopo Teolis; sabato 22 (ore 18.30) a Daste è in programma il trio del polistrumentista bresciano Emanuele Maniscalco, rinforzato dal sassofonista Pietro Tonolo. Inoltre il 21 e il 22 alle 23 presso l’NXT Bergamo si ascolteranno gli Yugen Maki del sassofonista Nicholas Lecchi e il quartetto del contrabbassista Roberto Mattei. Infine ci saranno proiezioni di pellicole (tra cui Due sorelle di Ernst Lubitsch sonorizzata live) e per le scuole lezioni-concerto con strumentisti, cori, marchin’ band e musiche di celebri creazioni di Walt Disney.

Per programma, prezzi e prenotazioni consultare www.teatrodonizetti.it/it/spettacoli-teatro-donizetti/category/bergamo-jazz-festival/

Raffaello Carabini
Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.

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