Dardust e il suo “Urban Impressionism” alla Nuvola dell’EUR

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Dardust, nome d’arte di Dario Faini, porta il suo visionario progetto Urban Impressionism sul palcoscenico della Nuvola dell’EUR, l’imponente struttura progettata da Massimiliano Fuksas.

Dardust ha concepito il suo concerto come un viaggio multisensoriale mescolando forme geometriche dell’architettura brutalista con le delicate sfumature dell’impressionismo pittorico che fanno da visione ai suoni suggestivi ed evocativi creati dal compositore.

In perfetto stile Dardust la performance è stata un susseguirsi di composizioni che hanno mescolato elettronica ambient al classico suono del piano dando vita ad un viaggio tra arte, trasformazione interiore e memoria delle proprie origini. più volta Dardust ha tenuto a precisare che diverse composizioni sono nate pensando alla sua infanzia, al posto in cui è nato e cresciuto ed al ricordo del tragico terremoto che ha distrutto non solo la sua casa ma anche l’armonia interiore.

Il tutto è stato amplificato dal gioco di luci e dalle proiezioni che hanno trasformato la Nuvola in una sorta di installazione audiovisiva.

Sul palco con Dardust erano presenti un trio d’archi ed un percussionista che hanno arricchito la narrazione sonora.

Dardust dimostra ancora una volta come trasformare un concerto in un’esperienza artistica totale capace di stimolare tutti i nostri sensi e si conferma sempre di più uno degli artisti più innovativi della scena musicale contemporanea.

Report di Stefania Rossi

 

La nostra fotogallery:
Danilo D'Auria
Classe 1983, vive a Roma dal 2002. In questa città alimenta la sua passione per la fotografia, che cresce giorno dopo giorno. Attratto dall'atmosfera dei concerti, di cui è sempre stato un assiduo frequentatore, dal 2013 è fotografo di musica live. Dal 2014 collabora con la rivista Classic Rock, inoltre scatta anche per La Repubblica XL e 100DECIBEL. Altre sue foto sono state pubblicate su Drum Club e su ExitWell. Per quest'ultima testata ha scattato anche alcune copertine. Ha firmato anche la copertina del numero 41/2014 del magazine americano VENTS.

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