Il Festival si svolge al Cinema Godard di Fondazione Prada, Cineteca Milano Arlecchino, Auditorium San Fedele, Festival Center
10 giorni di proiezioni, 44 film di cui 25 prime italiane e 1 prima mondiale, tavole rotonde, incontri con autori, eventi speciali sul cinema e le culture dei 3 continenti, costituiscono il robusto programma della manifestazione. Giovedì 20 marzo, ore 18.30, alla Cineteca Milano Arlecchino, si terrà un evento speciale, la proiezione del film in collaborazione con ENI dal titolo Un documentario d’impresa: Oduroh. Eni, il cinema e l’Africa, seguito dal cortometraggio Oduroh di G. Bovay (1964) e dalla presentazione, in anteprima nazionale, del film Searching for Amani di D. Aroko, N. Gormely (Kenya/USA, 2024). La cerimonia di apertura avverrà venerdì 21 marzo al Cinema Godard di Fondazione Prada con l’anteprima nazionale del film La cocina (Messico/USA). Quarto lungometraggio di Alonso Ruizpalacios, interpretato da Rooney Mara e Raul Briones. Il festival è articolato in 7 sezioni: Concorso Lungometraggi Finestre sul Mondo, Concorso Cortometraggi Africani, Concorso Extr’A riservato a film italiani che si confrontano con altre culture; Sezione Flash con anteprime e film evento; Sezione E tutti ridono… riservata alle migliori commedie dei tre continenti, Sezione Fuoriconcorso e Omaggio a Alonso Ruizpalacios.
Nel Concorso Lungometraggi Finestre sul Mondo si vedranno Yunan del regista Ameer Fakher Eldin sulla crisi esistenziale di uno scrittore arabo (l’attore libanese Georges Khabbaz) in esilio su una remota isola della Germania e l’incontro con un’anziana donna (Hanna Schygulla); dal concorso Perspectives: The Settlement, esordio alla regia dell’egiziano Mohamed Rashad, un intenso dramma che racconta la dura realtà di due fratelli, entrambi impiegati nella stessa fabbrica fatiscente dove, in circostanze sospette, il padre ha tragicamente perso la vita. Da Panorama Dokumente: Khartoum, opera collettiva di quattro registi sudanesi Anas Saeed, Rawia Alhag, Ibrahim Snoopy, Timeea M Ahmed e del regista/sceneggiatore britannico Phil Cox, che hanno filmato la vita quotidiana e i sogni di cinque abitanti di Khartoum, prima dello scoppio della guerra e dopo l’esilio forzato.
I quattro film in anteprima da Cannes 2024 sono Simón de la montaña, del regista argentino Federico Luis Tachella; Locust di KEFF, sulla doppia vita di un giovane muto di Taipei che lavora di giorno nel ristorante di famiglia e di notte si unisce alle scorribande di una gang locale; Santosh, della indiana-britannica Sandhya Suri, la storia di una donna che eredita il lavoro del marito come agente di polizia nell’India rurale e si trova coinvolta nell’indagine per l’omicidio di una ragazza. Dall’Asia arriva MA – Cry of Silence, terzo film del rinomato regista birmano The Maw Naing, ispirato alle proteste delle lavoratrici nelle fabbriche birmane, soffocate dalla brutale repressione della giunta militare e da Locarno 2024: Listen to the Voices del regista della diaspora delle Indie Occidentali, Maxime Jean-Baptiste, un film intimo tra fiction, documentario e racconto di formazione che segue il percorso di Melrick, un ragazzino francese che ogni estate torna dalla nonna in Guyana per riconnettersi con le proprie origini.
Dal continente latinoamericano altri due titoli: In the Summers, della regista colombiano-americana Alessandra Lacorazza, un viaggio molto personale tra i ricordi d’infanzia e il difficile rapporto con un padre instabile e dal Cile, Oro amargo, di Juan Francisco Olea, un film che flirta con il western e vede come protagonista l’adolescente Carola che si ritrova a gestire da sola la squadra di operai del padre in una miniera artigianale nel cuore del deserto dell’Atacama. E ancora dal Concorso Extr’A,
A Man Fell, l’ultima opera di Giovanni C. Lorusso in cui un uomo che cade, un palestinese ignoto, diventa il simbolo della tragedia di un popolo, e Vakhim di Francesca Pirani, cronaca di un’adozione, seguita nell’arco di 12 anni, di un bambino proveniente da un villaggio cambogiano; Personale di Carmen Trocker, un’immersione nelle dinamiche, relazioni e gerarchie che scandiscono la vita del personale dietro le quinte di un lussuoso hotel spa italiano, e L’era d’oro, di Camilla Iannetti, che racconta il difficile percorso di una ragazza italiana nel tentativo di costruire una famiglia con un giovane gambiano; Voyage à Gaza di Piero Usberti che ha incontrato, prima della guerra, alcuni giovani palestinesi per comprendere Gaza, una città che oggi non esiste più.
Dalla Sezione Flash l’anteprima italiana di Searching for Amani di Debra Aroko, un toccante documentario di formazione che segue un giovane aspirante giornalista tredicenne mentre indaga sul misterioso omicidio del padre e dalla Palestina, From Ground Zero, un’opera collettiva ideata da Rashid Masharawi e composta da 22 cortometraggi, un instant movie girato lo scorso anno durante la guerra a Gaza. La cerimonia di premiazione del festival si terrà sabato 29 marzo con la proiezione di Happy Holiday di Scandar Copti e la chiusura della manifestazione sarà domenica 30 marzo, con l’anteprima nazionale di Transamazonia della sudafricana Pia Marais.







































