Nella piattaforma sono presenti anche i materiali audiovisivi realizzati durante le 10 edizioni del Laura Film Festival di Levanto curata da Morandini insieme ad Amedeo Fago, tra il 2004 e il 2013
Morando Morandini, giornalista di razza, critico cinematografico tra i più famosi, (affettuosamente chiamato Morando dai suoi colleghi), era noto al grande pubblico per il “Morandini”, il dizionario pubblicato dalla Zanichelli che porta anche la firma della moglie Laura e della figlia Luisa. Nato a Milano il 21 luglio 1924, ma cresciuto a Como, fino da piccolo è attratto dalla magia dello schermo sviluppatasi nella frequentazione di un cinema parrocchiale vicino a Chiasso. Laureato in lettere, nel 1947 è già giornalista di professione. Negli anni Cinquanta a Milano entra nella redazione di La notte diretta da Nino Nutrizio, che pur essendo notoriamente uomo di destra, è però rispettoso delle idee altrui come quelle progressiste di Morandini. Il giornale di Piazza Cavour è per lui una grande palestra nella quale ha la possibilità di esprimersi al meglio. Inventa per primo le stelle del critico e i pallini per il gradimento del pubblico poi copiati da molti. Il suo modo di scrivere e di recensire un film è originale, colto, ma semplice da leggere nello stesso tempo. In prima linea nella battaglia delle idee non solo cinematografiche, non si sottrae alle polemiche necessarie e giuste per chi aspira a informare e formare il pubblico delle sale. E’ il primo a mettere in evidenza lo stato dei cinematografi italiani alla fine degli anni Settanta piuttosto vecchi e malandati (le proiezioni e il sonoro spesso sono pessimi). Non la prendono bene alcuni esercenti offesi dalle sue accuse, ma che presto saranno costretti a ristrutturare e rendere moderne le loro sale. Scontri nascono, solo per citarne alcuni, con Tinto Brass per Action, con Alberto Sordi per Io e Caterina, entrambi del 1980, non contenti delle sue valutazioni, ma molti altri autori del cinema italiano lo amano e lo ammirano anche quando le loro opere non sono apprezzate. Bernardo Bertolucci gli affida perfino un ruolo nel suo Prima della rivoluzione (1964) e Ansano Giannarelli in Remake (1967). Nel corso della sua lunga carriera collabora alla stesura di diverse sceneggiature e firma monografie su Ermanno Olmi e John Huston, il libro autobiografico Non sono che un critico, 1995 e 60 anni di cinema italiano al femminile. Titolare della rubrica di critica cinematografica del quotidiano Il Giorno, Morandini ha al suo fianco diversi giovani colleghi destinati alla notorietà come Maurizio e Gabriele Porro, Paolo Mereghetti, Silvio Danese e altri. Con il suo sguardo apparentemente distratto, il decano dei critici cinematografici che non ha mai dato importanza al suo ruolo nobile, è sempre presente in ogni iniziativa culturale, curioso e partecipe della vita. In occasione dei suoi novant’anni, schivo e timido, è apparso imbarazzato alla serata organizzata in suo onore al cinema Anteo di Milano e nell’ottobre successivo ha ricevuto nelle mani del sindaco Giuliano Pisapia l’Ambrogino d’oro per la sua lunga e meritevole attività professionale. Muore a Milano il 17 ottobre 2015.
L’obiettivo specifico della Piattaforma Morandini è quello di raccontare le storie che sono dietro a queste produzioni mai viste o poco conosciute dal grande pubblico; di mettere insieme testimonianze, documenti, interviste e materiali audiovisivi che altrimenti rischierebbero di andare perduti; di creare curiosità e interesse grazie ad interventi di autori, di esperti e di storici del cinema. Nell’area formativa, divisa nelle due sezioni Il mestiere del critico e I mestieri del cinema, vengono raccolte testimonianze di professionisti del passato e del presente e dei diversi settori che compongono la complessa organizzazione del lavoro cinematografico, per trasmettere esperienze e saperi diversi. E’ stata chiamata piattaforma per la critica e la storia del cinema italiano proprio con l’intento di raccogliere una grande eredità del passato, da investire nel futuro attraverso l’uso delle nuove tecnologie digitali e dei sistemi di veicolazione di contenuti multimediali. La piattaforma, finanziata dall’Unione Europea – Next Generation EU attraverso il Ministero della Cultura (Mic) e Invitalia, è aperta alla collaborazione di tutti i professionisti del cinema e della critica cinematografica e ha come obiettivo la narrazione, attraverso il racconto dei protagonisti, di quel cinema italiano indipendente, sperimentale e poco visibile sui canali TV e sulle piattaforme commerciali.







































