Gli Elio e le Storie Tese presentano il “concertozzo” di Bassano del Grappa

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Elio concertozzo monza bassano
foto: Andrea Munaretto

Dopo il grande successo delle prime tre edizioni (a Bergamo, Carpi e Monza), torna il 4 e 5 luglio il Concertozzo, l’evento annuale di Elio e le Storie Tese che unisce musica, inclusione e solidarietà, in programma per la prima volta a Bassano del Grappa (Vicenza) nell’ambito di Bassano Music Park.

Il Concertozzo, ideato con il Trio Medusa, è un appuntamento unico nel panorama italiano e internazionale: per la prima volta al mondo, infatti, la somministrazione di cibo e bevande durante gli spettacoli è interamente affidata a ragazzi autistici che, attraverso tutte le Associazioni che partecipano ogni anno all’evento, dimostrano concretamente il significato della parola “inclusione”.

Il 4 luglio la città di Bassano del Grappa ospiterà i talk e gli stand informativi delle Associazioni che si occupano di autismo, e di altre disabilità, come PizzAut da Monza, GelAut, Rurabilandia dall’Abruzzo, Luna Blu dalla Liguria, SbrisolAut da Mantova, Fondazione Rizzoli da Bologna con il Progetto Fondo Do.P.O, Engim Veneto con il Sanga Bar.

Il 5 luglio al Parco Ragazzi del ’99, nell’ambito del Bassano Music Park si terrà il live di Elio e le Storie Tese con special guest il Trio Medusa e Ruggero de I Timidi.

Il concertozzino

La serata sarà preceduta come ogni anno dal Concertozzino (dalle ore 16.00), con le migliori band emergenti selezionate da Elio e le Storie Tese.
Tornano sul palco anche quest’anno la band rock al femminile Viadellironia, gli eredi illegittimi di Elio e le Storie Tese The Pax Side of the Moon, il cantautore e polistrumentista Elton Novara e il cantautore inventore del creepy rock Pepp1.
A loro, si aggiungono Francamente, che porta sul palco il progetto tra cantautorato ed elettronica, Planet Butter, con la loro musica strumentale che dà vita paesaggi sonori da film e Vanarin che creano atmosfere psych-pop uniche e ispirate.

Sono disponibili le prevendite su Ticketone, Vivaticket e Dice.

PizzAut: Nico Acampora e i suoi ragazzi al timone dell’area food

PizzAut, la pizzeria gestita da persone autistiche fondata da Nico Acampora, anche quest’anno capitanerà l’area food. Il Concertozzo è il primo evento musicale al mondo ad avvalersi di questa formula innovativa che coniuga divertimento e consapevolezza sociale, creando uno spazio di condivisione e integrazione.

PizzAut ha lanciato nel luglio scorso il progetto PizzAutobus, ovvero la creazione di una flotta di più di 100 Food Truck targati PizzAut che entro pochi anni gireranno per tutte le province italiane e moltiplicheranno le occasioni di inclusione e soprattutto di lavoro per le persone autistiche. Ogni truck infatti può impiegare regolarmente 4 o 5 persone.

Il piano d’impresa del progetto PizzAutoBus è stato curato e donato da PwC Italia con il supporto di un team di professionisti di PwC Strategy&. Il piano d’impresa prevede la creazione di 5 posti di lavoro per persone autistiche per ciascun Food Truck.
Una progettualità che consentirà di assumere 120 ragazze e ragazzi autistici e far viaggiare 30 Food Truck entro il 2028 e raggiungere 500 assunzioni e più di 100 PizzAutobus su tutto il territorio italiano entro il 2034.
Per facilitare il lavoro dei ragazzi di PizzAut, PwC Italia ha inoltre sviluppato una piattaforma digitale autism-friendly per la gestione degli acquisti e l’operatività quotidiana.

L’introduzione delle istituzioni del Comune di Monza

Paolo Pilotto, Sindaco di Monza, con Egidio Riva, Assessore al Welfare e Salute: «L’anima di un territorio si riconosce nelle tante realtà che ne esprimono la cultura, l’ambiente, la socialità, l’inclusione.
L’esperienza che abbiamo costruito insieme a MonzAUT ha portato bellezza, entusiasmo e relazioni nuove nel cuore della città e in piazza, contribuendo ad accrescere consapevolezza e condivisione sul tema dell’autismo.
In quella occasione tanti giovani, insieme alle loro famiglie, sono stati riconosciuti come parte attiva e integrante della comunità e della sua rete lavorativa. Con queste immagini ancora vive nella memoria passiamo il testimone alla città di Bassano del Grappa: Buona fortuna, Concertozzo!».

Il passaggio di testimone col sindaco di Bassano del Grappa

Nicola Finco, Sindaco di Bassano del Grappa: «Siamo orgogliosi di ospitare per la prima volta a Bassano del Grappa un evento straordinario come il Concertozzo, che unisce musica, inclusione e solidarietà in un format unico nel panorama nazionale e internazionale.
Il 4 e 5 luglio il Bassano Music Park diventerà il cuore pulsante di un’esperienza che va oltre il semplice spettacolo: sarà una festa della comunità, della consapevolezza e dell’integrazione.

Accogliere Elio e le Storie Tese, insieme al Trio Medusa e a tutte le realtà che rendono possibile questo evento, significa per la nostra città ribadire con forza l’importanza dell’inclusione sociale. Il fatto che l’intera area food sia gestita da ragazzi autistici, grazie al lavoro straordinario di realtà come PizzAut, è un segnale potente di cosa può diventare la società quando crede davvero nel valore di ogni persona.
Bassano è pronta a vivere due giorni di musica, incontri e condivisione. E lo farà con l’entusiasmo e il calore che la contraddistinguono. Vi aspettiamo al Concertozzo!».

La parola agli Elio e le Storie Tese: Cesareo

Stiamo presentando la quarta edizione del concertozzo, e mai avremmo pensato di arrivare fino a qua. Forse anche perché sono argomenti molto delicati e portarli avanti con il linguaggio della musica secondo noi era la cosa migliore da fare. Cosa cerchiamo di fare? Cerchiamo di accendere una luce, in questo caso sull’autismo, che non ha avuto la benché minima considerazione da chi dovrebbe considerare queste cose.

Siamo costretti, come abbiamo fatto in anni passati, anche se non siamo un gruppo che si è mai schierato da nessuna parte, a cercare di punzecchiare chi sta dormendo e non si sveglia su certi argomenti. Come abbiamo fatto con la nostra città, per il nostro parchetto vicino a Sempione, che è stato devastato nonostante abbiamo cercato in qualche modo di salvarlo.

Quest’anno cerchiamo, oltre a parlare dell’autismo, di parlare anche delle altre disabilità. Io stesso sono un disabile in prima persona: la vivo da quando ho 14 mesi, perché sono stato colpito da polio all’arte destro. E naturalmente vi posso testimoniare in prima persona che le difficoltà per un disabile al giorno d’oggi sono molteplici.

Un Sistema Sanitario Nazionale che non aiuta abbastanza i disabili

Ho avuto l’opportunità, per caso, dopo un incidente automobilistico che mi ha portato a fare il primo concertozzo in sedia a rotelle, di conoscere questa realtà che si chiama Ottobock. È un’azienda leader nel mondo di protesi super tecnologiche che ha sedi anche in Italia. Sono quelli che forniscono ai nostri paraolimpici le protesi: una su tutte, Bebe Vio.

Lì ho capito che c’è tanta tecnologia dietro, tanta buona volontà per fare delle cose fatte bene, a disposizione di chi può avere una seconda opportunità di vita, ma che questa realtà che tecnologicamente può dare una seconda chance ovviamente ha dei costi.
Il nostro servizio sanitario nazionale non li copre mai completamente, anzi li copre in minima parte. Quindi quando si parla di protesi automatizzate, motorizzate, per ginocchia, gambe, arti da 50.000 euro, pensate bene che non è facile averle.

L’esempio del Rizzoli di Bologna

Purtroppo non siamo in un sistema come la Germania, dove queste cose qui vengono date gratuitamente anche agli anziani. Per noi pensare una cosa del genere, al momento è un’utopia.
In ogni caso ci sono degli esempi, come quello del Rizzoli di Bologna, realtà leader per quanto riguarda l’assistenza ortopedica di questo tipo. Con il loro progetto che si chiama Fondo Do.P.O, si occupano di fornire gratuitamente a chi ne ha bisogno e a chi non se lo può permettere tutti questi sussidi ortopedici per poter ritrovare il piacere di fare una passeggiata o addirittura una corsa.

Quindi quest’anno allarghiamo la visione alle altre disabilità, perché purtroppo sono tante, sono complicate, ed è anche complicato il percorso. Quando uno ha un evento straordinario che da un momento all’altro gli cambia la vita, perché si ritrova menomato, è difficile capire qual è il percorso anche per ottenere certe cose.
Noi cerchiamo in qualche modo di creare un collegamento fra tutte queste difficoltà, sperando pian piano di rendere più chiari tutti questi percorsi per ottenere quello che dovrebbe essere di diritto, cioè continuare a vivere serenamente e col sorriso.

È la volta di Elio

La passione è quello che muove tutto. E il Concertozzo, come tutte le cose di Elio e le Storie Tese, è nato per caso, in modo molto strano, assurdo. Ma continua ad andare avanti, a crescere e a migliorare perché è animato dalla passione di tutti noi.
Quello che ha appena fatto Cesareo era un discorso appassionato.
Quello che ci ha chiesto di fare il Trio Medusa ormai quattro anni fa a Bergamo era un qualcosa di appassionato.

E qui vorrei fare anche una minima storia del Concertozzo.
È nato come festa di fine pandemia, un appello accorato che ci è arrivato dal trio, mentre noi eravamo sciolti. Per cui ci siamo riuniti apposta per fare quella cosa lì, perché ci siamo appassionati a quell’idea di fare una grande festa per celebrare la fine della pandemia.

Durante quella festa, per caso, è nato l’invito a PizzAut a dire quattro cose sul palcoscenico, ma solo perché siamo amici e Nico aveva già messo in piedi PizzAut da qualche anno.
Quella cosa è ciò che ha attirato di più l’attenzione, non il concerto meraviglioso di Elio e le Storie Tese, lungo quasi tre ore e con un membro con la gamba rotta.
Per cui abbiamo pensato l’anno successivo di dare ancora più voce a questi temi, ottenendo una grande attenzione.

Addirittura il ministro rispose all’appello di mio figlio, salvo poi non fare niente, però intanto ha risposto. Questo accadeva a Carpi, in quella bellissima piazza, e anche lì abbiamo ricevuto molta attenzione.

La nascita del Concertozzino

A Carpi è nata la prima idea di Concertozzino: un’esibizione, una passerella, un concertozzino di tanti artisti che a noi piacciono, che suonano bene e che cantano. Merce sempre più rara, in via di estinzione, per cui vanno mantenuti in vita attraverso questi eventi. Quindi noi siamo anche come una specie di WWF dei cantanti che cantano senza autotune e che suonano senza basi.

È lì che è nata questa idea, che poi si è evoluta ulteriormente a Monza l’anno scorso con la creazione di questo ambito in cui si parla di disabilità.
Il tema dell’anno scorso era quello più caldo, quello più collegato con PizzAut, cioè il lavoro per gli autistici. È un tema importantissimo e centrale ancora adesso, ma abbiamo visto che c’è anche un sacco di altra gente a cui serve aiuto. Noi cerchiamo di aiutare un po’ tutti, compiendo magari anche errori. Certamente non arriveremo a ottenere grandissime cose, però intanto facciamo qualcosina.

La cosa che trovo più interessante di questa nuova formula che andrà avanti a Bassano il 4 e 5 luglio è che ancora una volta, come è accaduto per la prima volta qui a Monza, oltre allo spazio del talk in cui si parlerà, affideremo ancora tutta la parte del cibo e delle bibite alle associazioni che si occupano di autismo.
Ci sarà ancora PizzAut, ci sarà ancora Luna Blu, e credo che confermeremo tutte quelle che c’erano a Monza cercando, di aggiungere qualcun altro. E inoltre si allarggerà il campo ai temi di cui ha parlato prima Cesareo.

Gli ospiti

La cosa nuova da annunciare in pompa magna è che ci saranno degli ospiti annunciati.
L’anno scorso a Monza, alla chetichella senza e essere annunciati – ma senza neanche dirlo a noi prima – si è presentato dietro al palco, nel backstage, Stewart Copeland, il batterista di Police. Poi c’era Madame, in mezzo al pubblico, e non so se c’erano altri ospiti che non l’hanno detto né prima e neanche dopo.

Invece quest’anno abbiamo un ospite, che è Ruggero de I Timidi. Ha un grandissimo seguito in un pubblico di sciamannati tipo quello che segue gli Elio e le Storie Tese, per cui noi siamo contentissimi. Sappiamo già che ci saranno degli altri ospiti che però annuncreremo dopo, perché facciamo un po’ come a poker quando si spillano le carte.

Puntiamo a arrivare, come gli altri anni, a una quota di circa 10.000 spettatori. Poi se ne vengono 15.000 non è che li lasciamo fuori.

L’auspicio è che dopo Bassano arrivino altri sindaci volenterosi e generosi. Quello che non ho sottolineato è la generosità di queste città, che ci hanno aiutato attivamente a mettere in piedi questi eventi. Sono importanti non solo per chi è coinvolto personalmente, in quanto toccato da questo tipo di disabilità, ma per tutti. Però questo lo spiegherà Nico Acampora, che è un oratore molto migliore di me, però io canto meglio.

Nico Acampora, fondatore di PizzAut

Scusate, mi viene da ridere perché sto pensando che una volta eravamo negli studi degli Elio e le Storie Tese e abbiamo cantato insieme. Vi garantisco che lui canta meglio. Ti ricordi? Non azzeccavo neanche un ingresso, una battuta, niente. Difficilissimo.

Prima Elio ha parlato di suo figlio Dante, a cui bisogna dire un forte grazie, perché io me lo ricordo quel concerto. Dante salì sul palco insieme a me e urlò con una gioia incredibile: «anche io sono autistico e ne sono fiero».
E poi arringò come un uomo navigato, pur essendo giovanissimo: allora aveva dodici anni, adesso ne ha quattordici. Disse: «voglio fare una richiesta al nostro ministro dell’istruzione: che ci dia più insegnanti di sostegno, e che ce li dia più qualificati».

Pensate che meraviglia, un ragazzino di dodici anni che porta la sua esperienza scolastica e chiede al ministro, che gli risponde «ci stiamo lavorando».
Stiamo ancora aspettando i risultati di questo lavoro, però pensate che meraviglia la possibilità di dare voce alle persone autistiche attraverso un’esperienza musicale così importante in Italia.

Da spettatori a parte della macchina organizzativa

I ragazzi sono saliti sul palco perché quest’anno, come anche l’anno scorso qua a Monza, non verranno ad ascoltare il concerto, come capita di solito, con una quota di posti riservata alle persone disabili. Qui c’è un upgrade incredibile: i ragazzi vanno a lavorare al concerto. L’anno scorso abbiamo dato da mangiare a 10.000 persone, e quest’anno a Bassano mi auguro siano anche di più, perché fa bene a tutti.

L’anno scorso noi abbiamo fatto le pizze, quella è la vocazione di PizzAut. Quest’anno stiamo cercando di inventare una pizza che si chiamerà Bassano, dedicata alla città che ci ospita.
Oltre a noi, però, ci saranno a realtà che arrivano da tutta Italia: gli amici di Luna Blu che arrivano dalla Liguria, ci sarà Rurabilandia che arriva dall’Abruzzo, e molti altri.

La musica sarà il concertozzo e il concertozzino, ma stiamo preparando anche degli altri momenti, come quello di musica classica. Pensate che meraviglia: inclusiva anche con tutti i generi musicali. Un’improvvisata che non sarà del tutto improvvisata, ma che stiamo realizzando in un locale per fare un piccolo concertino jazz.
Il giorno prima del concerto ci saranno degli incontri di approfondimento, con degli importanti relatori, delle testimonianze a parlare di autismo ma non solo, anche di disabilità in generale.

I PizzAutobus

Arriveremo a Bassano con due PizzAutobus. Cosa sono? Sono dei food truck che fanno pizza.
Il nostro obiettivo è arrivare a farne 15. Partendo dalla Lombardia, ne vogliamo fare uno per ogni provincia lombarda. Le province sono 12, su Milano ne vogliamo fare qualcuno in più perché la città è molto grande.

E poi uscire dalla Lombardia e andare anche in altre regioni, per esempio in Veneto, per esempio l’Emilia che ci sta chiedendo molto questa presenza. Su ogni PizzAutobus possono lavorare quattro ragazze autistici. Voi pensate cosa vuol dire farne 15? In Lombardia vuol dire fare altri 60 posti di lavoro per ragazzi autistici, che sono un unicum in Italia, purtroppo.

Pensate che in Italia vivono 600.000 persone autistiche e quelle che lavorano sono soltanto l’1,7%. Di solito sono i cosiddetti livelli 1: ingegneri informatici, persone che hanno un quoziente intellettivo altissimo, pur essendo autistiche, e quindi riescono a collocarsi nel mondo del lavoro. Ma la stragrande maggioranza delle persone autistiche ne rimane completamente escluso.

Il Concertozzo racconta a tutta Italia che invece si può fare. Perché se riusciamo a dare da mangiare a 10.000 fan scatenati sotto il palco, vuol dire che lo possiamo fare con chiunque e non solo nel mondo della ristorazione.

La piattaforma autism-friendly

Abbiamo fatto in collaborazione con PWC una piattaforma digitale per poter utilizzare questi food truck, ed è un unicum, come il concertozzo, perché è stata studiata per essere utilizzata da persone autistiche

E’ una centrale d’acquisto, quindi è una roba molto ambiziosa e molto costosa, a dire la verità. Consentirà a tutti i PizzAutobus e a tutte le associazioni coinvolte, prima in Lombardia e poi nel resto d’Italia, di essere completamente autonomi, anche negli ordini delle derrate alimentari, nel controllo di tutta quella che è la filiera produttiva per un ristorante e per un PizzAutobus. Potevamo farla destinata ai neurotipici, perché nei ristoranti, nei food truck, c’è sempre un neurotipico, un normale per intenderci, che lavora insieme ai ragazzi. Invece siamo spinti più in là. Abbiamo cercato di fare una piattaforma che possa essere utilizzata anche da ragazzi neurodivergenti.

La Woodstock dell’inclusione

Prima qualcuno ha detto la Woodstock dell’inclusione. Non dimenticatelo questo termine. Sembra molto ambizioso, ma io sono sicuro che questo è l’unico concerto al mondo di queste dimensioni che affida tutta la parte di food and beverage a persone disabili e nello specifico a persone autistiche. 

I nostri ragazzi hanno il diritto di stare insieme agli altri, e gli altri ragazzi hanno il diritto di stare insieme ai nostri figli perché acquisiscono loro maggiore competenza, maggiore sensibilità, e saranno uomini migliori.
Pensate la magia di un ragazzo autistico che lavora: non sono più un costo per lo Stato ma addirittura si trasformano in un’opportunità di entrata perché naturalmente pagano i contributi.
Un ragazzo che finisce in un istituto costa 200.000 euro l’anno, un ragazzo che finisce in un centro diurno costa 50.000 euro l’anno. E queste cifre le pagate voi con le tasse. Quando PizzAut o qualcun altro li assume, quei ragazzi non costano più niente, stanno meglio e diventano contribuenti, pagano le tasse. Pensate che miracolo: da costo sociale a risorsa sociale, e in più stanno molto meglio.

Al momento da PizzAut lavorano 41 ragazzi autistici. Quando è venuto il Presidente Mattarella a trovarci gli ho detto: «Presidente, ogni anno le facciamo risparmiare 8 milioni di euro». E con il progetto di PizzAutobus i posti di lavoro aumenteranno ulteriormente.

PizzAut ha tanti aspetti interessanti, e uno di questi è che costituisce un esempio che può essere imitato da altre associazioni. Io vorrei tanto che il Concertozzo fosse un esempio per altri artisti, perché questa cosa si può moltiplicare.

La videointervista ad Elio e Cesareo

La quarta edizione del Concertozzo è prodotta e organizzata da Hukapan e Imarts.

Radio ufficiale Radio Deejay.

Il Concertozzo di Bassano è organizzato in collaborazione con DuePunti Eventi e con il patrocinio della Città di Bassano del Grappa.

 

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