Fabio Poli, disponibile da oggi “Futuro passato”, il nuovo singolo

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fabio poli

Futuro passato, il nuovo singolo di Fabio Poli, in uscita venerdì 28 marzo, è un brano fatto di domande.
Non una canzone d’amore in senso classico, ma una canzone su ciò che resta dopo l’amore.
Un ossimoro che gioca su un’apparente contraddizione, suggerendo un tempo sospeso, un’illusione di possibilità ormai trascorse o un destino che non si è mai realizzato.
Di fatto è un confronto tra due versioni della stessa persona: quella che sognava il futuro e quella che oggi si ritrova a fare i conti con ciò che è andato perso.

Un brano pop rock dal sapore vagamente country, quasi sussurrato, come se fosse un dialogo interiore, che poi esplode nell’inciso con chitarre elettriche e voci che si rincorrono su domande esistenziali.

Futuro passato è composta interamente dallo stesso Fabio Poli, che ha suonato anche le chitarre acustiche, arrangiato da Paolo Zambon, autore di un nostalgico assolo di chitarra elettrica, vede la partecipazione di Riccardo Bortolotto al basso. Mixato al Franz. Suono di Padova e masterizzato al Groove Sound Design di Bologna.

L’intervista

Una frase particolare del testo è “disegnare futuri sulle mani”…

“Disegnare futuri sulle mani” nasce dall’immagine di quando, da adolescenti, si scrivevano risposte improbabili sul palmo per affrontare i compiti in classe, un piccolo escamotage per cercare di cavarsela. È il simbolo di quella fase della vita in cui si ha l’illusione di poter controllare il destino, senza rendersi conto che, proprio come l’inchiostro sulla pelle, è tutto temporaneo e può cambiare con un soffio di vento.

Futuro passato può essere considerata una sorta di bilancio sulla vita?

A un certo punto della vita diventa inevitabile fare dei bilanci. Nel frattempo in cui aspetto che il mio, non dico vada in positivo, ma sia perlomeno una dignitosa bancarotta, sono affascinano da quelli degli altri, il modo in cui ognuno cerca di stare al mondo con le proprie cicatrici, le proprie vittorie apparenti e le sconfitte silenziose. È questo il vero tema della canzone: non tanto il passato in sé, ma il modo in cui ognuno di noi impara a conviverci.

C’è qualcosa di ironico nel fatto che passiamo la vita a fare scelte credendo di costruire un futuro, e poi ci ritroviamo a guardare indietro chiedendoci come sarebbe stato se avessimo scelto diversamente.

Come in una sorta di continue sliding doors…

Il futuro che passa “distrattamente su di noi” racchiude l’idea di un tempo che scorre senza avvisare, di incontri sfiorati, di possibilità che si incrociano per un attimo ma che, per un dettaglio o per distrazione, sfuggono via.
È quel senso di incertezza e casualità con cui le persone entrano e escono dalla nostra vita, lasciando tracce leggere, a volte impercettibili, come se fossero solo una parentesi in una storia con un grande incipit ma che non si è mai scritta davvero.

Quale può essere la soluzione per non vivere in un continuo senso di “what if…”?

C’è qualcosa di universale nel trovarsi in una notte di pioggia a stringere qualcuno così forte da dimenticare il domani. È quel momento sospeso in cui pensi che forse, dopotutto, l’amore possa bastare.

Il videoclip

Il videoclip, per la regia di Sara Banzato, alterna immagini attuali in cui l’artista si pone direttamente faccia a faccia con lo spettatore, a vecchi video consumati dal tempo in un continuo confronto tra una gioventù sognante ed un cinico presente.
E’ visibile sul canale YouTube Fabio Poli Official (oltre 6 milioni di views) e lo trovate anche qui sotto:

Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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