Cinema Godard alla Fondazione Prada Milano-aprile 2025

La Soggettiva di questo mese è dedicata al regista messicano Alfonso Cuarón, mentre la Storyboards and Other Renderings for Cinema propone opere di Hitchcock, Steven Spielberg; Andrew Stanton; Lee Unkrich e Norman Ferguson; T. Hee, Wilfred Jackson

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Jonas che avrà vent'anni nel 2000

La programmazione del Cinema Godard Fondazione Prada è di Paolo Moretti

La sezione Soggettiva ripercorre la filmografia del regista cinque volte premio Oscar Alfonso Cuarón, celebre per i suoi piani sequenza vertiginosi e per la sua messa in scena visionaria. Cuarón è autore di film acclamati dal pubblico e dalla critica come Y tu mamá también – Anche tua madre (2001); I figli degli uomini (2006); Gravity (2013)Roma (2018). Sabato 12 aprile il regista e sceneggiatore messicano è protagonista di una masterclass organizzata in collaborazione con Les Films du Camélia e moderata da Paolo Moretti. Dopo l’incontro, Cuarón presenta al pubblico il film Jonas che avrà 20 anni nel 2000 (1976) di Alain Tanner, capolavoro della storia del cinema che ha profondamente influenzato le sue opere.

Jonas è un neonato attorno al quale si muovono alcuni personaggi che vivono a Ginevra, nei sobborghi e nelle ultime oasi rurali. Poiché nel 2000 Jonas avrà 20 anni, ognuno riserva i suoi consigli e le sue aspettative. Matthieu, il padre è un tipografo disoccupato, che nella fattoria di Marcel e Marguerite, apre una scuola ideale per tutti i bambini che verranno. La madre Mathilde ha solo la vocazione materna. Marcel è un filosofo-contadino, alla Rosseau. La moglie Marguerite è, invece, un tipo pratico che pensa all’organizzazione. Max, correttore di bozze, è rimasto il rivoluzionario del lontano ’68. Marco, ex insegnante di storia, è stato licenziato ed ora anima un ricovero per persone anziane e vive con Marie, una cassiera di supermercato, comunista, che pratica l’autoriduzione proletaria per cui, un giorno, viene denunciata e arrestata. Accolto da un buon successo in Svizzera, Jonas qui aura 25 ans en l’an 2000 è stato esportato in molti paesi europei, dove ha avuto identica fortuna; anche la critica è stata unanime nel considerarlo il più maturo e interessante film di Tanner, riconosciuto ormai come il portavoce del nuovo cinema elvetico”.(Dizionario Universale del Cinema di Fernaldo Di Giammatteo- Dizionari Tematici Editori Riuniti)

La sezione dedicata al progetto espositivoA Kind of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema”, in corso negli spazi di Osservatorio fino all’8 settembre 2025, include, invece, quattro film i cui materiali preparatori sono esposti in mostra: Psycho (1960) di Alfred Hitchcock; Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977) di Steven Spielberg; Alla ricerca di Nemo (2003) di Andrew Stanton e Lee Unkrich e Pinocchio (1940) di Norman Ferguson, T. Hee, Wilfred Jackson.

Infine la sezione Classici presenta, in versione restaurata, i film che hanno lasciato un segno nella storia del cinema e nell’immaginario collettivo come Amadeus (1984) di Miloš Forman; Tetsuo: The Iron Man (1989) di Shin’ya Tsukamoto; Blade Runner – Final Cut (1982) di Ridley Scott e Roma città aperta (1945) di Roberto Rossellini.

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

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