Lenny Kravitz a Bologna: il racconto e le foto del concerto

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Lenny Kravitz Bologna

Lenny Kravitz è tornato in Italia per la reprise del suo Blue Electric Light Tour, e ieri sera ha fatto tappa all’Unipol Arena di Bologna.

I musicisti che lo accompagnano in questo tour sono: Jas Kayser alla batteria,  Hoonch Choi al basso, Craig Ross alla chitarra, George Laks a pianoforte e tastiere, Michael Sherman e Harold Todd al sax, Cameron Johnson alla tromba, e il duo Black Rabbit Band ai cori.
L’opening act era affidato a Durand Jones & The Indications.

Un secondo giro mondiale, e anche nel nostro Paese, dopo il passaggio a Lucca, Perugia e Lido di Camaiore della scorsa estate. Continua quindi la scia lunga del successo dell’album Blue Electric Light, pubblicato a maggio 2024.

Il concerto

Un live che è una sorta di enorme greatest hits, con canzoni pescate da quasi tutti i dodici album in studio pubblicati dal chitarrista e polistrumentista statunitense.
Protagonista principale, ovviamente, l’ultimo Blue Electric Light, con tre estratti (trovate la scaletta completa in fondo all’articolo).

I vecchi successi si fondono coi brani del nuovo album, come Honey e soprattutto l’ottima Paralysed, mentre su TK421 Lenny regala al pubblico un lungo assolo di basso.
L’unica parte, in due ore di concerto, che lascia un po’ perplessi è l’accoppiata funky-dance formata da Low e The Chamber, troppo slegata dal mood del resto del live.

Non possono mancare, ovviamente, le hit storiche che scatenano il parterre, come Always on the Run, American Woman, Fly Away e Are You Gonna Go My Way. Ad alternarsi, in un saliscendi ben studiato di energia, le ballad da classifica: I Belong to You, Stillness of Heart, Again, It Ain’t Over ‘Til It’s Over.

Il palco è letteralmente sovrastato e circondato da enormi schermi led rettangolari di varia grandezza, che tra giochi di luci e contributi video aiutano a “commentare” al meglio le canzoni. Si passa quindi da atmosfere puramente rock’n’roll anni ’70 con i soli riflettori, come l’inizio con Bring It On e Minister of Rock ‘n Roll, ad un effetto fumo “esteso” tra schermi e palco su Again.

Uno scambio continuo di amore ed energia

Lenny è un sex symbol, e ovviamente sa di esserlo. A 60 anni suonati ha un fisico da far invidia ad un ventenne ed è tornato anche ai cari vecchi dreadlocks che hanno fatto impazzire una generazione di donne.

Tra un paio di pause in cui il chitarrista si limita a camminare su e giù per il palco come un santone per raccogliere il boato del pubblico e le poche ma significative parole di saluto dopo i primi brani («mi è mancato il vostro sangue caldo. Vi ringrazio perchè, tra tutte le cose che potevate fare stasera, avete deciso di essere qui, per celebrare l’amore tutti insieme»), dopo metà concerto arriva un altro momento divertente di scambio col pubblico.
Lenny si fa passare un cellulare dalle prime file e parla in videochiamata con Matilde, che stava guardando il concerto attraverso lo smartphone di qualche amica. Dopo uno scambio di battute, la invita ad arrivare al palazzetto, dicendo che la aspetta, e ovviamente le dedica I’ll Be Waiting, in cui si cimenta anche al pianoforte.

Ma il vero e letterale bagno di folla arriva alla fine, come di consueto su Let Love Rule.
Una versione interminabile con la band che si lancia in una jam di oltre dieci minuti, mentre Lenny scende dal palco e si fa largo tra la folla per abbracciare i fan, percorrendo tutto il parterre in lungo e in largo. Un rituale ormai storico, ma che ogni volta scatena il delirio in sala, e che porta ai saluti finali.

Un concerto “vecchia maniera”

Due ore di live per spaziare in un mare di generi musicali: rock, soul, funky, accenni di discomusic, r’n’b. Una band con un tiro micidiale, da saper passare alla replica fedele del disco fino a interminabili jam in cui i talenti di ogni singolo componente trovano spazio tra assoli e ritmiche forsennate.
Un concerto che verrebbe quasi da definire “vecchio stampo”, ma di cui non ci stancheremmo mai.

Dopo il sold out di Bologna, stasera Lenny Kravitz e la sua band replicano a Milano, all’Unipol Forum. Neanche a dirlo, ovviamente sold out.

Le foto del concerto, a cura di Silvia Saponaro

 

La scaletta del concerto di Lenny Kravitz a Bologna

1. Bring It On
2. Minister of Rock ‘n Roll
3. TK421
4. Always on the Run
5. I Belong to You
6. Stillness of Heart
7. Believe
8. Honey
9. Paralyzed
10. Low
11. The Chamber
12. I’ll Be Waiting
13. It Ain’t Over ‘Til It’s Over
14. Again
15. American Woman
16. Fly Away
17. Are You Gonna Go My Way

18. Let Love Rule

5 COMMENTI

  1. io c’ero al concerto , la band di supporto, che chi aveva il biglietto vip ha visto anche nel soundcheck. molto funky e soul ottimi musicisti e Durand ottimo showman.
    Lenny è unico, per fortuna.!!! mi mancava solo “mr cabdriver” ma mi sto lamentando del brodo grasso.

  2. Spettacolo eccezionale. Primo concerto per mia figlia di 13 anni che adesso è disperata perché le era stato regalato un biglietto classico invece di quello fan che vorrebbe tanto incorniciare. Qualcuno mi può aiutare? Non so dove poterlo trovare. Grazie

  3. ho visto lo spettacolo ad Asiago devo dire che sono stati tutti fantastici, partiamo dalla batterista veramente brava fa un baffo ad un uomo,forte,resistente insomma eccezionale,coristi bravissimi, stavano sul pezzo,chitarristi veramente bravissimi,(bravi come i chitarristi dei Queen)
    strumenti a fiato mi hanno fatto andare in brodo di giuggiole,pianista altrettanto….Ma ora arramo a lenny devo dire che la voce è come nei dischi veramente bravo (è chiaro prima di tutto si vede quanto è bello)ma poi se chiudi gli occhi senti a che quanto e BRAVO ..quindi ci ritornerò bacioni a Lenny

  4. Serata memorabile , tanta qualità per Durand, Lenny però ci ha sverniciato le orecchie!!!
    Superlativi
    Una band ben amalgamata , un suono completo, una batteria indemoniata, cosa chiedere di meglio

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