Tutta “colpa” di Renzo Chiesa. Ecco la storia: un paio d’anni fa il noto fotografo chiese al suo amico Paolo Marrone, voce e leader dei Favonio, una cover di Uomo camion di Paolo Conte da utilizzare per la colonna sonora del docufilm Renzo Chiesa, Chiesa Renzo del regista Paolo Boriani. Nella sua testa si accese una scintilla, e Marrone propose al grande chitarrista Massimo Germini, assieme al quale tempo fa aveva già realizzato un album di cover (E invece non finisce mai…, contenente la rilettura di 13 brani di Roberto Vecchioni), di incidere un nuovo disco insieme, pure questo contenente riletture di varie canzoni, ma stavolta non monotematico, bensì brani che più diversi l’uno dall’altro non si può.
Ed ora ecco uscire Ad una stella chiederò un passaggio…, album contenente 8 canzoni, che in soli 25 minuti ripercorre 60 anni di musica italiana: si va da Il poeta di Bruno Lauzi (1963) a Quanto forte ti pensavo di Madame (2023), passando per Pierangelo Bertoli, il già citato Paolo Conte, Gino Paoli & Ricky Gianco, Samuele Bersani, Jovanotti e Pinguini Tattici Nucleari.
Un fritto misto? In un certo senso sì, ma è un fritto misto cucinato con grande maestria. Paolo Marrone e Massimo Germini (chitarra classica, mandolino, arrangiamenti e voce nei brani Parigi con le gambe aperte, Eppure soffia e Il poeta) hanno fatto un gran lavoro di rielaborazione, spogliando le varie canzoni di ogni orpello e riportandole all’essenziale; facendo loro quella teoria che a volte la “musica nuda” (copyright Petra Magoni & Ferruccio Spinetti) è capace di regalare fortissime emozioni.

Spiegano i due musicisti: «Abbiamo selezionato brani di vari decenni, a sottolineare che ogni epoca ha degli autori e interpreti che in qualche maniera lasciano una traccia significativa nella canzone italiana. Con la scelta di questi brani abbiamo voluto dimostrare la “classicità” della canzone d’autore, una forma espressiva che mantiene intatta la sua forza evocativa, indipendentemente da quando sia stata scritta. La sfida più grande è stata quella di proporre un ascolto che non tenga conto di chi le ha scritte e di quando sono state pubblicate per la prima volta».
Avvicinandosi a questo album, bisogna togliersi dalla testa l’idea di cover per come viene intesa abitualmente. Qui trattasi di rilettura nel senso pieno della parola. Prendiamo ad esempio il pezzo che apre il disco, Quando sarò vecchio di Jovanotti (da una delle cui strofe, peraltro, nasce il titolo dell’album: Ad una stella chiederò un passaggio…): le parole sono un pugno nello stomaco, ascoltando questa versione se ne coglie integralmente la poeticità e viene spontaneo il collegamento con la (bellissima) foto che è stata messa in copertina (ovviamente di Renzo Chiesa), il ritratto di un signore piuttosto in là con gli anni con un viso davvero intenso segnato da rughe profonde. Osservando quell’immagine, torna alla mente quel che diceva Kafka: «Chi mantiene la capacità di vendere la bellezza non invecchia mai».

LA TRACK LIST DELL’ALBUM
1) Quando sarò vecchio (Jovanotti, Saturnino Celani, Riccardo Onori, Michele Canova Iorfida, Franco Santarnecchi) Anno 2011
2) Parigi con le gambe aperte (Gianfranco Manfredi, Ricky Gianco, Gino Paoli) Anno 1988
3) Lake Washington Boulevard (Riccardo Zanotti) Anno 2019
4) Uomo camion (Paolo Conte) Anno 1979
5) En e Xanax (Samuele Bersani) Anno 2013
6) Eppure soffia (Pierangelo Bertoli, Alfonso Borghi) Anno 1976
7) Quanto forte ti pensavo (Francesca Calearo, Pablo Miguel Lombroni Capalbo, Vincenzo Luca Faraone) Anno 2023
8) Il poeta (Bruno Lauzi) Anno 1963








































