Senza sangue

Angelina Jolie rallenta anche Baricco

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Senza sangue
di Angelina Jolie
con Salma Hayek, Demián Bichir, Juan Minujín, Andrés Delgado, Nika Perrone

Un uomo in una fattoria, con figlia e figlio. Arrivano tre uomini che, armi in mano, vogliono vendetta per una guerra non chiara dove il padrone di casa avrebbe avuto il ruolo di dottor morte che torturava i malati e i prigionieri. Sparatoria, rogo della casa, bambina salvata non è ben chiaro perché da uno dei tre. Una donna anni dopo chiama in un bar un uomo che vende i biglietti della lotteria in un baracchino e inizia un dialogo su quel fatto di sangue. Senza sangue. Salma Hayek è ovviamente la bambina scampata al rogo. Per l’ennesima volta Angelina Jolie affronta i drammi della guerra dopo Nella terra del sangue e del miele e Unbroken. Usa come supporto il romanzo di Alessandro Baricco Senza sangue. Lasciamo stare il romanzo, non lo conosciamo. Il film sembra nella prima metà un western spaghetti da Mulino Bianco (efferato, ma lento, verboso e svogliato, però leccato e laccato, pubblicitario) e nella seconda un soporifero intreccio di dialoghi su vendetta e perdono che invocano vendetta dallo spettatore e si possono perdonare solo per le buone intenzioni della Jolie, artista impegnata. Però la noia, no, non può essere perdonata. Il film è senza sangue.

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