La mini rassegna propone quattro classici della storia del cinema
Fondata dal cinefilo Angelo Houmouda, palestinese con madre italiana, il 5 aprile 1975, la Cineteca Griffith ha nel suo Archivio pellicole acquistate presso il Museum of Modern Art di New York e la Library of Congress di Washington, fondamentali per la Storia del Cinema che non esistevano in Italia, tra cui opere di grandi registi statunitensi e avanguardie europee. I film hanno contribuito all’attività del mondo cineclubbistico italiano, dai cineforum e dalle università, rendendo famosa la Cineteca non solo in Italia ma anche all’estero.
| Nei primi anni Ottanta il fondatore si è ritirato e l’attività è proseguita da nuovi soci che hanno acquisito materiali di cinema sonoro, giungendo a un patrimonio di oltre 5000 titoli italiani e stranieri inventariati e catalogati, dalle origini del cinematografo fino a oggi. L’archivio della Griffith è costituito anche da rarità e copie uniche di opere di cui non si ha notizia altrove, tra film a soggetto (circa 3350), documentari (circa 700) e animazioni (circa 1000). Attuali gestori sono Alba Gandolfo direttrice, e Massimo Patrone conservatore. La mini rassegna della Cineteca Milano Arlecchino inizia il 23 aprile, ore 19.00 con La stagione del sole di Ko Nakahira, film presentato fuori concorso al festival di Cannes, e all’epoca recensito da François Truffaut ancora critico cinematografico, che valutandolo favorevolmente, per primo parlò della nascita di una nouvelle vague giapponese. Segue il 29 aprile, ore 21.00, Fino all’ultimo respiro (1960) di Jean-Luc Godard, film rivoluzionario da un soggetto di François Truffaut, che stordisce lo spettatore per le immagini, i suoni, i rumori e la difficoltà di rintracciare una struttura narrativa in senso convenzionale. Protagonista della pellicola, girata con un modestissimo budget in pochi giorni per le strade di Parigi, è l’attore Jean-Paul Belmondo, che agli ordini del regista guarda spesso nella macchina da presa, violando una norma non scritta del cinema che pochi altri cineasti, come Max Ophüls e Orson Welles, avevano osato trasgredire. L’8 maggio, ore 17.00, tocca a Pandora (1951) di Albert Lewin, storia di una bellissima ragazza attratta da un misterioso personaggio che la rifiuta. Si tratta dell’Olandese volante, destinato a vagare nei mari per avere ucciso la moglie innocente fino a quando una donna morirà per lui. La ragazza raggiunge l’uomo il giorno del matrimonio e salpa con lui. Entrambi troveranno la morte, e lui la pace. Protagonisti della pellicola gli ottimi James Mason e Ava Gardner. L’ultimo film in programma, il 13 maggio, ore 19.00, è Il giglio infranto di D.W. Griffith (1919), un melodramma vittoriano ambientato nel povero quartiere londinese di Limehouse. Raccontata con tocchi magistrali, l’opera è magistralmente interpretata da Lilian Gish. La pellicola verrà proiettata con l’accompagnamento al pianoforte dal vivo del maestro Antonio Zambrini. Ogni appuntamento sarà preceduto da un cortometraggio a sorpresa proveniente dall’Achivio della Cineteca Griffith.
|







































