Festival della Parola Reloaded a Sanremo: chiusura con Fabio Genovesi

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Fabio Genovesi

Oggi si chiude il Festival della Parola Reloaded, manifestazione giunta alla dodicesima edizione, per la seconda volta a Sanremo.

Spostata di 24 ore a causa dei funerali del papa, domenica 26 aprile alle ore 11, in quell’incredibile luogo della memoria che è il cimitero monumentale di Sanremo, uno dei più belli della Liguria, in cui riposano in pace nobili russi, inglesi, tedeschi, va in scena Just like a woman di e con Chiara Buratti (foto sotto): un affresco di donne molto diverse tra loro che ne formano, alla fine, una sola universale. A Isa Barzizza, stella sanremese della rivista e spalla di Macario, Totò e Walter Chiari, l’autrice dedica un ritratto molto speciale che segue quello di Pannonica de Koenigswarter, mecenate del jazz senza la quale Thelonius Monk non avrebbe mai cambiato faccia alla musica; Maryam Mirzakhani, matematica iraniana che, dando semplicità agli spazi complessi, è diventata a 37 anni la prima donna a vincere la Medaglia Fields, il Nobel per i matematici; Suzanne Lenglen, straordinaria tennista francese, soprannominata La Divine.

Festival della Parola Reloaded

Alle 18,30 nel prestigioso Teatro del Casinò lo scrittore Fabio Genovesi presenta l’anteprima nazionale del suo nuovo spettacolo, intitolato Tutti primi sul traguardo del mio cuore (la lettura scenica è di Marta Dalla Via, la direzione tecnica di Stefano Dellepiane).

Trattasi di uno spettacolo sul ciclismo, sport di cui Genovesi è grande appassionato: oltre che per i suoi romanzi (tra gli altri, Chi manda le onde, Il mare dove non si tocca, Il calamaro gigante e il recentissimo Mie magnifiche maestre) e le collaborazioni con il Corriere della Sera, è infatti diventato noto come voce “culturale” delle telecronache Rai al Giri d’Italia.

Fabio Genovesi

Questa la sinossi dello spettacolo: per migliaia di chilometri, in auto, a piedi, su traghetti, bus e funivie, una carovana piena di colori tenta di stare dietro al ritmo furibondo imposto dai ciclisti che in tre settimane girano tutta l’Italia, dalla costiera amalfitana agli aspri profili del Vajont.

Ne fa parte anche uno scrittore, che fin da bambino sognava di partecipare al Giro d’Italia e si butta in quest’avventura con entusiasmo assoluto, pronto a infiammarsi per l’epica che il ciclismo da sempre sprigiona. Ma presto scoprirà che la tenacia e la passione dei corridori sono solo una parte della storia. Perché sarà proprio tutto quello che accade intorno alla corsa a rendere il viaggio strepitoso.

Lungo le strade secondarie, nel cuore selvatico o cementificato della provincia italiana, si rischia di perdersi a ogni bivio mentre si incontrano folle festanti e personaggi clamorosi, paesini pazzeschi come la gente che li abita, assessori dediti alla promozione di figlie cantanti, pompieri ballerini di break dance, maturi musicisti da pianobar che cercano di infilarsi in casting riservati agli adolescenti, oscuri poeti a caccia di editori… le mille impossibili follie che solo la vita vera ci può regalare.

Alla passione ardente per il ciclismo – grandissima metafora della fatica e della gloria nascosta a ogni curva della vita – Fabio Genovesi unisce il suo impareggiabile umorismo, facendo di questo monologo la cronaca di un’impresa sportiva straordinaria e insieme il racconto stralunato e memorabile del nostro Paese, delle sue debolezze e dei suoi grandi sogni.

Lo spettacolo è tratto dall’omonimo saggio edito da Solferino nel 2013. In questi giorni, stavolta per Mondadori, Genovesi ha pubblicato un nuovo romanzo. Si intitola Mie magnifiche maestre. Sono le zie e le nonne di Fabio, tutte morte, che vanno a trovarlo nei sogni. Ma se c’è una cosa che gli hanno insegnato è che i sogni non sono la fine della realtà, come la morte non è la fine della vita. In realtà gli hanno insegnato molto altro, solo che Fabio era troppo piccolo per apprezzarlo. Tutto preso a seguire i suoi zii marinai e avventurieri, grandi maestri di vita “maschia” quando lui un maschio cercava di diventare. Adesso però è un tempo diverso, e tornano da lui le diverse lezioni delle zie. Silenziose e insieme così forti, sagge e folli, divampano nelle sue notti. Ognuna un sogno, un ricordo e una scoperta, una stella trascurata che torna a luccicare.

Fabio Genovesi

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