Lucio Corsi fa sold out anche all’Hall di Padova: il racconto del concerto

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lucio corsi

Altro club, altro sold out per Lucio Corsi: non ha fatto eccezione nemmeno l’Hall di Padova, tutto esaurito ormai da mesi per il concerto dell’artista rivelazione di questo 2025.

Dopo il secondo posto all’ultimo Festival di Sanremo, infatti, i pochi biglietti ancora rimasti in vendita per il tour nei club del cantautore toscano sono stati letteralmente polverizzati.
Anche l’album, Volevo essere un duro, pubblicato lo scorso mese, ha raggiunto il primo posto nella classifica FIMI dei dischi più venduti.
La gavetta è durata diversi anni (10 ne sono passati dal primo Altalena Boy/Vetulonia Dakar) ma finalmente è arrivata la meritata consacrazione al grande pubblico.

Sul palco insieme a Lucio i suoi compagni di sempre, fin dai tempi del liceo: Marco Ronconi alla batteria, Filippo Caretti a basso e cori, Iacopo Nieri a pianoforte e cori, Giulio Grillo a tastiere e cori, Carlo Maria Toller a tastiere e chitarre, Filippo Scandroglio alla chitarra solista.

La scenografia è minimale ma significativa: due giganti riproduzioni di amplificatori per chitarra ai lati, con tutti i volumi al massimo. Al centro un telo con una tastiera di pianoforte che si snoda nel cielo, tra le note musicali, come una specie di Stairway to Heaven.
Una rappresentazione visiva delle due anime di Lucio Corsi: quella rock e quella prettamente cantautorale, che una volta spente le luci di sala si fondono e a volte si alternano per dar vita ad un grande show.

Il concerto

I brani dell’ultimo album ci sono tutti (trovate la scaletta completa in fondo all’articolo), con Francis Delacroix proposta anche in due versioni, una veloce e una più lenta, molto più in stile rock’n’roll anni ’50, a chiudere il concerto.

Lucio Corsi non è un artista che si può inserire in degli schemi predefiniti. Certo, possono esserci delle somiglianze (Rino Gaetano e Ivan Graziani su tutti, magari con un tocco di Alberto Fortis e una spruzzata di David Bowie), ma “non è altro che Lucio”, con il suo stile del tutto personale e la sua ecletticità, come canta in Volevo essere un duro.

Canta, suona il pianoforte, l’armonica, la chitarra acustica e quella elettrica, lanciandosi in un assolo mentre fa stage diving sulle prime file. Un folletto a metà tra il cantautore e il rocker. Che si tratti di tenere il palco da solo con una perla di pura atmosfera per piano e voce come Nel cuore della notte, applaudita a lungo, o mostrare i muscoli rock della band con Let There be Rocko e Magia nera.

C’è spazio anche per due cover: La gente bassa, ovvero Short People di Randy Newman, in una traduzione praticamente letterale, e Nel blu, dipinto di blu, che a Sanremo aveva cantato in coppia con Topo Gigio.

Alla fine saranno ben 27 le canzoni in scaletta, per due ore di concerto tiratissime, con tanta musica e poche chiacchiere, anzi quasi niente. Solo in due o tre occasioni Lucio si rivolge al pubblico per narrare un aneddoto o introdurre una canzone. Le protagoniste principali restano le canzoni: piccole e grandi gemme del repertorio di un artista che ha davanti a sé un grande futuro, e che finalmente, grazie al Festival di Sanremo, è stato scoperto anche dal grande pubblico.

L’Hall, un luogo totalmente inadatto per i concerti

Una menzione finale, e di disonore, va fatta per la venue. L’Hall di Padova non è un luogo nato per ospitare concerti, ma un ex capannone riconvertito, con tutti i limiti acustici che derivano.
Pur essendo posizionato letteralmente al mixer, ovvero nel luogo in cui, in teoria, l’ascolto dovrebbe risultare migliore, le parole delle canzoni risultavano indistinguibili, così come era perfino impossibile comprendere cosa veniva detto tra una canzone e l’altra, in quei pochi momenti di scambio di battute col pubblico.

Questa è una mortificazione sia per l’artista, cantautore raffinato e ai cui testi è necessario prestare attenzione per cogliere ogni sfumatura, sia per il pubblico, perchè chi paga un biglietto dovrebbe sempre poter vivere la miglior esperienza possibile.
Una città come Padova merita un luogo migliore per i concerti con un range di presenze intorno ai mille spettatori piuttosto che un ex capannone adibito a sala concerti. Non può esserci solo il Gran Teatro Geox come punto di riferimento per la musica in un capoluogo di provincia da oltre 200.000 abitanti.

Tornando a Lucio Corsi, per fortuna è in arrivo il tour estivo, e negli spazi aperti sicuramente il suono saprà propagarsi al meglio, così che la qualità delle canzoni potrà andare a braccetto con quella sonora, e il pubblico potrà godere appieno delle grandi qualità compositive della next big thing del cantautorato italiano.

Le prossime date del tour nei club

29 aprile 2025 – Milano, Alcatraz (sold out)
4 maggio 2025 – Milano, Alcatraz (sold out)

I concerti speciali negli ippodromi

Lucio Corsi tornerà a Roma tra due mesi per il primo di due eventi speciali, chiamati Ippodromi 2025. Ecco i due appuntamenti:

21 giugno – Roma, Rock in Roma
7 settembre – Milano, Ippodromo Snai San Siro

Il calendario del tour estivo

Che Lucio Corsi sia il personaggio dell’anno lo dimostra anche la lunghissima lista di concerti estivi. Questo il calendario in programma al momento:

12 giugno – Mestre, Parco Bissuola
14 giugno – Saint Nicolas (AO), Musicastelle
17 giugno – Cagliari, Arena in Fiera
25 giugno – Bologna, Sequoie Music Park
27 giugno – Trento, Trentino Music Arena
28 giugno – Genova, Arena del mare
29 giugno – Lido di Camaiore (LU), La prima estate

6 luglio – Perugia, L’Umbria che spacca
8 luglio – Collegno (TO), Flowers Festival
10 luglio – Arezzo, Men/Go Festival
13 luglio – Caserta, Belvedere di San Leucio
18 luglio – Sassari, Arena Piazza d’Italia
19 luglio – Lanusei (NU), Rocce rosse & blues festival
23 luglio – Termoli (CB), Arena del mare 42 15
24 luglio – Montecosaro (MC), Mind Festival
27 luglio – Tarvisio (UD), Lago superiore di Fusine

2 agosto – Locarno (Svizzera), Rotonda by La Mobiliare
6 agosto – Catania, Villa Bellini
7 agosto – Castelbuono (PA), Ypsigrock
10 agosto – Locorotondo (BA), Locus 2025
11 agosto – Lecce, Cave del Duca
12 agosto – Lamezia Terme, Color Fest
17 agosto – Gavorrano (GR), Teatro delle rocce (sold out)
18 agosto – Follonica (GR), Parco centrale
30 agosto – San Mauro Pascoli (FC), Villa Torlonia
31 agosto – Mantova, Esedra di Palazzo Te

I biglietti sono disponibili su Ticketone e nelle rivendite abituali.
Per info e calendario aggiornato: qui.

La scaletta del concerto di Lucio Corsi a Padova
  1. Freccia bianca
    2. La bocca della verità
    3. Danza classica
    4. Radio Mayday
    5. Questa vita
    6. Trieste
    7. Cosa faremo da grandi?
    8. Sigarette
    9. La gente bassa
    10. Amico vola via
    11. Il re del rave
    12. Orme
    13. La ragazza trasparente
    14. La lepre
    15. Senza titolo
    16. Nel blu, dipinto di blu
    17. Situazione complicata
    18. Volevo essere un duro
    19. Francis Delacroix
    20. Magia nera
    21. Let there be Rocko
    22. Il lupo
    23. Nel cuore della notte
    24. Tu sei il mattino
    25. Astronave giradisco
    26. Altalena Boy
    27. Francis Delacroix (C version)
Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

2 COMMENTI

  1. Non e’ colpa della Hall se si sentiva male, ma del fonico di sala. Sono stato alla Hall decine di volte e in altre occasioni ho sentito benissimo (FASK, Coma Cose, Machine Head, Napalm Death). non è sempre e solo colpa della sala, anzi grazie a Hall che ci porta artisti sotto casa senza obbligarci a lunghe trasferte!

  2. Personalmente sono stato all’Hall a vedere altri concerti (ad esempio i Coma_Cose come te un paio di anni fa), sempre dalla stessa posizione (appoggiato sulla transenna del mixer) e la resa acustica è sempre stata la stessa.
    Mi pare strano che dalla posizione dalla quale, in teoria, si dovrebbe ascoltare meglio di tutte, in realtà si senta così da schifo tanto da rendere indistinguibili le parole.
    Prossima volta proverò a stare da un’altra parte e vedremo.

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