L’epico Daniel Day-Lewis in cinque film

Dal 3 al 31 maggio 2025 al MIC – Museo interattivo del Cinema – Cineteca Milano l’omaggio ad uno dei più grandi attori degli ultimi decenni, esponente del method acting

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Il filo nascosto

Nella sua carriera ha vinto tre Oscar come miglior attore in Il mio piede sinistro (1989); Il petroliere (2007) e Lincoln (2021)

Nato a Londra nel 1957, figlio di uno scrittore e di un’attrice, Daniel Day-Lewis, studia recitazione e si forma artisticamente in teatro. Attore di cittadinanza britannica e irlandese, si dimostra fino dagli inizi della sua carriera un formidabile interprete. “Un performer imprevedibile– scrive Silvia Biziocamaleontico, ma anche così schivo da essere paragonato a Greta Garbo in quanto a istinto di isolamento: dopo aver girato un film, spesso si ritira per anni”. Attore di cittadinanza britannica e irlandese, Daniel esordisce sul grande schermo nel 1971 con una piccola parte non accreditata in Domenica, maledetta domenica e si mette in evidenza nel ruolo di un punk omosessuale in My beautiful laundrette. Lavanderia a gettone (1985). La sua recitazione, ora fredda distaccata, ora intensa e passionale, ha caratterizzato i personaggi interpretati in A room with a view (1985); The unbearable lightness of being (1988); Il mio piede sinistro (1989; L’ultimo dei mohicani (1992); L’età dell’innocenza (1993); Nel nome del padre (1993); La seduzione del male (1996); The boxer (1997); Gangs of New York (2001); La storia di Jack & Rose (2005); Il petroliere (2007); Nine (2009); Lincoln (2012) e il recente Il filo nascosto (2017). 

L’attore è noto per la cura con cui sceglie i personaggi da interpretare tanto è vero che in quarantasei anni di carriera ha partecipato a soli ventuno film. Day-Lewis è considerato anche uno dei massimi esponenti del method acting”, tecnica sviluppata da Stanislavskij e Strasberg, che prevede una completa immedesimazione nel personaggio. Il ciclo a lui dedicato inizia sabato 3 maggio, ore 17.00 con Gangs of New York, diretto da Martin Scorsese, ambientato nella città americana di metà ‘800 caratterizzata dagli scontri violenti tra bande per il predominio del territorio. Segue sabato 10 maggio, ore 17.00, Il petroliere di Paul Thomas Anderson, protagonista tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, il minatore texano Daniel Plainview che si costruisce un impero petrolifero. Sabato 18 maggio, ore 17.00, tocca a Lincoln di Steven Spielberg,  sugli ultimi giorni di vita  di Abraham Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti d’America, mentre sabato 24 maggio, ore 17.00, il programma prevede  Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson, che si svolge a Londra negli anni Cinquanta. Lo stilista Reynolds dirige insieme alla sorella Cyril, una celebre casa di moda, inconfondibile per stile ed eleganza. Si chiude sabato 31 maggio, ore 17.00 con L’ultimo dei mohicani di Michael Mann. Siamo nel 1757, durante la Guerra franco-indiana tra francesi e inglesi per il possesso delle colonie americane. I film sono in versione originale con sottotitoli italiani.
Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

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