Si è appena conclusa a Roma, presso lo storico Teatro 5 di Cinecittà, la settantesima edizione dei Premi David di Donatello, assegnati dalla Accademia del Cinema Italiano presieduta e diretta da Piera Detassis. L’edizione delle donne, come più volte è stato ripetuto: infatti, Maura Delpero è la prima regista nella storia dei premi a conquistare il David nella sua categoria, e il suo “Vermiglio” è stato eletto Miglior film. Margherita Vicario ha invece portato a casa la statuetta come regista esordiente per “Gloria!”.
L’apertura della serata è stata affidata a Mika, per la prima volta co-conduttore accanto a Elena Sofia Ricci, che, nei panni dell’indimenticabile Totò di “Nuovo Cinema Paradiso”, ha proiettato sulla facciata del Teatro alcune delle scene più belle dei film che hanno fatto la storia del nostro cinema, intonando Se, lo struggente brano che accompagna le immagini finali della pellicola di Giuseppe Tornatore.
Poi, partendo dalla platea e circondato da un folto gruppo di ballerini in abiti dorati, si è prodotto nella sua We Are Golden.
Molto intenso anche l’omaggio a Eleonora Giorgi, scomparsa da poco: Mika e Claudio Santamaria hanno eseguito insieme Futura di Lucio Dalla, il cantautore del quale Nadia, il personaggio interpretato da Eleonora in “Borotalco” di Carlo Verdone, era follemente innamorata.
Sempre Mika ha accompagnato il segmento “In memoriam” con una suggestiva interpretazione di Any Other World su un tappeto di archi.
L’attenzione al presente
In una cerimonia caratterizzata dalla sostanziale assenza di momenti di spettacolo, da una conduzione poco scorrevole (per usare un eufemismo) e da un eccesso di problemi tecnico-organizzativi, non sono però mancati riferimenti a tutti gli aspettii più cupi dell’attualità nazionale e internazionale da parte degli artisti premiati.
Tanti, e sacrosanti, gli appelli al governo — particolarmente veemente e sincero quello di Pupi Avati — perché finalmente cessi di considerare il mondo dello spettacolo come un covo di pericolosi sovversivi rei di accendere coscienze e riflessioni e ne riconosca l’inestimabile valore culturale ed economico, finanziandone a dovere professionalità e idee oltre vergognose barriere di carattere ideologico.
Molteplici anche i riferimenti allo sterminio della popolazione palestinese a opera di Israele e alla necessità di investire sulla costruzione di anime e bellezza anziché sulle armi di distruzione di vite e futuro, e importanti le parole delle attrici sulla necessità del raggiungimento di una piena parità di genere sia sul piano sociale che professionale.
Gli ospiti musicali
Piccolo momento di imbarazzo per Riccardo Cocciante: il cantautore ha iniziato a intonare dal vivo Era già tutto previsto, inserita nella colonna sonora di “Parthenope” di Paolo Sorrentino, ma a metà brano si è fermato chiedendo di ricominciare daccapo e scusandosi col pubblico, al quale ha poi regalato, a cappella, il ritornello della sua celebre Se stiamo insieme.
Potentissima La Niña che, con la sua Figlia d’ ‘a tempesta, ha urlato forte la rabbia, la dignità e il desiderio di libertà delle donne in una serata che, come si diceva all’inizio, ha ribadito la ricchezza di talenti femminili in un mondo come quello del cinema che può rappresentare un importante contraltare a una società che quei talenti troppo spesso ancora li opprime, li ostacola, li svilisce e li spegne costringendoli a sottostare a ogni forma di ricatto.
I DAVID SPECIALI
Il Premio al Presidente Sergio Mattarella
Nel corso della consueta cerimonia di presentazione dei candidati al Quirinale, avvenuta questa mattina, Piera Detassis ha annunciato una statuetta speciale per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «In tutti questi anni, Sergio Mattarella è stato per i David e per il mondo del cinema un punto solido di riferimento e di affettuosa complicità. Ringraziamo il Presidente per aver accolto l’omaggio del cinema italiano onorandone la storia, il presente e il futuro, che noi vogliamo certo e luminoso».
Pupi Avati ha ricevuto il David alla carriera (QUI l’intervista)
«L’Accademia del Cinema Italiano è onorata di consegnare il David alla Carriera a Pupi Avati, talento poliedrico di regista, scrittore, sceneggiatore, musicista e produttore, in coppia inossidabile con il fratello Antonio.
Grande autore e affabulatore, ha raccontato il tempo perduto della provincia, con le sue pigrizie, le ferocie e gli spaventi, il soffio spaventoso dei mostri immaginati da ragazzo nelle campagne, ma anche la voglia di riscatto e lo slancio nell’inseguire i propri sogni.
Creatore indiscusso del gotico padano con La casa delle finestre che ridono fino ai recenti Il signor Diavolo e L’orto americano, Avati si immerge con incanto e magia nell’autobiografia emiliana e scava a tocchi leggeri, mai appariscenti, nell’inconscio piccolo borghese e rurale, traendo segnali di umanità dalle vite grigie, redente dalla poesia e dalla speranza, in un racconto a mosaico, collettivo, d’amicizia e famigliare, come avviene nei suoi tanti capolavori.
La sua speciale grazia d’autore tocca gli attori, esaltati in ruoli spesso sorprendenti, da Lino Capolicchio a Carlo Delle Piane, da Gianni Cavina a Silvio Orlando, da Diego Abatantuono a Renato Pozzetto, da Neri Marcorè ad Alba Rohrwacher ed Elena Sofia Ricci, fino a comporre una geografia di volti e umanità diversa, alla scoperta di un’Italia poetica e lontana dalle luci della ribalta».
A Ornella Muti (QUI l’intervista) un statuetta per i suoi oltre 90 film
«Siamo particolarmente felici di assegnare il David Speciale a Ornella Muti, attrice e diva capace di attraversare il miglior cinema italiano ed arrivare al successo internazionale. Fin dall’esordio con La moglie più bella, ispirato alla vicenda di Franca Viola, simbolo della crescita civile dell’Italia del secondo dopoguerra, la sua filmografia si compone di film e veri capolavori capaci di sondare in modo poetico e talvolta spregiudicato il mondo femminile e la società italiana, da Romanzo popolare a L’ultima donna, da Storie di ordinaria follia a Io e mia sorella, senza contare la complicità con registe come Asia Argento e Francesca Archibugi.
Protagonista di assoluta bellezza, ha regalato vivacità e ironia alla commedia più popolare in coppia con Adriano Celentano. Ornella Muti è un talento leggero e mai presuntuoso, eppure capace di interpretazioni memorabili per Ettore Scola, Francesco Rosi, Francesco Maselli e Paolo Virzì. Il premio Speciale David di Donatello intende così riconoscere una carriera prestigiosa e versatile che non ha mai dimenticato di mettere in primo piano i valori della vita e dell’empatia».
L’omaggio a Timothèe Chalamet
Anche Timothèe Chalamet, capace in pochi anni di affermarsi, grazie a titoli quali “Interstellar”, “Call Me By Your Name”, “Dune”e “A Complete Unknown”, come una delle stelle più brillanti del nuovo firmamento hollywoodiano, ha ricevuto un David speciale con questa motivazione:
«Le radici europee e l’educazione americana fanno di Timothée Chalamet uno dei protagonisti oggi più imprevedibili e talentuosi del cinema internazionale, in grado di proporsi allo stesso tempo come interprete d’autore e star capace di generare tendenze e stili.
L’Accademia è felice di attribuirgli il David Speciale, che vuol essere il riconoscimento al grande attore di film di qualità e innovativi, e, insieme, al protagonista globale. È importante per noi ricordare come la sua affermazione sulla scena mondiale sia avvenuta proprio grazie a un meraviglioso film italiano, Chiamami col tuo nome, di uno dei nostri registi più apprezzati a livello internazionale, Luca Guadagnino. Incroci indispensabili e assolutamente contemporanei di culture e di visioni, un connubio che il David di Donatello è lieto di celebrare».
Il Premio Cinecittà David 70
Giuseppe Tornatore si è aggiudicato invece il Premio Speciale Cinecittà David 70, istituito quest’anno e assegnato a una personalità del mondo della Settima Arte che, partendo dagli Studios romani, ha poi raggiunto, col suo talento, tutto il mondo.
«Giuseppe Tornatore non è solo il grande regista che tutti conosciamo, è ormai sinonimo stesso della magia del cinema in tutto il mondo, grazie all’emozione immortale di Nuovo Cinema Paradiso.
Cinecittà è stata la casa dei suoi sogni e di alcune fra le sue più avventurose immagini. L’Accademia del Cinema Italiano è onorata di condividere proprio con Cinecittà e il Ministero della Cultura il Premio Speciale Cinecittà David 70 che festeggia il talento sconfinato di Tornatore, e insieme il suo grande legame con la storia dei David: ben 11 sono infatti le statuette che il regista ha conquistato nella sua carriera, un primato da festeggiare».
I VINCITORI CATEGORIA PER CATEGORIA

FILM
Berlinguer – La grande ambizione
Il tempo che ci vuole
Vermiglio
L’arte della gioia
Parthenope
REGIA
Andrea Segre (Berlinguer – La grande ambizione)
Francesca Comencini (Il tempo che ci vuole)
Maura Delpero (Vermiglio)
Valeria Golino (L’arte della gioia)
Paolo Sorrentino (Parthenope)
ATTORE PROTAGONISTA
Elio Germano (Berlinguer – La grande ambizione)
Francesco Gheghi (Familia)
Fabrizio Gifuni (Il tempo che ci vuole)
Silvio Orlando (Parthenope)
Tommaso Ragno (Vermiglio)
ATTRICE PROTAGONISTA
Barbara Ronchi (Familia)
Romana Maggiora Vergano (Il tempo che ci vuole)
Tecla Insolia (L’arte della gioia)
Celeste Dalla Porta (Parthenope)
Martina Scrinzi (Vermiglio)
ATTORE NON PROTAGONISTA
Roberto Citran (Berlinguer – La grande ambizione)
Francesco Di Leva (Familia)
Guido Caprino (L’arte della gioia)
Piefrancesco Favino (Napoli – New York)
Peppe Lanzetta (Parthenope)
ATTRICE NON PROTAGONISTA
Geppi Cucciari (Diamanti)
Tecla Insolia (L’arte della gioia)
Valeria Bruni Tedeschi (L’arte della gioia)
Jasmine Trinca (L’arte della gioia)
Luisa Ranieri (Parthenope)
ESORDIO ALLA REGIA
Edgardo Pistone (Ciao bambino)
Margherita Vicario (Gloria!)
Loris Lai (I bambini di Gaza)
Gianluca Santoni (Io e il Secco)
Neri Marcorè (Zamora)
SCENEGGIATURA ORIGINALE
Andrea Segre, Marco Pettenello (Berlinguer – La grande ambizione)
Enrico Maria Artale (El Paraiso)
Margherita Vicario, Anita Rivaroli (Gloria!)
Maura Delpero (Vermiglio)
Francesca Comencini (Il tempo che ci vuole)
Paolo Sorrentino (Parthenope)
SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Gianni Amelio, Alberto Taraglio (Campo di battaglia)
Francesco Costabile, Vittorio Moroni, Adriano Chiarelli (Familia)
Roberto Proia (Il ragazzo dai pantaloni rosa)
Valeria Golino, Francesca Marciano, Valia Santella, Luca Infascelli, Stefano Sardo (L’arte della gioia)
Gabriele Salvatores (Napoli – New York)
PRODUTTORE
Berlinguer – La grande ambizione
Ciao bambino
Gloria!
Vermiglio
Vittoria
AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Campo di battaglia
Dostoevskij
Hey Joe
Vermiglio
L’arte della gioia
Parthenope
COMPOSITORE
Iosonouncane (Berlinguer – La grande ambizione)
Thom Yorke (Confidenza)
Margherita Vicario, Davide Pavanello (Gloria!)
Colapesce (Iddu)
Nicola Piovani (Il treno dei bambini)
CANZONE ORIGINALE
Knife Edge, da Confidenza
Musica, testo e interpretazione di Thom Yorke
Diamanti, da Diamanti
Musica: Giuliano Taviani, Carmelo Travia
Testo: Giorgia
Interpretazione: Giorgia
Atoms, da Familia
Musica e testo: Valerio Vigliar
Interpretazione: Greta Zuccoli
Aria! da Gloria!
Musica e testo: Margherita Vicario, Davide Pavanello, Edwin Roberts, Andrea Bonomo, Gianluigi Fazio
Interpretazione: Margherita Vicario
La malvagità, da Iddu
Musica, testo e interpretazione di Colapesce
SCENOGRAFIA
Berlinguer – La grande ambizione
L’arte della gioia
Le Déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
Parthenope
Vermiglio
COSTUMI
Gloria!
L’arte della gioia
Le Déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
Parthenope
Vermiglio
TRUCCO
Berlinguer – La grande ambizione
L’arte della gioia
Le Déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
Parthenope
Vermiglio
ACCONCIATURA
Berlinguer – La grande ambizione
Gloria!
Le Déluge – Gli ultimi giorni di Maria Antonietta
Parthenope
Vermiglio
MONTAGGIO
Berlinguer – La grande ambizione
Dostoevskij
L’arte della gioia
Parthenope
Vermiglio
SUONO
Berlinguer – La grande ambizione
Campo di battaglia
Vermiglio
Gloria!
Parthenope
EFFETTI VISIVI VFX
Berlinguer – La grande ambizione
L’arte della gioia
Limonov
Napoli – New York
Parthenope
CASTING
Stefania De Santis (Berlinguer – La grande ambizione)
Anna Pennella (Familia)
Massimo Appolloni (Gloria!)
Stefania Rodà, Maurilio Mangano (Vermiglio)
Francesco Vedovati, Anna Maria Sambucco, Massimo Appolloni (L’arte della gioia)
DOCUMENTARIO – PREMIO CECILIA MANGINI
Duse – The Greatest
Il cassetto segreto
L’occhio della gallina
Lirica ucraina
Prima della fine – Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer
FILM INTERNAZIONALE
Conclave
Giurato numero 2
Anora
La zona d’interesse
Perfect Days
CORTOMETRAGGIO
Domenica sera di Matteo Tortone
La confessione di Nicola Sorcinelli
La ragazza di Praga di Andrée Lucini
Majonezë di Giulia Grandinetti
The Eggregores’ Theory di Andrea Gatopoulos
DAVID GIOVANI
Berlinguer – La grande ambizione
Familia
Il ragazzo dai pantaloni rosa
Napoli – New York
Il tempo che ci vuole
DAVID DELLO SPETTATORE
Diamanti
PREMIO DAVID RIVELAZIONI ITALIANE – ITALIAN RISING STARS
A Firenze, presso il Museo Nazionale del Bargello, lo scorso 13 dicembre sono stati annunciati i vincitori della seconda edizione del Premio David Rivelazioni Italiane, il “Davidino” realizzato da Bulgari e nato dalla collaborazione tra l’Accademia del Cinema Italiano e l’Area Cinema di Fondazione Sistema Toscana (sotto l’egida del Ministero della Cultura), assegnato dallo scorso anno alle giovani promesse under 28. Questi i premiati:
Celeste Dalla Porta
Carlotta Gamba
Tecla Insolia
Federico Cesari
Matteo Oscar Giuggioli
Emanuele Palumbo




































