I temi più ricorrenti del cineasta sono il carattere repressivo dell’organizzazione sociale e la violenza come affermazione dell’identità
Michael Haneke è un regista e sceneggiatore cinematografico austriaco, nato a Monaco di Baviera nel 1942. Dopo esperienze registiche televisive, ha esordito al cinema con Il settimo continente (1989), cui hanno fatto seguito Benny’s video (1992) e 71 frammenti di una cronologia del caso (1993). Con Funny games (1997) ha raggiunto notorietà internazionale, mentre Storie (2000) riscuote meno successo. L’opera di Haneke denuncia il carattere intrinsecamente repressivo dell’organizzazione sociale, la cui violenza impedisce l’affermazione dell’identità, come in La pianista (2001, premio della giuria al Festival di Cannes), opera che riflette sul graduale divario tra felicità e benessere. Tra le sue pellicole più recenti Il tempo dei lupi (2003); Niente da nascondere (2005); Funny games (2007), inconsueto remake del suo film del 1997; Il nastro bianco (2009), ambientata nella Germania della vigilia della prima guerra mondiale, che si è aggiudicata la Palma d’Oro alla 62° edizione del Festival di Cannes e, nel 2013, con l’Oscar come miglior film straniero; Happy End (2017). Il ciclo inizia martedì 20 maggio, ore 21.30 e lunedì 26 maggio, ore 17.00, con Tre sentieri per il lago (1976). Elisabeth Matrei, fotografa di successo a Parigi, torna nella città natale di Klagenfurt, in Austria, per passare le vacanze con il padre vedovo. Durante il soggiorno le intermittenze della sua vita precedente, dapprima dolci, si fanno malinconiche e poi, via via, opprimenti. Il film è liberamente tratto dall’omonimo racconto di Ingeborg Bachman. Lemmings 1 – Arcadia (1979) in programma giovedì 22 maggio, ore 21.30 e giovedì 29 maggio, ore 17.00, si svolge nell’ Autunno del 1969. Un gruppo di adolescenti affronta il complesso passaggio alla maturità nell’asfittico ambiente di una cittadina della provincia austriaca. Piccoli e grandi drammi segneranno irrevocabilmente le loro sorti. Primo episodio di una mini-serie dedicata al secondo Novecento austriaco, Lemmings1 è il disincantato romanzo di formazione della generazione nata dalle macerie della guerra. Sabato 24 maggio, ore 21.30 e giovedì 29 maggio, ore 19.00, tocca a Lemmings 2 – Ferite (1979). Sono passati vent’anni. Per i protagonisti di Lemmings1, ora adulti, è il tempo dei difficili bilanci esistenziali, divisi tra mai sopite speranze e il sospetto, sempre più palpabile, di un amaro fallimento. Martedì 27 maggio, ore 21.30 e lunedì 2 giugno, ore 19.00 la rassegna termina con Rebellion (1993). Andreas Pum torna dalla Grande Guerra con una gamba amputata. Orgoglioso di aver servito l’imperatore, cerca un difficile reinserimento nella vita civile. Tratto da un racconto di Joseph Roth, lo scrittore che meglio ha raccontato il tramonto dell’impero Asburgico, Rebellion è una parabola, priva di facili consolazioni, sui destini individuali e collettivi in una società in rapido disfacimento.






































