Tra gli ospiti sarà presente il regista Romolo Guerrieri, uno dei maestri del cinema di genere italiano
La programmazione del cinema Godard nei mesi di giugno e luglio propone nella sezione #LVT la riscoperta di tre film del cineasta danese Lars Von Trier in occasione del loro ritorno in sala in versione restaurata 4K: Dogville (2003) con protagonista Nicole Kidman, Dancer in the Dark (2000), Palma d’oro al Festival di Cannes, con l’intensa interpretazione di Björk e Le onde del destino (1996), Gran Premio della Giuria a Cannes.
Personaggio singolare del panorama cinematografico danese e nordico Lars Trier (senza il von), nato il 30 aprile 1956 a Copenaghen, ha a dodici anni è già protagonista di una serie televisiva per bambini e più tardi frequentando l’università studia cinema girando i suoi primi cortometraggi caratterizzati da uno stile originale. Dal 1979 al 1982 frequenta la prestigiosa Danske Filmskole, dove si diploma con il saggio intitolato Immagini della liberazione del 1982 che racconta, dalla parte dei perdenti, cosa accade nel maggio 1945 quando la Danimarca è liberata dal nazismo. Giacca di pelle, capelli cortissimi, sguardo assorto, il regista prima dei trent’anni è già considerato un cineasta di culto tra le giovani generazioni di spettatori, provocatorio e fuori dagli schemi, autore anche di video musicali, di spot pubblicitari e fondatore con Thomas Vinkerberg del movimento Dogma 95. Questa nuova corrente artistica rappresenta un modo di concepire e di fare cinema con precise regole di regia ben lontane dal linguaggio cinematografico tradizionale. Nel ’94 Lars è l’autore della mini serie televisiva The Kingdom – Il regno, un lavoro a metà tra l’horror e la commedia, che gli procura un’enorme popolarità. Due anni dopo il successo si ripete con Le onde del destino, Gran Premio al Festival di Cannes 1996, storia tragica di due sposi scozzesi. Nel 1998 con Idioti incentrato su di un gruppo di giovani di periferia che si fanno passare per tonti nel tentativo di sovvertire le regole della “normalità” prende il via il movimento Dogma 95 e il cineasta inizia a fare incetta di premi nei festival internazionali. Nel 2000 gira Dancer in the Dark, vicenda drammatica di una ragazza madre cecoslovacca immigrata negli Usa che sta perdendo la vista come suo figlio a causa di una malattia e nel 2003 firma Dogville, film minimalista e sperimentale che avrebbe dovuto far parte di una trilogia. Nel 2005 arriva il fortunatissimo Il grande capo, esilarante vicenda del proprietario di una società informatica deciso a vendere la sua azienda imputando l’impopolare decisione a un finto presidente interpretato da un attore fallito. Segue lo stesso anno Manderlay ambientato nell’America del 1933 tra ingiustizia e schiavismo, mentre nel 2009 tocca ad Antichrist, storia di una coppia decisa a reagire alla perdita dolorosa del proprio figlioletto. Nel 2011 esce il molto discusso Melancholia, la crisi di due sorelle molto diverse tra loro durante e dopo il matrimonio della più giovane, alle porte di un’apocalisse inevitabile. Il regista danese non cessa ancora di stupire i suoi fans con Nymphomaniac volume 1 e Nymphomaniac volume 2, entrambi del 2014, percorso filmico in quattro capitoli ciascuno, sulla vita di Joe, una donna fortemente segnata da ipererotismo.
Il programma propone anche la maratona dedicata a Cremaster (1994-2002), l’emblematica opera in cinque capitoli dell’artista visivo Matthew Barney. La sezione è completata da Il lamento sul sentiero (1955) di Satyajit Ray, Il cielo sopra Berlino (1987) di Wim Wenders e I dieci comandamenti (1956) di Cecil B. DeMille.
Ancora #Supernova, il focus sui talenti emergenti, ospita sabato 14 giugno la regista Kurdwin Ayub per l’anteprima di Mond, film vincitore del Premio Speciale della Giuria al Festival di Locarno 2024. La proiezione è seguita da una conversazione tra la regista e Daniela Persico.
#Flashback ripercorre dal 4 al 13 luglio, prima della chiusura estiva alcuni dei titoli più apprezzati dal pubblico: A Complete Unknown (2024) di James Mangold, Becoming Led Zeppelin(2021) di Bernard MacMahon, Blade Runner – Final Cut (1982 – 2007) di Ridley Scott, Conclave (2024) di Edward Berger, Flow – Un mondo da salvare (2024) di Gints Zilbalodis, Gloria! (2024) di Margherita Vicario, Here (2024) di Robert Zemeckis, In the Mood for Love (2000) di Wong Kar-wai, Interstellar (2014) di Christopher Nolan, Io sono ancora qui (2024) di Walter Salles, La stanza accanto (2024) di Pedro Almodóvar, Maria (2024) di Pablo Larraín, No Other Land (2024) di Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham, Rachel Szor, Profondo rosso (1975) di Dario Argento, Queer (2024) di Luca Guadagnino, The Brutalist (2024) di Brady Corbet e Vermiglio (2024) di Maura Delpero.
Poi tocca a #Queerelle che come sempre indaga il cinema queer contemporaneo con la complicità del Mix Festival di Milano. Terzo lungometraggio di David Charles Rodrigues, S/he is Still her/e (2024), in programma domenica 22 giugno, ritrae l’ultimo anno di vita di Genesis P-Orridge, leader della band pop-rock Psychic TV.
Infine per #Nocturna nel mese di giugno protagonista sarà l’immaginario di Romolo Guerrieri, uno dei maestri del cinema di genere italiano. Sabato 21 giugno la doppia proiezione di Un detective (1969) e Liberi armati e pericolosi(1976) è preceduta da una conversazione tra il regista e Manlio Gomarasca.







































