Aragoste a Manhattan
di Alonso Ruizpalacios
con Raúl Briones, Rooney Mara, James Waterston, Oded Fehr, John Pyper Ferguson
C’è un ristorante sulla 49ma strada a Manhattan (The Grill) dove approda una ragazza messicana (Estela) che non sa l’inglese, mandata dal paese in cerca di un aiuto dal cuoco messicano Pepe (Briones), anche lui illegale, l’entusiasta che aiuta tutti, passionale, innamorato dell’enigmatica Julia (Mara), in lite continua con un collega, sorvegliato speciale dal maitre e lusingato dal padrone untuoso. La cucina del ristorante è la cucina dell’inferno: per i ritmi, per i rapporti sociali, gli scherzi triviali, i rapporti di classe, lo sfruttamento e le illusioni: la Cocina (è il titolo originale) è dove convergono tutte le etnie, le disperazioni, i sogni e anche le storie degli eterni stranieri, gli immigrati, inferno in bianco e nero che ogni tanto sembra inondarsi per pulirsi strada facendo. Le aragoste del titolo italiano vengono da un episodio di gentilezza tra diseredati ovviamente poco amato dalla direzione e dalla proprietà, che porterà allo scoppio di un’anima: l’ingorgo di tutte le frustrazioni a un certo punto deve esplodere: la cocina passa così da luogo di cottura a laboratorio della rivolta ma anche a territorio di soluzioni fantastiche: attenti a come si ripresenta il raggio verde che rapì il napolteano monco (è una storia tra le storie della storia…) La Cocina viene dalla pièce The Kitchen di Arnold Wesker e Ruizpalacios è un collezionista di premi






































