
Milano, 10 giugno 2025. Dopo la data zero a Campovolo di sabato 7 giugno, i Pinguini Tattici Nucleari approdano in concerto a San Siro per il primo dei due live, completamente sold out, che li vede protagonisti nel capoluogo lombardo con il tour che porta il nome del loro ultimo album, Hello World. Gremito e in festa, lo stadio ospita un pubblico che è più trasversale e variegato che mai: coppie giovani e meno giovani, gruppi di ragazzine, mamme e papà con i loro bambini. Il messaggio è chiaro: i Pinguini, con le loro espressioni solari e le loro canzoni semplici, immediate e che, anche solo in un’occasione, sembrano parlare di ciascuno di noi, piacciono proprio a tutti.
Uno spettacolo nello spettacolo
Semplicità, certo, ma anche tanta strategia dietro alla messa in scena di questo tour. Si parte subito con il botto – in tutti i sensi – con l’intro di Hello World, title track dell’album, su cui improvvisamente 18 cannoni da stadio sparano simultaneamente un tripudio di coriandoli coloratissimi. Una prima emozione per i “romantici” spettatori di San Siro, come li chiama il frontman Riccardo Zanotti al momento di salutarli: la sua dedica, seguita dall’esecuzione di Romantico ma Muori, è soprattutto per coloro che sono venuti da lontano per riuscire ad assistere al live.
Ma le sorprese sono appena iniziate. Subito prima di Hold On, la band racconta di voler introdurre un particolare rito durante ogni concerto: scegliere una persona tra il pubblico e farle tatuare sul palco una frase di una loro canzone. Mentre il prescelto segue il tatuatore, le torce dei cellulari illuminano lo stadio durante l’esecuzione del brano.
Nel frattempo, gli schermi diventano i protagonisti, assieme alla band, dell’intero spettacolo, portando sul palco un mondo parallelo in formato videogame, dove un personaggio con le fattezze di Zanotti – vestito esattamente come lui sul palco – si muove attraverso un viaggio virtuale a più livelli, imbattendosi di volta in volta negli altri componenti del gruppo. Questo mondo di pixel, colorato e geometrico, si espande anche fuori dallo schermo, con gli stessi motivi che contraddistinguono anche la struttura del palco e gli strumenti musicali dei Pinguini.
Occhi, sì, ma anche le orecchie vogliono la loro parte: i ragazzi del gruppo sono pieni di energia e convincono con la loro musica e il costante dialogo con il loro pubblico, anche se durante i primi brani la voce di Riccardo sembra essere leggermente sovrastata dall’audio degli strumenti (problema poi rientrato gradualmente durante il proseguimento dello show).

La narrazione del mandala
Ma gli schermi con il videogame non sono i soli ad accompagnare i Pinguini Tattici Nucleari in questo viaggio. C’è anche un narratore speciale, una voce fuori campo proveniente da un mandala circolare, sospeso al centro del palco e decorato anch’esso con motivi di pixel colorati, che si illuminano a ritmo di musica. La voce, che ricorda quella degli assistenti vocali che tanto si stanno facendo strada nella nostra vita quotidiana, fa il suo esordio subito dopo l’esecuzione di Alieni e prima di Bergamo, canzone in cui si parla del significato di avere una casa in cui tornare – e qui il gruppo lancia un messaggio di pace proiettando sugli schermi, per qualche istante, la bandiera della Palestina.
Il mandala continua ad intervenire nel corso dello show, introducendo i brani in scaletta e facendo riflessioni sul rapporto tra vita e tecnologia; sul suo essere senza anima ma desideroso, in realtà, di provare emozioni, positive o negative che siano (Lake Washigton Boulevard); sulla nostalgia e sull’inesorabilità del tempo che scorre (Dentista Croazia).

Un concerto di emozioni
Gli effetti scenici e visivi, quindi, non sono finalizzati solo a sorprendere, ma anche ad emozionare. Come la fisarmonica che si libra in alto, senza alcun supporto visibile, prima dell’esecuzione di Piccola Volpe, per poi tornare nelle affidabili mani di Elio Biffi. O come la scelta del gruppo di non voler tornare sul palco per l’encore tradizionalmente dedicato alle canzoni più amate, ma di concludere la serata con un brano intimo come Titoli di Coda, in un’atmosfera suggestiva che ricorda quella di un falò attorno al quale trascorrere un momento di condivisione.
Tuttavia, ci sono emozioni che non hanno bisogno di effetti speciali e scenografie: come quelle che accompagnano Migliore, il toccante brano dedicato a Giulia Tramontano e al figlioletto Thiago. La canzone è preceduta da un breve video in cui Chiara Tramontano, la sorella di Giulia, definisce questo omaggio della band “non un ricordo, ma un passaggio verso un mondo migliore”. Un momento di grande commozione, seguito da un lunghissimo applauso che la band raccoglie specificando che “non è per noi”.
La scaletta:
- Hello World
- Giovani Wannabe
- Ringo Starr
- Romantico Ma Muori
- Hold On
- Ricordi
- La Storia Infinita
- Amaro
- Bottiglie Vuote
- Alieni
- Bergamo
- Scrivile Scemo
- Antartide
- Coca Zero
- Lake Washington Blvd
- Piccola Volpe
- Islanda
- Medley Dj Set
- Dentista Croazia
- Verdura
- La Banalità Del Mare
- Giulia
- Ridere
- Migliore
- Rubami La Notte
- Pastello Bianco
- Titoli di Coda






































