28 anni dopo

Terzo film sul contagio rabbioso secondo Boyle e Garland

0

28 anni dopo
di Danny Boyle
con Jodie Comer, Aaron Taylor-Johnson, Ralph Fiennes

28 anni prima erano scappate delle cavie, si era diffuso un virus, gli inglesi si erano trasformati in zombi schizzati velocissimi e molto contagiosi. 28 settimane dopo c’era stato un sequel, 28 anni dopo il Regno Unito è isolato in Europa e le altre nazioni fanno la guardia sul mare per evitare il contagio. Tutta la Gran Bretagna è in isolamento. Ma sull’isola di Lindisfarne una comunità resiste in nome del passato prossimo (la regina Elisabetta, Churchill, l’Enrico V di Laurence Olivier) e l’aria di guerra è condensata in una poesia di Kipling (Boots) registrata nel 1915 dall’attore Taylor Holmes, basata sul suono ritmico delle parole che indicano oggetti che a partire dagli stivali scandiscono per un soldato la differenza tra vita e morte (il refrain è There’s no Discharge in the War, non c’è congedo nella guerra…). Un crescendo splendido ma angoscioso. È un mondo neo tribale dove non esiste il cellulare e le donne non hanno le labbra gonfiate col botox e dove un uomo porta un ragazzo attraverso una lingua di terra scoperta dalla marea per insegnargli a uccidere con arco e frecce i contagiati e passare le prove di un rito di iniziazione all’età adulta. Il messaggio neanche troppo criptico è che la Brexit ha messo in isolamento una nazione. Ma il film si può vedere -divertendosi- come una Quest, una ricerca del Graal (un simbolo, un medicamento, in questo caso un dottore ormai leggendario -e chissà se è ancora vivo…) con la stessa carognaggine di Trainspotting. Dire cosa vedrete sarebbe una cattiveria, sappiate solo che il regista Boyle e lo sceneggiatore Garland hanno ripreso i loro zombi all’inglese (sempre più indemoniati nelle immagini ruvide e nel montaggio furibondo) che tutto sommato ricordano letali curve calcistiche e guerrieri dipinti di blu (ma qui prevale il rosso). E sarà un’altra saga. In prevalenza girata e coordinata (ma non solo) con molti iPhone.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome