F1. Il film

Il nuovo pilota del circus è Brad Pitt. Un po' cowboy

0

F1. il film
di Joseph Kosinski
con Brad Pitt, Javier Bardem, Kerry Condon, Damon Idris

Non è Rush (storico), non è Grand Prix (melò) e non è neppure Driven (pop, Stallone…. ). Ma è meno statico della Formula 1 da tv. Cos’è? In F1 Brad Pitt è Sonny Hayes, ruspante e malinconico cowboy delle piste, come nei film sui rodei eroe individualista con un terribile incidente alle spalle (ai tempi di Senna) e un futuro bruciato. Corre in varie categorie del motorsport, ha un’età veneranda eppure un amico ex pilota ora a capo di una scuderia (Bardem con il nome più che da sognatore di Cervantes…) lo richiama in Formula 1 per risollevare la squadra in rovina, la APXGP: Pitt arriva e (fantascienza…) si infila in una monoposto fatta sulle misure di un altro, la sfascia ma sente i difetti più di un ingegnere al computer. Niente noiose spiegazioni su telemetrie e tecnologie, puro istinto, la Formula 1 come il cinema secondo Hitchcock (la vita senza le parti noiose e le corse senza le qualifiche), un filo di spavalderia  e  (come sottolinea il  trailer) Pitt è tanto bell’uomo che piace anche alla mamma del suo compagno di squadra (Idris: nero, come Hamilton: e il film è stato prodotto tra gli altri da Hamilton quando era  ancora in Mercedes. Tutto nel film porta alla Mercedes). Il giovane Idris è  un  pavone. Ricordate quando Rocky (eroe sano) tirava tronchi come un cavallo per allenarsi mentre Ivan Drago (eroe costruito dal partito) si allenava sulle macchine con l’elettronica? Ecco, la retorica della natura contro la tecnologia. Pitt si allena con  palle da tennis (come Steve McQueen nella Grande fuga tirava la palla da baseball contro il muro) mentre il suo compagno di squadra usa una macchina per testare i tempi di reazione. Pitt fa joggin sulla pista mentre il suo compagno si addestra al simulatore, Pitt lancia le carte da poker per centrare un cestino ed è un’ovvia metafora del tentare il destino. La Formula 1 di F 1, film girato a frammenti di 10 minuti negli spazi ricavati prima e dopo  le vere gare sui veri circuiti (con comparse come Verstappen, Hamilton, Toto Wolff e Christian Horner, Russell, Leclerc, Gasly, Sainz, Piastri, Norris, Alonso , Tsunoda, Frederic Vasseur, e l’ex Red Bull messicano Perez) rappresenta strategie molto americane  (creare interruzioni, farsi tagliare l’aria, dare risposte istintive alla faccia dei sensori), un po’ distanti dai noiosi dibattiti sui cambi di gomme che rendono la vera Formula 1 frizzante come gli scacchi tra due computer in stallo. È il cinema: siamo tra la fantascienza e il western con il regista e la troupe di Top Gun. Maverick con alcune curiose allusioni alle denunce tecniche tra squadre (avvenute) e ai giochi finanziari degli sponsor. Ma Pitt incarna il personaggio “perdente per scelta etica” che nei vecchi western si allontanava nel tramonto verso nuove avventure dopo aver almeno una volta fatto l’amore con la bella (che qui è Kerry Condon, sofisticatissimo direttore tecnico che scova in tre corse soluzioni come quelle che hanno reso la McLaren la nuova regina del circus). Comunque in questo film si vede almeno una Ferrari sul podio. Monito per la vera Ferrari: forse per tornare a vincere il direttore tecnico dovrebbe fare sesso con Brad Pitt… Meglio vederlo su schermi giganti.

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome