Il Concertozzo 2025 di Elio e le Storie Tese è un sogno per 10.000

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elio concertozzo 2025
foto: Alessio Marini

Ai concerti di Elio e le Storie Tese ci vuole un attimo per far sì che una qualsiasi cosa detta sul palco tra un brano e l’altro diventi virale fino ad essere il leitmotiv di tutto il concerto, figuriamoci ad un Concertozzo con 10.000 presenti, come quello di quest’edizione 2025 a Bassano del Grappa.

E allora un semplice sondaggio promosso da Elio con tre opzioni (è un sogno, è la realtà, non sa/non dice), diventa il tormentone della serata, con diecimila mani che si alzano ogni volta che Elio pronuncia la parola “sogno”.

Per certi punti di vista effettivamente lo è, soprattutto per la parte logistica: affidare tutta la parte food and beverage ad associazioni che danno lavoro a ragazzi autistici è una cosa mai vista per un concerto. Per questo il Concertozzo, in sede di presentazione, è stato definito la Woodstock dell’inclusione.
Il Concertozzo di Bassano è organizzato in collaborazione con DuePunti Eventi, con il patrocinio della Città di Bassano del Grappa.

Il concertozzino

Ma il concerto degli Elio e le Storie Tese è stato solo il culmine di una giornata di musica. Infatti dalle 17 fino alle 20:40 è andato in scena il Concertozzino, presentato dal Trio Medusa insieme a Mangoni, e che ha visto alternarsi Ladri di Carrozzelle, Pax Side of the Moon, Pepp1, Viadellironia, Elton Novara, Planet Butter, Vanarin e Francamente.

E la risposta del pubblico è stata decisamente positiva: dalle prime ore del pomeriggio il parco è già affollato da migliaia di persone che non vogliono perdersi oltre tre ore e mezza di ottima musica, suonata da ragazzi che incredibilmente, come ci tengono a sottolineare i presentatori, suonano strumenti veri e non usano l’autotune.

Il concertozzo

Ed ecco gli Elio e le Storie Tese, presentati uno ad uno da Geppi Cucciari, madrinozza del concertozzo: oltre ad Elio troviamo Christian Meyer alla batteria insieme ai suoi due badanti Paolo Rubboli e Riccardo MarcheseFaso al basso, Cesareo alla chitarra, Vittorio Cosma e Jantoman alle tastiere, Paola Folli alla voce.
Immancabile ed insostituibile, come al solito, Mangoni, architetto e artista a sé, che interpreta vari personaggi: da Supergiovane al vitello dai piedi di balsa, passando per il ballerino di burlesque e nientemeno che Zeus. Come detto da Elio, ormai Mangoni è pronto per il grande salto, che si tratti di Sanremo o di Ballando con le stelle. Non vediamo l’ora di goderci le sue performances sulle reti Rai nel 2026.

La prima parte è una carrellata di grandi classici, da John Holmes a Cassonetto differenziato per il frutto del peccato, seguite da Servi della gleba e T.V.U.M.D.B., con un’eccezionale Paola Folli nella parte che fu di Giorgia.

Il primo ospite: Lillo

Primo dei tre ospiti a salire sul palco, arriva Lillo accolto dal boato del pubblico. Decisamente a sorpesa esegue Una pagnotta e un sogno in tasca, una delle canzoni scritte per Latte e i suoi derivati, storico gruppo che ha fondato nei primi ’90 insieme a Greg.
A seguire arriva una performance che aveva già portato in scena a Lol, ovvero quella dell’urlatore di mambo.

A riportare il Concertozzo sui binari canonici ci pensa Carmelo, o Vittorio Cosma che dir si voglia, inneggiando ad “un simbolo che può portarci verso la pace” sulle note di The Final Countdown degli Europe. Chi conosce i gusti di Carmelo ha capito benissimo di quale simbolo si tratta.

Ancora grandi successi, per una scaletta che sa di greatest hits, con Il vitello dai piedi di balsa, (compreso di “ascolto forzato” di Cuoricini dei Coma_Cose, con tanto di coreografia di Mangoni e Cosma), Essere donna oggi, Born to be Abramo e La terra dei cachi.

Arriva Ruggero de I Timidi

È il momento del secondo ospite della serata, Ruggero de I Timidi. Anche lui acclamato a gran voce dal pubblico, che canta in coro due sue canzoni: prima l’ormai evergreen Timidamente io, e a seguire Vibratore.
Ma non finisce qui, perchè Ruggero viene nominato da Elio vincitore del concertozzo, riceve in premio un pene d’ebano (dedicando la vittoria ai suoceri) e insieme intonano Uomini col borsello, curiosamente scambiandosi le parti: Ruggero, infatti, canta la parte di Elio, e quest’ultimo quella che sul disco era interpretata da Riccardo Fogli.

Dopo due ore di concerto e l’ormai classica Parco Sempione arrivano le prime sorprese della serata: Cameroon, Psichedelia (con Cesareo a cantare la parte che fu di Lucio Dalla) e Ignudi fra i nudisti. Per chi non la conoscesse, la storia di quest’ultima canzone merita un piccolo approfondimento per far comprendere la genialità di questo gruppo.
Le note iniziali di piano della canzone sono quelle del ritornello di Rewind di Vasco Rossi. Questo ci suggerisce… di ascoltare la canzone al contrario. E, una volta fatto (per semplificare il processo potete trovarla qui) vi accorgere che Ignudi fra i nudisti non è altro che Suspicious Minds di Elvis Presley “ribaltata”. Una follia totale che può mettere in pratica solo un gruppo di geni.

L’ultimo ospite gioca in casa: Francesca Michielin

Per arrivare al concertozzo lei ha dovuto solamente scendere le scale che dal centro città portano al Parco Ragazzi del ’99: stiamo parlando di Francesca Michielin, bassanese, che ha voluto essere presente a tutti i costi nonostante una forma fisica non al meglio. Elio la introduce come “una cantante che canta senza autotune e addirittura suona degli strumenti”.

Se la sua Nessun grado di separazione, onestamente, c’entrava abbastanza poco con lo spirito del concertozzo, nei due brani successivi dimostra di essere una grande fan del complessino, scatenandosi sulle note di Mio cuggino e prendendo in prestito il ruolo che fu di Irene Grandi in Heavy samba.

Non poteva mancare, ovviamente, il protettore dei giovani, che per questa grande occasione ha portato un collega: insieme a Supergiovane arriva quindi Posaman, per celebrare prima dei saluti un rito collettivo in difesa dei giovani (e tra il pubblico ce n’erano davvero tanti) contro il regno dei matusa.

Il gran finale

Ovviamente non può finire così, e allora gli Elio e le Storie Tese tornano sul palco per dedicare una canzone “alla piccola e media impresa”, ovvero La ditta, a cui fa seguito un vero e proprio show off di bravura. Pagàno, infatti, oltre ad avere un testo geniale sull’adorazione degli dèi pagani, è una vera e proprio esibizione di bravura, coi suoi tempi dispari. Un 5/4 + 5/4 + 3/4 impossibile per molti ma non per gli Elii, che lo suonano con una naturalezza impressionate, come fosse un 4/4 qualsiasi di un brano pop sanremese.

Stavolta sì, siamo arrivati alla fine, ed è ovviamente Tapparella, e quel “forza panino” urlato all’infinito dagli oltre 10.000 presenti a portarci verso i saluti, dopo quasi tre ore di musica.

Salendo sul palco con tanto di fascia tricolore, Elio ha detto che il Concertozzo ormai è istutizionalizzato, e che quindi ci sarà un’altra edizione nel 2026.
Non ci resta che aspettare di conoscere il luogo e la data, nel frattempo continuiamo a cullarci nel sogno vissuto ieri sera (o era la realtà?).

La scaletta del Concertozzo 2025 di Elio e le Storie Tese

1. John Holmes (una vita per il cinema)
2. Cassonetto differenziato per il frutto del peccato
3. Servi della gleba
4. T.V.U.M.D.B.
5. Una pagnotta e un sogno in tasca (cover Latte e i suoi derivati – con Lillo)
6. L’urlatore di Mambo (Lillo)
7. The Final Countdown
8. Il vitello dai piedi di balsa
9. Essere donna oggi
10. Born to be Abramo
11. La terra dei cachi
12. Lo stato A, lo stato B
13. Timidamente io (cover Ruggero de I Timidi)
14. Vibratore (cover Ruggero de I Timidi)
15. Uomini col borsello (ragazza che limoni sola) (con Ruggero de I Timidi)
16. Parco Sempione
17. Cameroon
18. Psichedelia
19. Ignudi fra i nudisti
20. Nessun grado di separazione (cover Francesca Michielin)
21. Mio cuggino (con Francesca Michielin)
22. Heavy samba (con Francesca Michielin)
23. Supergiovane

24. La ditta
25. Pagàno

26. Tapparella

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