È iperattivo il DJ e produttore, chitarrista e compositore neozelandese, ma con base operativa a Melbourne. Lance Ferguson ha appena pubblicato il nuovo, secondo album della formazione The Ferguson Rogers Process, intitolato Style And Or Substance, e insieme si prepara festeggiare alla grande il 25nnale della formidabile band soul-funk The Bamboos, di cui è lo storico leader, supportato dall’antologia The Bamboos Best. Cresciuto in una famiglia di musicisti – suo nonno, il chitarrista hawaiano Bill Wolfgramm, è stato il primo del suo Paese a registrare un intero LP nel 1956 – ha presentato i suoi brani appaiono in oltre 200 compilation, tanto che vanta oltre 900 milioni di stream su Spotify. Ha suonato, tra gli altri, con Alice Russell, Roy Ayers, Durand Jones, Quantic, e manda avanti i progetti Menagerie, Machines Always Win, Lanu e Rare Groove Spectrum.

Eppure quello di L’océan de toi rappresenta per lui, incredibile dictu, un vero e proprio debutto. Si tratta infatti della prima colonna sonora di un film affidata totalmente alla sua penna. Un’operazione che ha i tratti del thriller, infatti la pellicola originale risale al 1981 e non ha mai visto la luce delle sale per i contrasti tra il saturnino regista francese Leroi Alarie, al suo debutto, e i tirchi produttori, che gli imposero scelte mai accettate sia in fase di ripresa (gli attori sono tutti sconosciuti presi dalla strada e mai più finiti davanti a una cinepresa; la gran parte del film si svolge in esterno sulle spiagge dell’isola di Santa Margherita, davanti a Cannes, famosa per esser stata la prigione del leggendario Uomo dalla Maschera di Ferro) che di montaggio (numerosi i tagli richiesti) che di post-produzione, con la scelta di un soundtrack posticcio e inadatto, fatto di brani recuperati dalle librerie sonore a basso costo dell’epoca.

Il risultato fu che Alarie si prese la “pizza” (come veniva chiamata in gergo la scatola di alluminio contenente l’intera pellicola a 35 millimetri) definitiva e si rifiutò di consegnarla, incorrendo in varie ripercussioni legali che si sono sciolte solo recentemente, quando, rimontato e restaurato tutto il film, le parti si sono accordate per una nuova distribuzione nei canali digitali. Tra le “correzioni” più importanti, oltre al ritorno del director’s cut di 107 minuti, c’è proprio il nuovo commento sonoro, chiesto direttamente da Alarie al funambolico musicista dell’Oceania con una scelta veramente “avanti” per un 69nne, che probabilmente allora avrebbe scelto le musiche di Francis Lai, il compositore prediletto da Claude Lelouch, premio Oscar per la colonna di Love Story.

L’océan de toi è incentrato sulla storia d’amore estiva tra i protagonisti Alina e Laurent in una fittizia località turistica, che si tinge di nero e di dramma quando lui improvvisamente scompare. Ed è narrato con lunghe sequenze oniriche impressionistiche e inquadrature panoramiche tipiche del periodo, tanto che è stato a lungo oggetto di speculazioni tra i cinefili francesi cui i ricordi del cast e della troupe suggerivano si trattasse di un capolavoro. Staremo a vedere quando passerà su uno dei vari network.

Per ora ci gustiamo la colonna sonora di Ferguson, edita dall’etichetta Pacific Theatre, che è una collezione di languidi brani (principalmente) strumentali funk e lounge-exotica che evocano l’atmosfera vaporosa e baciata dal sole del film. Si passa, sempre con eleganza e in un clima sonoro molto relaxing, dal puro pop swingante e arioso dell’iniziale title track con una languida chiusa alla balearica Dream Diary, il cui cielo è appena increspato da cirri sbarazzini. Prisms batte l’ora dell’aperitivo sul mare piatto, grazie al piano elettrico dell’altro Bamboo Daniel Mougerman, un Wurlitzer d’epoca che segna un po’ tutto il lavoro, cui partecipano anche i batteristi della band Daniel Farrugia, titolare dal 2004 al 2011, John Castle, collaboratore in vari tour e tecnico del suono, e Graeme Pogson, membro effettivo dal 2011 (questi ultimi in un brano ciascuno).

Il grande suono corale e il funk sognante di Green Eyes rendono giustizia all’estetica dell’epoca e mettono in evidenza la finezza del gioco chitarristico di Ferguson. Rue De La Paix è un sensuale messaggio di universale sogno interiore, in cui la “modernità” del taglio fergusoniano apre a nuove prospettive il suono delle colonne sonore anni 80, mentre The Ocean Of You non è la versione cantata in inglese dalla brava Rita Satch del brano iniziale, bensì sviluppa un incedere pop sognante a tutto tondo. Moonface e Swimming Pool sono autentici gioiellini lounge-exotica, colorati di un mix suggestivo di soft jazz, balearic funk e tropical. La languida Dream Diary ci accompagna con ritmi di chitarra wah wah ondeggianti e accordi caldi. Infine Vanishing Act, che si vuole sottolinei una parte fondamentale della narrazione filmica, è un grande strumentale soul/funk quasi in stile Marvin Gaye, con tanto di archi campionati.

Ora che il nostro ascolto è terminato non possiamo non dirvi che abbiamo solo finto di credere che tutto il discorso sul film perduto e ritrovato, sulla richiesta del regista quasi settantenne e sul soundtrack inedito (persino la copertina del cd, che dovrebbe raffigurare la locandina del film, è un’opera di oggi del writer australiano Kano aka Reakt) corrispondesse al vero. In realtà si tratta semplicemente di un’iniziativa promozionale per lanciare un album che ha un appeal cinematografico evidente e coinvolgente, un’idea di buon gusto e consona al prodotto, che ha messo in scacco i recensori creduloni del pianeta – leggi del web – che, praticamente tutti, hanno abboccato all’amo lanciato dalle veline per la stampa.

Raffaello Carabini
Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome