Sempre in tour, i Nomadi hanno fatto ieri sera tappa a Santa Margherita Ligure. Il concerto era in origine in programma lo scorso 6 luglio, ma era stato rimandato per via del maltempo. Poco male, nel cuore dell’estate la cittadina del Tigullio ha risposto comunque alla grande di fronte alla band che, come poche altre, ha scritto la storia della musica italiana.
Con 62 anni di carriera alle spalle, i Nomadi non hanno intenzione alcuna di appendere gli strumenti al chiodo. Il 19 settembre pubblicheranno un nuovo disco dal vivo, registrato al Teatro Del Verme di Milano, e per tutta l’estate li si potrà vedere suonare su e giù per l’Italia. Questa sera ad esempio saranno a Vigevano e domani a Rosolina Mare (trovate tutte le date sul sito della band).
Anche a Santa Margherita Ligure i Nomadi hanno dimostrato di essere una band super affiatata, nella quale ognuno riveste un ruolo insostituibile. Domenico Inguaggiato suona la batteria, Cico Falzone suona la chitarra e intrattiene e Massimo Vecchi suona il basso e canta. Poi c’è Yuri Cilloni, che dal 2017 è il cantante e che si presenta sul palco con la maglietta di Augusto Daolio, giusto a ricordare che la storia non è passato, ma presente. Sergio Reggioli fa di tutto: suona la chitarra, il violino, le percussioni, fa i cori e canta pure una canzone (Mediterraneo) da voce principale. Ed infine c’è Beppe Carletti, che suona le tastiere, all’occorrenza la fisarmonica, e con la sola presenza e il sorriso bonario ricorda a tutti cosa voglia dire essere Nomadi.
Il concerto
Quando si hanno alle spalle più di sei decenni di musica, fare una scaletta che accontenti tutti non è facile. Va detto che i Nomadi pescano un po’ da tutta la loro produzione, accontentano il pubblico occasionale con i grandi classici e i fan storici con qualche chicca e alla fine nessuno resta deluso. L’affiatamento della band e la bravura dei musicisti danno spesso nuovi colori a canzoni magari di un tempo lontano. I Nomadi spaziano tra i generi: il live ne guadagna in intensità e il pubblico in divertimento.
Dopo qualche nota di Imagine, è Dove si va, canzone seconda classificata al Festival di Sanremo del 2006, ad aprire le danze. Presto arrivano i primi classici come Noi non ci saremo, Gli aironi neri e Ma che film la vita ad infiammare il pubblico. I ragazzi del ponte appartiene invece alla produzione più recente, è del 2023, ma serve alla band per rivolgere un saluto a Giorgio Faletti, autore del testo.
Alla fine de La canzone del bambino nel vento (Auschwitz) spunta la bandiera della pace e la successiva Il vecchio e il bambino è letteralmente da brividi, proposta in una versione rarefatta per voce, chitarra e violino. I Nomadi non negano al pubblico nemmeno un accenno di Bella ciao, nel mezzo de Il paese delle favole, mentre Un giorno insieme dà l’occasione a Yuri Cilloni di farsi una passeggiata tra il pubblico e stringere le mani agli spettatori.
Il premio
Il gran finale è quindi riservato a un terzetto di pezzi immancabili: Canzone per un’amica (suonata in ricordo di Dante Pergreffi), Dio è morto e Io vagabondo. Per quest’ultima canzone la band si arricchisce di un ulteriore elemento: il sindaco Guglielmo Caversazio, salito sul palco poco prima per consegnare a Beppe Carletti la targa della menzione speciale del Premio Bindi ed invitato dal gruppo a unirsi ai cori. Cose che accadono solo ai concerti dei Nomadi.
La scaletta
1) Dove si va
2) Contro
3) Noi non ci saremo
4) Cartoline da qui
5) Tutto a posto
6) Gli aironi neri
7) La mia terra
8) Ma che film la vita
9) I ragazzi del ponte
10) Jenny
11) La canzone del bambino nel vento (Auschwitz)
12) Il vecchio e il bambino
13) Suoni
14) Ricordarti
15) Utopia
16) Mercanti e servi
17) Io ci credo ancora
18) La settima onda
19) Il paese delle favole / Bella ciao
20) La libertà di volare
21) Mediterraneo
22) Io voglio vivere
23) Un giorno insieme
24) Canzone per un’amica
25) Dio è morto (se Dio muore, è per tre giorni poi risorge)
26) Io vagabondo (che non sono altro)
27) Tedeum







































