Il prestigioso Premio De André continua la sua marcia verso le finali di Roma, che si svolgeranno il 13 e 14 settembre, dopo le semifinali di Isernia in programma dal 3 al 5 settembre. La grande novità di quest’anno è che a queste ultime, oltre ai nomi selezionati dalla direttrice artistica Luisa Melis, si aggiungeranno i cantanti scelti durante il tour E ti piace lasciarti ascoltare, che fa tappa in numerosi regioni italiane.
Dopo i primi appuntamenti in Calabria, nel Lazio e in Toscana, è ora la volta di Termoli (in Molise, domenica 20 luglio) e di Caramanico Terme (in Abruzzo, martedì 22 luglio).
A valutare le esibizioni a Termoli, in Piazza Monumento, sarà una commissione d’eccezione composta da Luisa Melis, direttrice artistica del Premio, Massimo Poggini, giornalista e scrittore, il cantautore Pino Marino, la manager Teresa Mariano, l’operatore culturale Luca De Martino e Giandomenico Sale, regista e direttore artistico di Frentania Teatri, con la partecipazione speciale di Teresa De Sio, che proporrà anche un set cantato.

Sul palco di Termoli si esibiranno: Massimiliano Potena, Stefano Di Nucci Trio, Duedi Mé, il progetto musicale di Cristiana Antoniani, André Nonché Trio, Fabula Trio guidato dalla voce di Fabiola Valerio, Rocco Cannarsa, Daria Tanno e la Lomacchina Band.
L’evento si propone come un’occasione per riscoprire la musica come veicolo di comunità e identità culturale, accendendo i riflettori su artisti che meritano ascolto e sostegno.

La precedente tappa del tour, quella di Marina di Carrara, in Toscana, si è svolta in contemporanea con il Festival delle Alpi Apuane, un appuntamento molto consolidato organizzato da Alessandro di Dio Masa: lo ha vinto il cantautore Dario Comparini (foto sopra), al secondo posto si è piazzata Flavia Guidi (foto sotto).

Invece la selezione per il Premio De André è stata vinta dalla cantautrice lucchese Cinus (foto in chiusura) con il suo brano intitolato Cagliostro. «Non sono brava a parlare, preferisco farlo cantando», ha dichiarato Cinus dopo la vittoria. «Cagliostro è un pezzo che racconta una fuga e una rinascita: ci sono pezzi di me dentro, anche se fanno male; li ho sentiti miei e mi è sembrato giusto raccontarli. Portarlo su un palco prestigioso come il Premio De André è stato come chiudere una porta e aprirne un’altra. Sono grata a chi ha ascoltato, a chi ha capito, a chi mi ha fatto sentire al sicuro anche in una storia così fragile». Ovviamente Cinus la riascolteremo durante le semifinali di Isernia.








































