Volveréis. Una storia d’amore quasi classica

Che bello lasciarsi con una festa. Lasciarsi davvero?

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Volveréis. Una storia d’amore quasi classica
di Jonás Trueba
con Itsaso Arana, Vito Sanz, Fernando Trueba, Andrés Gertrúdix, Francesco Carril

Che bella coppia: carini, divertenti, affiatati: fanno tante cose insieme, anche separarsi. La regista Ale e l’attore Alex (una X di differenza…) si separano dopo 15 anni. Con una festa. D’amore e d’accordo. Detto così sembra un film. Anzi sembra il film che stanno girando. Volveréis tradotto significa “ritornerai”. Loro continuano a dire “ci separiamo ma stiamo bene” (ma quante volte lo dicono?) e sono ciarlieri, buffi, a volte malinconici, quasi woodyalleniani, in ogni caso estremamente ragionevoli su tutto: come dividersi le cose, l’appartamento, i dvd dei film. L’idea è venuta al padre di Ale (è il regista Fernando Trueba, quello di Belle Epoque e La nostra storia: nella realtà è il padre del regista di Volveréis…). Insomma questa allegra separazione è il film che i due stanno girando (e devono finirlo e rifinirlo…), il film che noi stiamo vedendo e una doppia idea registica (nella realtà e nel film). Un titolo però appare dopo un’ora ed è Volverei, prima persona, “tornerò”… Che sia un film sul cinema travestito da storia d’amore (mica tanto classica)? Avete mai provato a indovinare il futuro con i tarocchi di Bergman? Ogni carta un film del regista svedese. E la relazione che si chiude è l’incubo un gatto intrappolato tra due porte mentre si gira un film e la troupe non ti capisce? E che c’entra la ripetizione secondo Kierkegaard? E la tomba di Truffaut?

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