Addio a Livio Macchia, fondatore dei Camaleonti

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Livio Macchia
Livio Macchia in Jam Session con Viki Ferrara, Gilberto Ziglioli e Roberto Capuano. Foto Giordano Casiraghi

Si era trasferito in Puglia per curarsi direttamente nella terra che lo ha visto crescere. Livio Macchia, storico leader dei Camaleonti se n’è andato, ora farà compagnia agli altri componenti storici del gruppo, da Tonino Cripezzi a Paolo De Ceglie, nonché Riki Maiocchi front man della prima ora. Erano tutti molto legati, nei Sessanta stazionavano attorno a piazza Beccaria a Milano. Chiacchierando con i musicisti di quegli anni non sono pochi coloro che attribuiscono al gruppo milanese doti di grandi musicisti. Livio Macchia poi si fece notare come chitarrista, prima di imbracciare il basso, seguendo le orme degli Shadows. Infatti, l’embrione dei Camaleonti veniva indicato come Le Ombre quando nel 1964 presso il mitico Charly Max di piazza Diaz a Milano accompagnavano Augusto Righetti. Mancarono per un pelo l’appuntamento con la storia quando, il 24 giugno del 1965 dopo il concerto al Vigorelli i Beatles scesero al Charly Max per ascoltare Augusto Righetti. Livio Macchia e gli altri di Le Ombre si erano staccati da Righetti e intrapresero una propria carriera come Camaleonti. “L’ora dell’amore” e “Applausi” sono i loro massimi successi, entrambi del 1968, e a cantare “Applausi” era proprio Livio, con quei baffoni e capelli voluminosi. “Applausi” l’abbiamo cantata in coro in tante occasioni per le serate di Che Musica a Milano a Il Sotto di Arlati. Livio era un frequentatore assiduo di quelle serate che conducevo e organizzavo insieme a Agostino Zappia. Oggi per noi, che lo abbiamo avuto tante volte vicino, è un giorno triste. Di certo continueremo a ricordarlo. Da non credere. Livio era una persona schietta e diretta. Poche settimane fa è uscita una sua intervista a piena pagina sul Corriere. Era contento, perchè in tanti lo hanno chiamato per complimentarsi. Era rammaricato per il fatto di non potersi più esibire anche se, proprio una decina di giorni fa, Livio ha pubblicato alcune immagini di quello che resta il suo ultimo concerto, suonato e cantato insieme a suo figlio e altri musicisti. Il post dice: “Grazie a tutti! E’ stata una delle più belle serate di tutta una vita.”

Livio nel 2018 a Il Sotto di Arlati, foto Giordano Casiraghi
Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati & Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. È promotore con Pino Massara e Alfredo Tisocco della prima ristampa in cd di tutti gli album di Battiato usciti negli anni Settanta. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa a L'Enciclopedia del Rock Italiano - Arcana e Dizionario Pop Rock - Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018), Che musica a Milano (Editrice Zona, 2014 - nuova edizione Editrice Zona, 2023), Cose dell'altro suono (Arcana, 2020) , Battiato - Incontri (O.H., 2022), Gianni Sassi la Cramps & altri racconti (Arcana, 2023), Franco Battiato - All'essenza (Mondadori, 2025)

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