Breve storia di una famiglia

Ovvero, come il secondo figlio si infiltra...

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Breve storia di una famiglia
di Lin Jianjie
con Zu Feng, Guo Keyu, Sun Xilun, Lin Muran

Cina oggi. Modernissima, algida, rampante e vetrosa. Infelice? Un incidente in palestra e lo studente Wei (Muran Lin) aiuta lo studente Shuo (Xilun Sun). Shuo, povero, orfano, con un padre manesco, entra nella casa di Wei, figlio unico di un ricercatore e una hostess benestanti. Si infiltra. Wei e Shuo giocano alle dieci monete (ne puoi prendere 4, 2 o 1: chi resta con l’ultima perde): Shuo impara subito che chi gioca per secondo trova sempre il modo di vincere. Sta diventando il secondo?  Il padre di Wei si alza all’alba per iscrivere il figlio a un corso di inglese e dargli un futuro fuori dalla Cina, perché la concorrenza è spietata e i posti sono pochi, ma Wei preferisce tirare di scherma: Shuo fa il corso d’inglese al suo posto. Il padre di Shuo muore. Come? La famiglia di Wei pensa di adottare Shuo: potrebbe anche sostituire il figlio abortito dalla coppia in ossequio alla vecchia politica (ormai chiusa) che imponeva un solo figlio per famiglia. Shuo alla madre di Wei piace. Anche al padre. E la famiglia, nel film e agli occhi di Shuo, è come spiata al microscopio. Film gelido, geometrico, astratto, con grande uso di specchi e illusioni fredde in una casa acquario dove un pesce lasciato morire fa pensare a tante cose terribili. Shuo è un virus che si insinua in un organismo? È un film politico sulle conseguenze delle politiche delle pianificazioni familiari?

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