È uscito da pochi giorni il quarto album del progetto Rodina, a otto anni dal precedente You Got Soul, ben accolto dalla critica, e a ben 13 dal debutto Rodina And The Wolf, seguito nel 2013 da Home. Non cambia praticamente nulla dal punto di vista della formazione, se non l’accresciuta esperienza dei titolari, che sono la cantante e songwriter irlandese Aoife Hearty e il tastierista, produttore e coautore Joe Tatton, e dei loro partner, ovvero i due del trio di Joe (il chitarrista Lucas De Mulder e il batterista Luke Flowers, membro anche della Cinematic Orchestra) e gli ottimi fiati degli Haggis Horns e dei Filthy Six.

Rodina si pone ancora una volta in competizione – ruotando nell’orbita del sound di Leeds e Manchester – con il top del jazz-funk europeo, che nel Regno Unito raggiunge da vari anni vette importantissime, superiori anche a quelle degli artisti americani, per la gran parte troppo rigidi nei loro prevedibili schemi. Partendo da una solida base soul jazz, rivisitata secondo le “regole” dell’acid jazz dettate dal grande Gilles Peterson, lo coniugano sia in una formulazione più da black ballad moderna e sensibile come nel brano di apertura Simple Pleasures e nei momenti più rilassanti quali All Over The Sky e Flowers, sia con un orientamento aperto a sonorità ambient e da soundtrack jazz-funk come propongono i primi singoli estratti dal cd We Go Out Of Our Way e Trust In This Life, sia con sapori da beach pop USA oppure da vocalità e ritmicità gospel. Altri brani di grande spessore del cd sono l’incalzante tormentone orecchiabile nella sua sostenuta ritmicità Good People e l’inno Inspiration, che potrebbe diventare da stadio con le parole adatte.

Aoife Hearty

Si tratta di musica molto stilosa e di ottimo impatto, costruita con tutti i crismi di un jazz funkeggiante (ovviamente soprattutto tastieristico) da club “in”, old style nell’impostazione ma che suona moderno e vivo e convincente. Rodina continuano ad alzare l’asticella della loro creatività, allineando idee brillanti e ricche che catturano immediatamente l’attenzione di tutti gli ascoltatori, anche i più distratti e superficiali.

Raffaello Carabini
Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.

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