I capolavori restaurati di Claude Chabrol anni ‘70

Dal 27 agosto al 17 settembre 2025 alla Cineteca Milano Arlecchino sette pellicole di uno dei fondatori della Nouvelle Vague che costituiscono una sorta di commedia umana della Francia dell’ultimo mezzo secolo

0
Juste avanti la nuit (Sul far della notte)

Prolifico regista e acuto indagatore dell’ambiente borghese della provincia francese

Grande direttore di attori Claude Chabrol, nato a Parigi il 24 giugno 1930 da una famiglia di farmacisti, appartiene alla generazione della Nouvelle Vague, l’ondata di giovani registi, Truffaut, Godard, Rohmer, Resnais ed altri guidati dal critico André Bazin fondatore dei Cahiers du cinéma, che hanno rivoluzionato la cinematografia francese degli anni Cinquanta. Dopo la laurea in lettere ed un’intensa attività come critico cinematografico nel ’57, esordisce nella regia con Le beau Serge, un dramma psicologico considerato da molti studiosi come la nascita ufficiale della Nouvelle Vague. L’intrigo, la doppiezza, la follia e il ripensamento sono gli ingredienti tipici del cinema di Claude Chabrol incentrato su di un preciso ambiente sociale.

Specializzato nel genere poliziesco di cui ama molto i romanzi, il regista si dimostra un narratore cinematografico insuperabile. Nel 1959 firma A doppia mandata tratto da un romanzo di Stanley Ellis, interpretato dall’ emergente JeanPaul Belmondo, che ruota attorno all’omicidio della giovane amante di Henry Marcoux, un ricco borghese, capo di una famiglia bene della provincia francese, seguito da Donne facili, (1960), quattro giovani commesse che cercano di evadere dalla loro noiosa vita sognando l’amore. Nel ’68 firma Les Biches (Les biches –  Le cerbiatte), dramma sul fascino del denaro e la seduzione.

Cineasta prolifico, alterna il noir con le ricostruzioni d’ epoca, la commedia con il dramma disegnando splendide figure femminili: Betty (1992),  tratto da un racconto di Simenon, il rapporto affettivo tra una donna alcolizzata e una signora anziana; Un affare di donne (1988) , la vicenda vera di Marie Latour, giustiziata il 30 luglio 1943, vittima dell’ipocrisia perbenista della Francia della seconda guerra mondiale e colpevole di aver praticato per necessità alcuni aborti clandestini; Stéphane, una moglie infedele (1968), una signora dell’alta borghesia sposata ad un agiato assicuratore che tradisce con un affascinante giornalista. Tra gli altri suoi numerosi film, La commedia del potere (2006), ispirato ad un famoso scandalo politico francese degli anni Ottanta e Bellamy (2009) con Gérard Depardieu, nel ruolo di un commissario di polizia in vacanza con la famiglia alle prese con le malefatte dei parenti di sua moglie.

Il ciclo propone alcuni titoli poco conosciuti come Que la bête meure (Ucciderò un uomo), film sulla vendetta e sull’amore paterno; La rupture (All’ombra del delitto), storia di un drammatico divorzio; Juste avant la nuit (Sul far della notte), un gioco erotico finito male e Les noces rouges (L’amico di famiglia), un altro quadro impietoso della borghesia francese.

Claude Chabrol muore a Parigi il 12 settembre 2010 a ottant’anni. La Francia gli rende omaggio commossa, come il presidente Sarkosy che lo ricorda così: “C’era in lui del Balzac per la sottigliezza del suo affresco sociale, e c’era del Rabelais per il sarcasmo anche, sicuramente, per la corpulenza, ma era soprattutto lui stesso nei suoi film come nella vita”, mentre il collega Claude Lelouch sottolinea lo humour di Chabrol: “Per 50 anni abbiamo viaggiato gomito a gomito. Penso che oggi riderebbe della sua scomparsa. Non era certo un regista piagnucoloso”. E ancora l’ex ministro della Cultura Jack Lang afferma: “Claude Chabrol era il simbolo della vita. La divorava con passione e i suoi film esprimono questa energia vitale”.  Infine Isabelle Huppert, la sua musa, dice: “Ha rappresentato i miei esordi. Di film in film, ero diventata una sorta di altro lui, di quello che aveva voglia di esprimere”.

Sette sono i film in programma: La femme infidèle (mercoledì 27 agosto, ore 18.30  venerdì 5 settembre, ore 15.00); Le boucher ( venerdì 29 agosto, ore 20.30 e martedì 2 settembre, ore 15.00); Que la bête meure (domenica 31 agosto, ore 15.00 e martedì 16 settembre, ore 21.00); Les biches (lunedì 1 settembre, ore 21.00 e mercoledì 10 settembre, ore 17.00); La rupture (giovedì 4 settembre, ore 21.00 e sabato 6 settembre, ore 14,45); Juste avant la nuit (domenica 7 settembre, ore 15.00 e mercoledì 17 settembre, ore 17.00); Les noces rouges (lunedì 8 settembre, ore 21.00 e 15 settembre, ore 17.00). Tutti i film sono in edizione originale con sottotitoli italiani.

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome