In occasione dell’ottantesimo anniversario della Liberazione, l’etichetta squi[libri] pubblica il doppio album Con il cuore nella rivolta, in collaborazione con gli Archivi della Resistenza e il patrocinio dell’ANPI. Sono 28 Canzoni sulla Resistenza, come recita il sottotitolo, ciascuna eseguita da un interprete differente, che propongono non solo un ricordo dei valori e dell’eroismo che storicamente illuminarono la lotta di liberazione dal nazi-fascismo, ma anche l’eredità morale che, dal 1945 a oggi, continua a darci insegnamenti fondamentali e il coraggio vitale che continua a suggerirci di esercitare nella nostra quotidianità.

Dal ricordo di figure carismatiche come i fratelli Cervi, Sophie Scholl, Giovanni Pesce, e di eventi drammatici come gli eccidi della Banda Tom, delle Fosse Ardeatine, di Marzabotto, che ne stimolano la memoria storica (l’ingiusto guardarla con sospetto, oggi troppo diffuso, non può che indurre a errori di valutazione anche sulla contemporaneità e sulla capacità di giudizio sociopolitico), si arriva agli inni per una vita senza guerre, per l’amore verso la libertà, per un vivere “umano” in ogni contesto.

A differenza di Materiale Resistente, festival che trent’anni fa festeggiava il cinquantennale della Resistenza diventato un magnifico doppio album, che raccoglieva canzoni – nessuna che appaia anche su questo cd, a eccezione di una diversa versione de Il partigiano John degli Africa Unite – riarrangiate per l’occasione, Con il cuore nella rivolta allinea gli originali, così come furono incisi nel mezzo secolo compreso tra il 1970, anno del più lontano nel tempo, al 2020 del più recente, cui si somma l’inedito del 2024 dei Modena City Ramblers Una storia partigiana.

Apre il disco Cisco con Il prezzo da pagare dedicato alla strage di Marzabotto, cui seguono La pianura dei sette fratelli della Gang per gli eroici Cervi, Rosa bianca di Alessio Lega in ricordo dell’omonimo gruppo antinazista dell’università di Monaco, di cui faceva parte Scholl, fucilata nel 1943 per la sua attività clandestina, Il partigiano John in versione jungle-reggae, Sai com’è di Claudio Lolli su un amore tra partigiani, La scelta di Marco Rovelli che ci ricorda «guardati intorno/ precipitano i tempi,/ questo è il momento,/ scegli la tua parte».

Ancora la Bandajorona propone Roma città persa sulla situazione della capitale, Gian Piero Alloisio e Maurizio Maggiani cantano Aristo (l’architetto partigiano Ciruzzi), Andrea Satta il campo di concentramento di Lengenfeld e gli Stormy Six la classica Stalingrado. Chiudono il primo cd Gian Maria Simon con Comandante Charlie, il Contratto Sociale GNU Folk con Una questione privata, Fabio Ghelli con Cara Laura, ispirata a un’altra storia d’amore tra combattenti per la libertà, e i Modena City Ramblers con Una storia partigiana, emozionante inedito contro la stolta rimozione di oggi.

L’album numero due inizia con La GAP, storica canzone del Premio Nobel Dario Fo e Paolo Chiarchi dedicata alla formazione milanese comandata da Pesce, che proteggeva le fabbriche dagli ordini di distruzione dei nazisti. È poi la volta di Bobo Rondelli e della sua Non piangete i partigiani che ricorda il valore del canto collettivo, degli Yo Yo Mundi con un brano dedicato alla piemontese Banda Tom, guidata dalla Medaglia d’oro al Valor Militare Antonio Olearo, Tredici, dei Casa del Vento con la “parola d’ordine” Ribelli per un ideale, del grande Ivan Della Mea con l’altro riferimento imprescindibile di quella ribellione Resistenza è libertà.

La fontana vecchia di Antonio Lombardi ci fa sognare un mondo senza guerre, l’articolata Le Fosse Ardeatine di Giovanna Marini è un brano sull’eccidio romano, Poveri partigiani di Ascanio Celestini si scaglia contro l’incapacità odierna di ricordare i propri morti senza retorica né banalità, Per amore, per la libertà degli alternativi Pupi di Surfaro legge la lezione della Resistenza oggi.

Infine terminano questo ventaglio di brani provenienti da ogni parte d’Italia, eccellente anche dal punto di vista musicale, con una predominanza di ballate di vario genere e di canzoni d’autore, ma con anche l’alternanza di folk-rock, di rock puro, di ricerca sonora, di trasgressioni estetiche, di sonorità tradizionali, le proposte di Pardo Fornaciari Ballata della XXIII Brigata Garibaldi d’Assalto Guido Boscaglia, a ricordo – con un intervento bandistico – delle gesta di quel nucleo partigiano toscano, di Davide Giromini Cannoni del Sagro sulla carneficina nazifascista di Vinca, degli Esterina 12 agosto sull’altra strage del 1944 perpetrata a Sant’Anna di Stazzema, di Giorgio Canali & Rossofuoco Lettera del compagno Lazlo al colonnello Valerio, in cui l’immaginario Lazlo racconta all’autentico Walter Audisio, che giustiziò personalmente Benito Mussolini e Claretta Petacci, la realtà postbellica con i fascisti ancora impuniti, e de Il teatro degli orrori Compagna Teresa che ci ricorda ancora l’importante presenza femminile nella Resistenza.

Da segnalare poi che ogni cd termina con una ghost track, rispettivamente gli immancabili inni Bella ciao Fischia il vento, in esecuzioni corali eseguite dagli amici del festival “Fino al cuore della rivolta” e del Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo. Oltre a numerosi degli artisti qui presenti, citiamo, tra i molti alla voce e agli strumenti, Paolo Pietrangeli, Dario Vergassola, Moni Ovadia, Gualtiero Bertelli, Peppe Voltarelli, Daniele Sepe, Andrea Satta dei Têtes de Bois, E Zezi, Matteo Procuranti, le De’ Soda Sisters e il Coro Garibaldi d’Assalto.

Raffaello Carabini
Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.

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