I film estremi di Werner Herzog

Dal 28 agosto al 24 settembre 2025, alla Cineteca Milano Arlecchino l’omaggio ad uno dei maggiori innovatori del Nuovo Cinema Tedesco che ha saputo mettere in discussione la tradizionale differenza tra documentario e finzione

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L'enigma di Gaspar Hauser

A Werner Herzog la Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia quest’anno conferirà il Leone d’oro alla carriera

Fantasioso, giramondo ed affascinato dalla sofferenza umana, il regista tedesco nato nel 1942 a Monaco di Baviera, ha sempre assecondato la sua voglia di filmare la vita attraverso il documentario. La sua tendenza all’esplorazione di realtà umane sconosciute lo ha portato a girare con la cinepresa in molte parti del mondo: Medici volanti dell’Africa Orientale del 1968/69 è girato tra i guerrieri Masai e tra altre tribù africane e Fata Morgana, ambientato tra le popolazione del deserto del Sahara è un prezioso documentario etnografico contro lo sfruttamento selvaggio della civiltà industriale.

L’impossibilità di essere “un regista normale” è la sua caratteristica più saliente, sia per i personaggi delle sue opere solitamente emarginati o diversi come in L’enigma di Kaspar Hauser (18 settembre, ore 21.00) o La ballata di Stroszek (21 settembre, ore 19.00), sia per il suo bizzarro modo di fare cinema (durante le riprese di Fitzcarraldo, in piena foresta peruviana, fu abbandonato dai suoi attori, per le enormi difficoltà ambientali incontrate). Herzog, considerato il più enigmatico tra i cineasti del nuovo cinema tedesco, sa mescolare finzione e documentario con grande abilità, sempre alla ricerca dei perdenti, di coloro che nella vita non avranno mai la possibilità di un “posto al sole”. Questi reietti, aborigeni, nani ed avventurieri escono da film quali Cobra verde, Aguirre furore di Dio (10 settembre, ore 19.99); L’enigma di Kaspar Hauser (18 settembre, ore 21.00); La ballata di Stroszek (21 settembre, ore 19.00); Fitzcarraldo (8 settembre, ore 19.00 e 9 settembre, ore 21.00); Dove sognano le formiche verdi (28 agosto, ore 21.00 e 5 settembre, ore 21.00), con cui il regista continua il suo discorso vibrante e polemico a favore delle minoranze etniche, sopravvissute alla distruzione ecologica, già iniziato con Fata Morgana (22 settembre, ore 19.00). “Tutti i personaggi che vedete nei miei film lottano, però, fino all’ultimo istante – afferma Herzog –  anche nelle condizioni più disperate, per difendere un barlume, seppur piccolo, di civiltà”.

Werner Herzog, oltre che sceneggiatore, regista e produttore, è anche attore, scrittore e realizzatore di installazioni artistiche.

La rassegna propone altri suoi film quali Burden of Dreams (12 settembre, ore 13.00); Cuore di vetro (30 agosto, ore 19.00; 3 settembre, ore 18.30; 13 settembre, ore 15.00); Segni di vita (7 settembre, ore 11.00); Woyzech (11 settembre, ore 21.00); Grido di pietra (6 settembre, ore 19.00); La soufriére (18 settembre, ore 20.00); Anche i nani hanno cominciato da piccoli (4 settembre, ore 19.00; 15 settembre, ore 21.00); Nosferatu, il principe della notte (12 settembre, ore 22.30 e 17 settembre, ore 21.00);  Cave of Forgotten Dreams (20 settembre, ore 11.00).

 

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

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