Venezia 82. Mother

I 7 giorni che cambiarono la vita di Madre Teresa

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Mother
di Teona Strugar Mitevska

Dura la vita di Noomi Rapace, cioè Agnes, futura santa Madre Teresa che chiede di uscire dal convento nel quartiere Entally di Calcutta per fondare un ordine tutto suo, le Missionarie della Carità, nelle cloache degli intoccabili. Penitente con confessore, arrabbiata perché si sente circondata ed eterodiretta da una chiesa di uomini, la generalessa delle donne, durissima, intransigente e avvezza a sangue, piaghe e vermi sotto la regia hard di Teona Strugar Mitevska (quella di Dio è donna e si chiama Petrunya) accompagnata da musica quasi metal crea un manuale del nuovo ordine che detta la linea alle suore che la seguiranno, sorelle e figlie: peccato che la prediletta Agniewska (Silvia Hoeks, la replicante killer di replicanti di Blade Runner 2049)- che potrebbe raccoglierne l’eredità- abbia confuso l’amore per la povertà con l’amore della carne e ora aspetti un figlio vero, di carne, che potrebbe mandare all’aria il progetto e il consenso del Vaticano e crea anche allucinazioni. Perché l’amore si direbbe, non perdona. L’azione si svolge nei sette giorni del passaggio dal vecchio al nuovo ordine, nel 1948, ed è vero che l’India caotica e lacera  pare non cambiare mai, ma quella moto tra i diseredati  è una licenza poetica?

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