Sotto le nuvole
di Gianfranco Rosi
“Il Vesuvio fabbrica tutte le nuvole del mondo”. L’ha detto Cocteau. Sotto le nuvole quindi potrebbe stare per “Sotto il vulcano”, e sotto il vulcano c’è Napoli. Rosi, come già in Sacro Gra sul Grande Raccordo Anulare di Roma, mostra e racconta. Documenta e racconta. Ed ecco Napoli sotto il Vesuvio: una macedonia di temi ritornanti in un bianco e nero sontuoso. Ecco il centralino dei vigili del fuoco in cui si accalca chi ha sentito la terra tremare, teme le eruzioni ma vuole anche sapere l’ora esatta, ecco gli incendi, i terremoti, ecco l’arte rubata alla terra, i cunicoli scavati in tutto il territorio dai tombaroli che hanno depredato quanto il Vesuvio aveva sigillato con l’eruzione del 79 Avanti Cristo, ecco i reperti nei musei che gli specialisti interrogano alla luce delle torce, dove le finezze delle sculture si rivelano più che nella luce diffusa, ecco i giapponesi che lavorano sui territori archeologici, i calchi di Pompei, perfino la citazione di come si ottiene un calco che angoscia la coppia in crisi Ingrid Bergman/George Sanders di Viaggio in Italia di Rossellini, ecco le ville romane subacquee, il problema dei siriani che lavorano sulle navi che portano a Napoli il grano dall’Ucraina, il ribollire dei campi flegrei, le strade ferrate che salgono al vulcano, gli ex voto…







































