Broken English
di Jane Pollard, Iain Forsyth
Marianne Faithfull non era solo la fidanzata di Mick Jagger dei Rolling Stones, né la donna del gruppo né altra interpretazione malevola, riduttiva e invidiosa. Era una donna libera, un’autrice e una cantante che ha firmato testi musiche e album notevoli. E che ha lasciato testimonianza in questo vivace documentario che invece di snocciolare la solita biografia alternata a canzoni si avvale di una strana struttura: la parte dei documentaristi viene affidata ad attori in studio e alla console di montaggio (Tilda Swinton e George McKay) e la Faithfull, già molto malata (appena prima di morire a gennaio 2025 per postumi Covid) ma vivacissima, interagisce con gli attori in una lunga e divertita intervista in cui, invece di confermare tutto quello che si sapeva o si credeva di sapere, spiega, aggiunge, aggiusta e rifinisce con grande professionalità, intelligenza e un vivace senso dell’umorismo e tanta autoironia lasciandoci un autoritratto bello: gli specialisti della sua musica sanno cosa si cela dietro il titolo Broken English che è poi anche il titolo di un album del 1979: il ritorno dopo anni di creatività ma anche droga, caos e anoressia, della donna di cui i Rolling Stones cantarono la canzone As Tears Goes By anche in italiano, l’unica: Con le mie lacrime





































