Cristiano De André porta il meglio di Faber a Vicenza: il racconto del concerto

0
Cristiano De André
© Riccardo Medana

Ultimi scampoli d’estate e ultimi appuntamenti con i concerti all’aperto di Cristiano De André e il suo De André canta De André Best Of 2025.
Ieri sera è toccato alla splendida Piazza dei Signori di Vicenza, nella seconda delle sei sere consecutive del Vicenza in Festival, evento organizzato da DuePunti Eventi in collaborazione con il Comune di Vicenza e Confcommercio Vicenza.

Per Cristiano De André un ultimo giro celebrativo del repertorio del padre, prima di tornare a lavorare sul suo materiale da solista, come da lui stesso annunciato.
Un tour “best of” che raccoglie il meglio di 15 anni di concerti dedicati alle canzoni di Faber, immortalati anche in quattro album: De André canta De André – Vol. 1 (2009), De André canta De André – Vol. 2 (2010), De André canta De André – Vol. 3 (2017) e De André canta De André – Storia di un impiegato (2023).

Sul palco insieme a Cristiano e al suo arsenale di strumenti musicali (chitarre acustiche e classica, bouzouki, pianoforte e violino) troviamo gli ormai storici compagni di viaggio: Davide Pezzin al basso, Luciano Luisi alle tastiere e Osvaldo Di Dio alle chitarre e ai cori. L’ultimo, in ordine cronologico, ad unirsi alla carovana è Ivano Zanotti alla batteria, che con Pezzin e Luisi chiude il terzetto in prestito dalla band di Ligabue.

Il concerto

Potremmo definirlo quasi un viaggio che parte e finisce a Genova per toccare un po’ tutto il mondo, e tutta l’umanità. Perchè dall’inizio con Mégu megún e  çìmma a quella Crêuza de mä cantata sul finale si toccano tutte le tematiche raccontate da Fabrizio durante la sua lunga carriera.
Da quel bellissimo elogio della solitudine che è Anime salve, da cui ascoltiamo Ho visto Nina volare, Smisurata preghiera e Disamistade, alle canzoni di libertà (quella immortale di Se ti tagliassero a pezzetti e quella negata di Nella mia ora di libertà).

Ovviamente, essendo un concerto “best of” non possono mancare i grandi classici, come Bocca di rosa, La canzone di Marinella, Il pescatore, Amico fragile, Don Raffaè.

Le protagoniste principali sono ovviamente le canzoni, ma ci sono anche dei brevi intermezzi di racconti attraverso i quali conosciamo meglio il rapporto tra padre e figlio.
Su tutti, il tempo passato insieme durante gli ultimi tour, che ci viene raccontato così: «In quell’occasione abbiamo trascorso un bel po’ di tempo insieme, come non accadeva da tanto, e ci siamo ritrovati. Sicuramente è stato il momento più emozionante della mia vita.
Mi ricordo che era molto amareggiato e si sentiva sconfitto.
Finchè una sera mi confessò: “Ho scritto tanto contro la guerra, contro il potere, in favore degli ultimi, ma non è servito assolutamente a un cazzo”. Io rimasi in silenzio, e solo adesso mi accorgo che aveva davvero ragione.

Credo che non basti sposare solamente la sua parola, la sua poesia, sentire dentro delle cose affini. Bisognerebbe che ognuno di noi, nel proprio piccolo, questa parola la mettesse anche in pratica, compiendo degli atti concreti, che vadano a migliorare il nostro mondo. Io credo che mettendo in pratica quello che ha scritto mio padre si vivrebbe in un mondo migliore».

Tutti gli occhi su Gaza

Parlando di atti concreti e cantando canzoni che parlano degli ultimi, come Smisurata preghiera, o di massacri di popolazioni innocenti, come Fiume Sand Creek, Cristiano non poteva certo esimersi dal prendere posizione su quello che sta accadendo a Gaza.

E lo fa, ovviamente, sempre con un filo rosso che parte da Fabrizio e dalla sua musica: «Tra le canzoni che ha scritto mio padre c’è anche il racconto di tre stragi realmente accadute. La prima, più lontana nel tempo, è sicuramente quella dei bambini trucidati da Erode raccontata ne “La buona novella”. La seconda è quella accaduta sul fiume Sand Creek, quando gli americani capitanati da Chivington sterminarono una tribù di nativi formata soprattutto da donne e bambini, mentre gli uomini erano fuori, a caccia. E la terza, quella più attuale, è quella di Sidone.

Era il 1982 quando il generale israeliano Sharon bruciò la città di Sidone, nel Libano. Il paese che ci aveva dato l’alfabeto e il vetro. Un palestinese stringe tra le braccia i resti di suo figlio, maciullato dai cingoli di un carro armato. La fine di quella piccola vita rappresenta simbolicamente la fine di una civiltà intera.
Sono le stesse scene che continuiamo a vedersi ripetere nelle immagini dalla striscia di Gaza, in questo silenzio assenso vergognoso, senza che nessuno faccia niente di niente. È uno schifo, qualcosa di orrendo. Non mi è mai capitato di vedere, di vivere una cosa così».
E, prima di riprendere a cantare, invita il pubblico presente in piazza a rispettare un minuto di silenzio per il popolo palestinese.

E ancora, a fine concerto, proprio sulle note che raccontano il massacro del Fiume Sand Creek, sventola una bandiera della Palestina gridando “Palestina libera adesso”, e lasciandola simbolicamente sull’asta del microfono durante la pausa per i bis.

Il peso di un’eredità e la necessità di continuare a tramandare le canzoni di Faber

Gli arrangiamenti, curati nel corso degli anni da Cristiano De André insieme a Luciano Luisi, Max Marcolini e Stefano Melone, soffiano via un po’ di polvere soprattutto dai brani più vecchi. Il riferimento di partenza sono sempre le versioni originali, che siano quelle in studio o dello storico live con la PFM. Nessuna canzone viene stravolta musicalmente, ma quelle atmosfere di decenni fa vengono trasportate nel mondo musicale odierno, con maestria e scelte melodiche interessanti e per nulla scontate, che permettono anche ai musicisti di mettere in mostra il loro talento e di divertirsi suonando.

Il risultato è decisamente positivo, e lega perfettamente la celebrazione delle parole del più grande cantautore della storia della musica italiana alla rilettura in chiave moderna della musica delle sue canzoni.
E quel solco poteva trovarsi a percorrerlo solo Cristiano, che da figlio, musicista e arrangiatore degli ultimi due tour di Fabrizio De André, è certamente il più titolato a portarne avanti l’eredità attraverso questa sorta di messa laica in cui, ancora una volta, viene tramandata la parola di Faber.

Le prossime date del tour De André canta De André  – Best Of 2025

1 settembre – Mantova, Summer Festiva @ Palazzo Te
7 settembre – Pescara, Festival Dannunziano
11 settembre – Pisa, Summer Knights

1 dicembre – Parma, Teatro Regio
3 dicembre – Torino, Teatro Colosseo
5 dicembre – Varese, Teatro di Varese
6 dicembre – Padova, Gran Teatro Geox

I biglietti sono acquistabili su TicketOne, Ticketmaster e Vivaticket.

Il tour è prodotto e organizzato da Trident Music.

La scaletta del concerto di Cristiano De André a Vicenza

1. Mégu megún
2. ‘Â çìmma
3. Ho visto Nina volare
4. Don Raffaè
5. Se ti tagliassero a pezzetti
6. Smisurata preghiera
7. Verranno a chiederti del nostro amore
8. Canzone del padre
9. Nella mia ora di libertà
10. Bocca di rosa
11. Amico fragile
12. La canzone di Marinella
13. Disamistade
14. Andrea / La cattiva strada
15. Un giudice
16. Il testamento di Tito
17. La collina
18. Volta la carta
19. Quello che non ho
20. Fiume Sand Creek

21. Crêuza de mä
22. Il pescatore

23. La canzone dell’amore perduto

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome